scala feltri 9

SCALA LA "PRIMA" - FELTRI RICORDA LA PRIMA ALLA SCALA 5 ANNI FA: "AVREI SCHIACCIATO UN PISOLINO. ALLA FINE DEL PRIMO ATTO ME LA FILAI, FECI SOSTA AL BAR DI FRONTE E BRINDAI PER ESSERE SFUGGITO ALL'OBBLIGO DI SORBIRMI L'OPERA INTERA”

Vittorio Feltri per “il Giornale”

 

SCALA SCALA

La prima della Scala si svolge ogni anno, puntuale come il destino, la sera del 7 dicembre. L'attesa dell'evento è accompagnata dalle solite chiacchiere: quelli che non ne vogliono sapere perché è tutta roba mondana; quelli che non sopportano le signore in lungo e i signori in smoking perché sembrano camerieri del Savini;

 

quelli che non reggono la musica lirica, vecchia come il cucco e che non riflette le tematiche d'oggidì; quelli che, invece, pur criticando l'opera e soprattutto coloro che vi assistono, fanno il diavolo a quattro per ottenere, possibilmente di sfroso, un biglietto allo scopo di entrare nel grande teatro nazionale.

 

In pratica i milanesi si dividono in due categorie: quelli che vanno alla prima della Scala e quelli che ci vorrebbero andare, ma non ne hanno i mezzi e fingono di disprezzarla. Quest'anno va in scena Giovanna d'Arco, e i pretendenti alla poltroncina, a un posto in loggione oppure in un palco sono una marea.

 

SCALA 1SCALA 1

Avrò ricevuto almeno trenta telefonate di amici supplicanti: tu che conosci tutti, mi procureresti - ovviamente gratis - un paio di ingressi? Ho buon gioco a rispondere negativamente: non sono direttore da anni e non conto più un tubo, figurati se riesco ad avere delle facilitazioni. Ci fu un tempo in cui, confesso, smaniavo per godermi la prima. E non avevo problemi a soddisfare il mio desiderio.

 

L'ultima volta risale a un lustro fa. Era in programma il famoso dramma musicale di Richard Wagner, La valchiria. Mi presentai vestito in modo acconcio, cioè come il maître del Principe di Savoia, un quarto d'ora in anticipo rispetto all'inizio dello spettacolo. Il foyer era zeppo di dame profumate che esibivano abiti francamente ridicoli, alcuni dei quali con la coda utile per pulire il pavimento.

 

FELTRIFELTRI

Gli uomini erano impacciati quanto me, avvolti in smoking di foggia superata, la giacca sbottonata causa pinguedine ossia pancetta. Ciò era molto divertente, e io stesso contribuivo a renderlo tale col mio buffo costume da sera, per definire il quale ora si deve dire: cravatta nera. Cosicché un provinciale come me non capisce e si limita, in alcune circostanze, ad annodarsi al collo un papillon scuro convinto che basti per essere in linea con l'etichetta. Vabbè, transeat.

 

L'orchestra attaccò: note maestose, vibranti che suscitavano emozioni forti. Pur non essendo un fenomenale appassionato di musica importante, riuscivo a seguire lo spartito e a gustarlo. Poi ho sentito un certo torpore, tipico di chi è in procinto di addormentarsi. Ammetto che avrei schiacciato volentieri un pisolino, ma in quel casino frastornante di strumenti in poderosa azione non era agevole abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.

SCALA DI MILANOSCALA DI MILANO

 

Pertanto fui in grado di non chiudere occhio. Con sollievo, apprezzai la fine del primo atto e ne profittai per raggiungere di nuovo il foyer, ancora più affollato che in precedenza. Feci due passi con l'intento di guadagnare l'uscita e fumarmi in pace una sigaretta, quando alcune troupe televisive mi bloccarono. Pretendevano da me un commento su Wagner.

 

Guardai sorpreso gli intervistatori e, non avendo il coraggio di mandarli a quel paese, inanellai una serie di luoghi comuni sull'autore della Valchiria. Fu una scelta saggia, la mia, perché nel frattempo era partito il secondo atto e non ebbi l'opportunità di rientrare in platea, essendo vietato disturbare l'orchestra allorché abbia ripreso a suonare.

 

SCALA FELTRI 9SCALA FELTRI 9

Me la filai e feci sosta al bar di fronte onde brindare soddisfatto per essere sfuggito all'obbligo di sorbirmi l'opera intera. Ciò nonostante, considero la prima imperdibile soprattutto per chi l'abbia sempre persa. Provare per credere.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...