UN “CIRIACOSAURO” PER TUTTE LE STAGIONI - FELTRI: “IL CONFRONTO TV DI STASERA TRA RENZI E DE MITA ANDRA’ MEGLIO DI QUELLO CON ZAGREBELSKY. CIRIACO HA SENSO DELLA POLITICA E CONOSCE L'ELOQUENZA. NON MI SORPRENDE CHE SI APPALESI PER CONTRASTARE IL ROTTAMATORE CHE HA ROTTAMATO TUTTI TRANNE IL RE DI NUSCO

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

 

renzi de mitarenzi de mita

Qualche giorno fa Massimo D' Alema ha detto che coloro i quali votano Sì al referendum costituzionale sono vecchi e quindi un po' rimbambiti. Può darsi abbia ragione. L'uomo è intelligente ed essendo antipatico a tutti a me è simpaticissimo. Ma gli vorrei segnalare un dettaglio che forse gli è sfuggito. Questa sera, su La7 va in onda un confronto tra il giovanissimo Matteo Renzi, promotore del Sì, e l' anzianissimo Ciriaco De Mita, sostenitore del No. Allora, come la mettiamo, caro D'Alema?

 

Evidentemente non è vero che bisogna essere dei vegliardi per votare Sì e non è vero che quelli del No siano giovani e freschi quali rose di maggio. Se poi voi del No vi affidate a un signore di 88 anni per farvi valere significa che non considerate l'età una discriminante, ma questa è solo una premessa.

 

Matteo Renzi e Ciriaco De MitaMatteo Renzi e Ciriaco De Mita

D'altronde, personalmente non posso avere pregiudizi nei confronti degli anziani, dato che anziano sono pure io. Anzi mi rallegro pensando che De Mita, che ho sempre considerato un amico, rientri all' improvviso sulla scena nazionale e televisiva come campione degli ostili ai cambiamenti desiderati dal premier. Significa che essi, dopo aver sperimentato tragicamente Zagrebelsky, hanno capito che è meglio affidarsi a un canuto intellettuale della Magna Grecia per far prevalere le teorie conservatrici.

 

Di sicuro con Ciriaco la gara con Renzi andrà meglio che con Gustavo. Se non altro sarà più divertente. Perché l' attempato democristiano ha il senso della polemica e conosce l'arte dell' eloquenza. E il match sarà seguito, suppongo, da parecchi telespettatori.

Giova ricordare che De Mita è stato uno dei protagonisti della prima Repubblica, l'avversario più tenace e scaltro di Bettino Craxi.

 

Ciriaco De Mita Ciriaco De Mita

Che tempi, gli anni Settanta e Ottanta. All'epoca ero inviato del Corriere e descrivevo la campagna elettorale della Dc, della quale Ciriaco era segretario. Ai suoi comizi presenziava una folla straripante. E i suoi discorsi, per quanto complicati, tenevano desto l'uditorio. Ne riferivo nelle mie cronache e dopo che avevo dettato l'articolo, De Mita mi ospitava sul suo aereo (o meglio, quello di Tanzi) per tornare a Roma. Durante il volo lui giocava a carte e litigava scherzosamente coi suoi avversari.

 

Dava libero sfogo al proprio spirito provinciale, identico al mio, e manifestava un temperamento assai diverso, più terra terra, di quello che rivelava nelle circostanze ufficiali. In fondo era un figlio del sarto di Nusco (Avellino), cosa di cui non si vergognava affatto.

GIUSEPPE E CIRIACO DE MITA GIUSEPPE E CIRIACO DE MITA

 

Nei giorni prossimi a Ferragosto il Corriere mi spedì nel suo paese natale con l' incarico di intervistarlo in quanto era candidato a succedere a Craxi a Palazzo Chigi. Scesi in un albergo orrendo, l'unico del borgo e attesi di essere convocato nella villetta del segretario. Il quale nel tardo pomeriggio, mi telefonò dandomi via libera. Mi recai all'ora convenuta davanti al cancello della casetta e vi trovai una fila di persone che attendevano di essere ricevute dal «principe».

 

Gente modesta che portava con sé caciotte, pollastri, bottiglie. Al Sud usava così: mai andare in visita a mani vuote dalle persone importanti. Mi ricevette con cortesia e mi porse un bicchiere di vino bianco, buono. Cercai di strappargli qualche dichiarazione clamorosa, invano. Mi raccontò una barzelletta su Craxi. Che, in mancanza di meglio, riportai nel mio pezzo. L' indomani il Corriere la pubblicò con evidenza in prima pagina. Roba da matti.

 

CIRIACO DE MITA MANGIA BANANA CIRIACO DE MITA MANGIA BANANA

In piena crisi istituzionale, quando ormai eravamo entrati nell'era berlusconiana, De Mita invitò Paolo Mieli e me ad Avellino a tenere una conferenza sul dopo Terremoto. Fummo entrambi costretti ad ammettere che le zone devastate dal sisma erano state ricostruite alla perfezione: la verità. La sera raggiungemmo Nusco. Nell'abitazione di Ciriaco era stata preparata una cena sontuosa in una grande sala. In un angolo della quale, campeggiava la statua enorme di un santo.

 

Ciriaco De Mita nel suo appartamento alla fine degli ani 80Ciriaco De Mita nel suo appartamento alla fine degli ani 80

Chiesi: e questo chi è? San Ciriaco, mi risposero. Un omaggio della locale parrocchia. Gustammo piatti prelibati e fummo riaccompagnati in città allo scopo di pernottare. Questo è De Mita. Un signore d' antan con una famiglia deliziosa. Trascorrono molti anni. Di tanto in tanto lui ed io ci siamo parlati al telefono. Una sera lo vedo in tivù che dibatte con Umberto Bossi.

 

Ciriaco parla a modo suo, da intellettuale della Magna Grecia, per una quindicina di minuti: argomenta con perifrasi tortuose la sua contrarietà alla sepoltura della Dc. Bossi ascolta con aria annoiata e quando gli danno la parola liquida l' interlocutore con una battuta fulminante nella sua volgarità: taches al tram, attaccati al tram. In quel momento compresi che la prima Repubblica non era più proponibile. La storia, nel bene e nel male, aveva voltato pagina.

Craxi e Ciriaco De MitaCraxi e Ciriaco De Mita

 

Ma De Mita non è stato divorato dall' oblio. Rimane l'uomo più rappresentativo di una lunga e non infelice stagione. Ecco perché non mi sorprende che all' improvviso egli si appalesi in tivù per contrastare Renzi, il rottamatore che ha rottamato tutti tranne il re di Nusco. Se hanno scelto Ciriaco per dare spago a quelli del No un motivo ci sarà. Stasera lo scopriremo. Ascolterò il dibattito con curiosità, contento di rivedere sul ring un uomo di cui non condivido le idee, oggi come tre decenni orsono, ma che ho sempre stimato.

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