davigo big

TOH, FERRARA APPLAUDE ALL’ELEZIONE DI DAVIGO ALLA GUIDA DELL’ANM: “E’ IL RISERVISTA DI CUI C'È BISOGNO IN UN MOMENTO DIFFICILE DELLA GUERRA INTORNO ALLA GIUSTIZIA E ALLA POLITICA. IL TRATTAMENTO DI RENZI ‘ALLA BERLUSCONI’ NON È IMPOSSIBILE...”

giuliano ferraragiuliano ferrara

Giuliano Ferrara per “il Foglio del lunedì”

 

Non è notizia ordinaria l'arrivo di Piercamillo Davigo alla guida dell'associazione dei magistrati. Dall'anno culmine delle inchieste milanesi contro la corruzione è passato quasi un quarto di secolo. La reviviscenza nello spazio pubblico di uno dei capi del pool di Borrelli e Di Pietro, il suo insediamento alla guida della categoria dei pm, qualcosa significa.

 

piercamillo davigopiercamillo davigo

Renzi ha ridotto il potere di sindacati e Confindustria, ha ridimensionato le vecchie nomenclature politiche della sinistra, ha colpito di striscio la piramide della burocrazia, ma la magistratura organizzata e militante è sempre lì, in forme diverse e con strategie di ruolo diverse, a presidiare il territorio della politica.

 

Davigo è la figura giusta per spiegare il fenomeno. Non è come formazione un magistrato di sinistra. Non è un ambizioso carrierista politico. Non è mai stato in ballo come portabandiera, come parlamentare, come sindaco, come ministro, come capo partito. In questi lunghi anni sono stati altri a gridare il loro "resistere resistere resistere", altri a imbrancarsi nei gruppi parlamentari, altri a proporsi come ministri e leader più o meno telegenici, altri a correre da sindaco o a organizzare partiti. Mentre i Di Pietro, gli Ingroia, i De Magistris e numerosi apparentati giravano sulla giostra, il dottor Davigo compiva la sua carriera professionale di vincitore di concorso.

 

Piercamillo DavigoPiercamillo Davigo

Ora la sua elezione, e il suo stesso discorso di insediamento sul rapporto tra magistrati e governo, ha tutto il sapore di una chiamata in servizio. Davigo è il grande riservista di cui c'è bisogno in un momento difficile della guerra intorno alla giustizia e alla politica.

Il trattamento di Renzi "alla Berlusconi" non è impossibile, attraverso le intercettazioni e la grancassa mediatica puoi sputtanare chi e come vuoi, ma tutto è più complicato.

GHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpegGHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpeg

 

I ministri investiti dalle indagini per piccoli e grandi sospetti di malaffare oggi si dimettono senza nemmeno discutere, l'impronta del potere esecutivo non è quella della resistenza a un assedio, i membri del governo si fanno convocare in quattro e quattr'otto, rispondono alle domande, non sollevano obiezioni di impedimento, l'aura della congiura e della difesa da una congiura non attecchisce.

 

ANTONIO DI PIETROANTONIO DI PIETRO

Ecco che bisogna recuperare una specie di deontologia della politica d' attacco della magistratura, affidare il conflitto a un uomo di legge che può far conto su una reputazione di neutralità tecnica.

 

Davigo non è affatto uno stupido e alla lunga si è rivelato come un togato tenace più di chiunque altro nella difesa del suo ruolo e del suo giuoco di ruolo. Può anche essere che voglia ridimensionare, ricalibrare, rimettere con i piedi per terra e la testa in aria gli astratti furori che hanno portato tanti come lui a uno scontro belluino con i politici eletti. Ma non ne sarei tanto sicuro.

ruotolo de magistrisruotolo de magistris

 

Lo ricordo come un ideologo aspro e intransigente non solo e non tanto della legalità, che è la materia degli uomini di legge, ma del "controllo di legalità", che è l'ideologia della supplenza istituzionale e politica delegata alle procure nel passaggio traumatico da una Repubblica dei partiti a un'altra forma di stato restata per lo più indefinita.

 

Staremo a vedere, ma non scommetterei un soldo bucato sulla sua disponibilità a limitare il prepotere della sua categoria e sulla sua indisponibilità a favorire il partito dei giudici come supplenti della politica. Nemmeno ora, nemmeno con una classe dirigente tanto cambiata dai fatti e dal tempo.

 

 

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...