BOSSI IMMOBILIARE - VILLE, APPARTAMENTI, CASCINE E TERRENI, 18 PROPRIETÀ IN 18 ANNI DI ATTIVITÀ POLITICA ACQUISTATE DALLA MOGLIE DI BOSSI: CON QUALI SOLDI? - IL TESORETTO BLINDATO IN UN FONDO PATRIMONIALE - L’ULTIMO AFFARE? UN PODERE ACQUISTATO A GIUGNO 2011: 5 MESI PRIMA, IL SENATUR INCASSAVA 480MILA € DALLA VENDITA DI UNA CASA LASCIATA IN EREDITÀ ALLA LEGA DA UN’ANZIANA MILITANTE, LASCITO MAI COMUNICATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI. DOVE SONO FINITI QUEI SOLDI?…

Paolo Berizzi per "la Repubblica"

Ville, appartamenti, terreni, cascine: una girandola di investimenti immobiliari iniziata nel '94, prima volta della Lega al governo. E continuata fino a ieri. Con tanto di fondo patrimoniale per scudare i beni dei Bossi. Un'inarrestabile corsa nel segno dell'affarismo padano. Fino all'ultimo colpo: una cascina più terreni acquistati dieci mesi fa per il "contadino" Roberto Libertà Bossi, uno dei rampolli della family. C'è una Lega del Mattone che in questi anni ha fatto affari all'ombra della Lega di Famiglia, meglio nota come «cerchio magico».

UN ACQUISTO OGNI ANNO
Il perno è lei, Manuela Marrone, first sciura leghista, un mix di ritrosia siciliana e concretezza lombarda. E' soprattutto grazie al suo fiuto che, da quando 18 anni fa il Carroccio ha iniziato a salire ai piani alti del Palazzo di «Roma ladrona», è lievitato il patrimonio immobiliare dei Bossi. Come Repubblica è in grado di ricostruire, si tratta di un tesoro consistente: diciotto unità registrare al catasto con il nome della moglie del Senatur. In media: un'acquisizione all'anno (dal '94 a oggi).

Sette in più rispetto agli «undici immobili» che - stando a una telefonata intercettata dalla Dia di Reggio Calabria tra l'imprenditore Stefano Bonet e la dipendente della Lega Lubiana Restaini - sarebbero «intestati» alla moglie del Senatùr (gli «acquisti» non lasciavano tranquillo l'ex tesoriere leghista Francesco Belsito). Di qui il dubbio dei magistrati: con quali soldi sono stati comprati case (2), fabbricati (2) e terreni (14)?

LO SCUDO PATRIMONIALE
Se per gli investimenti finanziari la Lega andava a parare in Tanzania e a Cipro, meno globali sono le avventure immobiliari della family. Gemonio non è un paradiso fiscale: ma quando si tratta di rogitare la scelta dei Bossi cade sempre qui. Il valzer del mattone inizia il 30 aprile del '94. A Roma il Carroccio piazza 180 parlamentari (primo governo Berlusconi-Lega), a Gemonio i coniugi Bossi acquistano un terreno e dividono la proprietà (al 50%). Lo stesso giorno Umberto cede alla moglie altri tre terreni e un appartamento. Passano quattro anni: è il '98. Periodo difficile per il partito padano. Berlusconi è il «mafioso di Arcore», Bossi è travolto da un valanga di querele (poi in buona parte rientrate). Il 6 febbraio il Senatur e la moglie bussano al notaio di fiducia, Rodolfo Brezzi, studio a Samarate (Varese). Costituiscono un fondo patrimoniale per blindare gli immobili di famiglia da eventuali pignoramenti.

DALLE TERRE AL CASTELLETTO
Eretto lo "scudo" di Gemonio, protetti i beni dalle possibili rivalse dei creditori, dalla fine degli anni '90 la Lega del Mattone viaggia a gonfie vele. Mettendo le mani sul paesotto culla del federalismo. Il 12 gennaio 2001 Manuela si aggiudica un fabbricato e altri tre terreni.

Uno glielo vende Emilia Rosaspina, gli altri la Gestione Santa Chiara sas. 13 luglio 2002: altra terra, altro atto notarile. Un anno dopo - è il 19 giugno 2003 - i Bossi acquistano (in comproprietà) il "castelletto" di via Verbano, residenza ufficiale della famiglia. La villa ora è sotto la lente della magistratura. E' la segretaria amministrativa Nadia Dagrada a rivelare come la Lega Nord avesse pagato alcune spese di ristrutturazione, in particolare il rifacimento della terrazza (con tanto di fattura dell'architetto). Ma aprendo la cartellina "The Family" i pm scoprono di più: il 10 dicembre 2010 la Vittoria Assicurazioni scrive alla Lega per sollecitare il pagamento di 779,38 euro relativo alla polizza della casa. Dodici giorni dopo parte il bonifico: ordinante, è Lega Nord.

CASCINA E ATTICO
L'ultimo affare i Bossi lo fanno il 24 giugno 2011. Il secondogenito Roberto Libertà, quello del gavettone alla candeggina, ama l'agricoltura. A Brenta, vicino a Gemonio, una signora milanese vende un lotto composto da: una casa, un fabbricato per uso agricolo e cinque terreni. Lady Bossi compra,e si intesta. Diciottesima proprietà in 18 anni. Ignoto, come in tutti gli altri casi, il valore della transazione.

Quel che è certo è che il primo febbraio, cinque mesi prima, il marito Umberto si mette in tasca 480mila euro rivendendo una casa ricevuta in eredità - lo stesso giorno - dall'anziana militante leghista Caterina Trufelli (a parlarne per primo è "Libero"). Il Senatur avrebbe dovuto girare il lascito alla Lega e comunicarlo alla Camera dei Deputati. E invece no. Dove sono finiti i soldi?

E' la domanda che si fanno i pm. Un dubbio che accresce altri sospetti. Come quello acceso da una telefonata intercettata tra la Dagrada e Belsito nella quale si parla di «500 mila euro da giustificare solo per il 2011... nel gioco tra le due signore (Marrone e Rosy Mauro)». Gioco immobiliare col denaro della Lega? Acquisti, ma non solo. Un'altra voce riguarda gli affitti. Quello dell'attico romano del Senatur, per esempio (in via Nomentana, 5mila euro di canone). E poi i due appartamenti milanesi nella disponibilità di Renzo Bossi. Si favoleggia che uno gli sia stato addirittura offerto da Berlusconi. A ogni modo: chi ha pagato?

 

 

Umberto Bossi e sua moglie Manuela Marrone la moglie di Bossi Manuela MarroneBOSSI E LA MOGLIE MANUELAUMBERTO BOSSI IL TERZOGENITO DI UMBERTO BOSSI ROBERTO LIBERTASTEFANO BONETLUBIANA RESTAINIFrancesco Belsito

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO