artur mas indipendentisti catalani

FERMI TUTTI: I SEPARATISTI CATALANI HANNO VINTO LE ELEZIONI MA HANNO PERSO IL ''PLEBISCITO''. CON IL 48% DEI VOTI, NON POTRANNO DICHIARARE L'INDIPENDENZA IN MANIERA UNILATERALE - ARTUR MAS SI È COSTRUITO UN REFERENDUM SU MISURA E, NEI FATTI, HA FALLITO: IL SUO PARTITO HA PRESO IL 39,5%

1. CATALOGNA. INDIPENDENTISTI HANNO MAGGIORANZA IN PARLAMENTO MA NON TRA GLI ELETTORI

Da www.euronews.com

 

FORCADELL ARTUR MAS ROMEVA JUNQUERASFORCADELL ARTUR MAS ROMEVA JUNQUERAS

L’indipendenza della Catalogna, un’orizzonte in rapido avvicinamento. Gli indipendentisti vincono le elezioni regionali catalane. Il partito del Presidente uscente Artur Mas (Junts Pel Sì) non ottiene la maggioranza assoluta e deve allearsi con gli indipendentisti del Cup per controllare il Parlamento regionale. Ma la vittoria è netta.

 

“È il sì ad aver vinto ma anche la democrazia. E questo è molto importante, sono due vittorie in una. Il sì e la democrazia” ha detto Mas dopo aver conosciuto i risultati delle urne.

 

ARTUR MAS PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DI CATALOGNA ARTUR MAS PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DI CATALOGNA

“Con questa legittimità, con una tale affluenza e con la maggioranza assoluta in Parlamento, con più cittadini che hanno votato per l’indipendenza di quanti non abbiano votato contro: adesso abbiamo tutti i requisiti, nessuna scusa, per portare a termine il mandato democratico affidatoci dal popolo catalano” dice il Presidente della Sinistra Repubblicana Catalana, alleato di Junts Pel Sì, il partito di Mas.

 

CATALOGNA - IL LEADER DEL PARTITO NAZIONALISTA ARTUR MASCATALOGNA - IL LEADER DEL PARTITO NAZIONALISTA ARTUR MAS

Nonostante l’evidente trionfo, il partito di Mas aveva impostato il voto come un referendum popolare sull’indipendenza. Ma nonostante le dichiarazioni, con meno del 48% dei voti il governo di Madrid avrà un primo argomento per contestare la legittimità di queste elezioni intese come la volontà popolare di dire addio alla Spagna.

 

Cristina Giner, inviata di euronews a Barcellona: “Un risultato elettorale eccezionale e storico che dà la misura della forza del processo indipendentista e apre numerose domande sul rapporto tra la Catalogna e il resto della Spagna ad appena 3 mesi dalle elezioni generali previste per fine dicembre”.

 

 

2. COSA SUCCEDE SE VINCONO I SEPARATISTI

Francesco Olivo per www.lastampa.it

 

Cosa faranno gli indipendentisti dopo questo voto?  

CATALOGNACATALOGNA

Il parlamento catalano proclamerà l’inizio del processo d’indipendenza. Parallelamente si cercherà di avviare i colloqui con la Spagna e l’Unione Europea. Sono previsti 18 mesi per costruire le strutture del nuovo Stato e poi un referendum sulla nuova costituzione della Repubblica.  

 

Come reagirà il governo spagnolo?  

Dichiarerà non valida la dichiarazione di indipendenza. Si aprirà, probabilmente, una fase di ricorsi contro le nuove leggi con le quali la Catalogna vorrà costituire il nuovo Stato nazionale. A dicembre ci sono le elezioni politiche in Spagna e a quel punto, in caso di nuovo governo, tutto potrebbe cambiare.  

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Perché delle elezioni regionali vengono definite un plebiscito?  

La linea degli indipendentisti è questa: «Non ci fate fare un referendum sulla secessione? Allora sfruttiamo i mezzi legali per fare decidere i catalani». Una forzatura criticata da tutti gli altri partiti, ma l’idea del plebiscito ha, di fatto, prevalso, visto che l’indipendenza è stato l’unico tema della campagna.  

 

Una Catalogna indipendente resterà nell’Unione europea e nell’euro?  

Secondo la Commissione «i trattati non si applicheranno più in un territorio che si è staccato da uno Stato membro». Ma il presidente catalano Artur Mas ha un’altra teoria: «I catalani sono già in Europa, non è nell’interesse di nessuno cacciarli». La Spagna dice il contrario. Le banche sono scese in campo negli ultimi giorni contro l’indipendenza, minacciando di lasciare la Catalogna.  

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Il Barcellona giocherà ancora contro il Real Madrid nella Liga?  

A una settimana dal voto è arrivata l’avvertimento di Miguel Cardena: «La Catalogna dovrà farsi un suo campionato». E’ scoppiata una bufera, l’idea di perdere “el clasico” ha fatto più paura ai catalani rispetto alla paventata uscita dall’euro. Ma la Liga ha bisogno del Barça per poterne fare a meno.  

CATALOGNA INDIPENDENZACATALOGNA INDIPENDENZA

 

Il Barcellona è schierato con gli indipendentisti catalani?  

Ufficialmente no, ma molti simboli della squadra si sono schierati con i separatisti, Pep Guardiola si è addirittura candidato con la lista Junts Pel Si, Gerard Piqué ha partecipato alla grande manifestzione dell’11 settembre. Sugli spalti del Camp Nou in questi giorni si sono viste tantissime esteladas, le bandiere catalane con la stella repubblicana, simbolo anti Madrid.  

 

Chi sono gli indipendentisti?  

Per la prima volta è stata formata una lista unica, Junt pel si, ne fanno parte Convergencia (Cdc), guidata da Artur Mas ed Esquerra Republicana (Erc) la sinistra moderata da sempre indipendentista. Fuori dalla coalizione, ma sostenitrice della secessione è la Cup, formazione anticapitalista. 

 

Podemos è per l’indipendenza?  

No. Ma sostiene il diritto dei catalani a un referendum sul modello scozzese e del Québec. I socialisti, invece, sostengono una terza via: la riforma della costituzione in senso federalista. Nettamente contrari ad ogni modifica, i Popolari del premier Rajoy e il nuovo partito (in grande ascesa) Ciudadanos.  

FINALE DI CHAMPIONS - BARCELLONA JUVENTUS FINALE DI CHAMPIONS - BARCELLONA JUVENTUS

 

Qual è il ruolo del Re di Spagna?  

Per il momento si è limitato a generici appelli all’unità, senza assolutamente entrare nella contesa. I retroscena dicono che Felipo VI sarebbe favorevole a un dialogo con i catalani, ma è frenato dal governo di Rajoy. 

 

Gli indipendentisti catalani si possono paragonare alla Lega Nord?  

E’ un parallelo che a Barcellona rifiutano nettamente.«“Siamo un movimento eterogeneo, ci sono persone di destra, di sinistra e di centro. Cattolici e musulmani. Che c’entriamo con Bossi e Salvini?», dice il leader repubblicano Oriol Junqueras. 

 

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