francois fillon con la moglie penelope

CHE FILLON DI BUONA DONNA! “È OMICIDIO POLITICO”, IL CANDIDATO GOLLISTA VA ALLO SCONTRO COI GIUDICI PER L'AFFAIRE CHE COINVOLGE LA MOGLIE: “MI INDAGHERANNO MA NON MI RITIRO” - IL 15 MARZO FILLON SARA’ SENTITO DAGLI INQUIRENTI - LA MOGLIE PENELOPE CONTINUA A TACERE

FILLONFILLON

S.Mon. per il Corriere della Sera

 

Il candidato della destra all' elezione presidenziale, François Fillon, è stato convocato dai tre giudici istruttori per il prossimo 15 marzo affinché venga messo sotto esame, nell' ambito dell' inchiesta sugli impieghi fittizi della moglie e di due dei suoi cinque figli.

Questa è la novità di ieri, importante perché Fillon aveva promesso ai francesi che in questo caso avrebbe ritirato la sua candidatura.

 

Il leader della destra invece è quasi riuscito a seppellire la notizia sotto un clamoroso attacco alla giustizia del suo Paese. Dopo avere annullato una visita programmata da tempo al Salone dell' Agricoltura, Fillon ha chiamato all' improvviso i media nel suo quartier generale, e alle 12 e 30 ha cominciato a leggere la dichiarazione tanto attesa: «Signore e signori, sono convocato il 15 marzo dai giudici istruttori allo scopo di essere indagato (). Ma non riconosco i fatti che mi vengono contestati.

 

Non ho fatto abuso di soldi pubblici. È un assassinio politico, e in questo modo non assassinano solo me, ma anche l' elezione presidenziale. Mi presenterò davanti ai giudici ma non cedo, non mi arrendo, non mi ritiro. Andrò avanti fino alla fine perché al di là della mia persona, è tutta la democrazia a subire una sfida».

 

Il leader dei Républicains mantiene la sua candidatura alle elezioni del 23 aprile e 7 maggio. Nella democrazia francese non era mai successo che il favorito finisse a un passo dall' essere indagato a poche settimane dal voto, e neanche che venisse evocata con toni simili una manovra politico-giudiziario-mediatica.

 

LA FAMIGLIA FILLON DAVANTI AL LORO CHATEAULA FAMIGLIA FILLON DAVANTI AL LORO CHATEAU

«Dall' inizio non stato trattato come un cittadino qualsiasi - ha proseguito Fillon -. Lo Stato di diritto è stato sistematicamente violato. La presunzione di innocenza è scomparsa. La data del 15 marzo è stata scelta perché cade appena due giorni prima della chiusura delle candidature, e calcolata in modo da impedire di essere candidato all' Eliseo a me, e a qualsiasi altro esponente della destra e del centro».

 

Fillon chiede agli elettori quell' assoluzione che i giudici non sembrano disposti a concedergli. Non scende nei particolari dell' inchiesta, non entra nel merito. La sua difesa è politica, non giuridica, e lo dice esplicitamente. «Al di là della procedura giudiziaria, è al popolo francese e a lui solo che mi rivolgo ormai. Solo il suffragio universale può decidere chi sarà il prossimo presidente della Repubblica francese.() La Francia è più grande di noi. È più grande dei miei errori».

 

Fillon lancia un appello al popolo, e i suoi sostenitori rispondono organizzando domenica a Parigi una manifestazione «contro il colpo di Stato dei giudici». Ma il suo ministro degli Esteri in pectore, Bruno Le Maire, si dimette «perché credo nella parola data», e il compagno di partito Pierre Lellouche propone di rinviare le elezioni e cercare un sostituto. Il progressista Emmanuel Macron, nuovo favorito e per ora privo di guai giudiziari, oggi presenta il suo programma per l' Eliseo.

 

2. PENELOPE MUTA

LA FAMIGLIA FILLON  DAVANTI AL LORO CHATEAULA FAMIGLIA FILLON DAVANTI AL LORO CHATEAU

 

Stefano Montefiori per il Corriere della Sera

 

Il nome di Penelope Clarke Fillon ieri non è mai stato pronunciato, né dal candidato della destra durante gli otto minuti di contrattacco in diretta tv, né da compagni di partito e avversari in una delle giornate più drammatiche da quando è iniziata la campagna presidenziale. Eppure proprio lei, avvocatessa senza avere mai esercitato la professione, assistente parlamentare del marito senza saperlo, è al centro dello scandalo che sta provocando una crisi istituzionale alla quale la Francia non è abituata.

 

La 61enne signora gallese non è mai più apparsa in pubblico da quando, il 29 gennaio, si sedette in prima fila al grande comizio di Fillon e si fece applaudire - bloccata sulla sedia, e muta come sempre - circondata dal vertice del partito, tutti uomini. Qualche giorno fa Fillon ha confidato a Paris Match che «Penelope è pronta a parlare, ma per adesso io non sono favorevole».

 

FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE

E quindi niente, Penelope Fillon non dice una parola finché il marito non le dà il permesso, fedele a quell' immagine vecchia Francia tanto cara a non pochi elettori che adorano immaginarla intenta, nel castello di famiglia a Solesmes, a occuparsi dei cinque figli, dei nipotini, delle marmellate e dell' amato cavallo Onyx.

 

La corsa all' Eliseo, gli scandali e le dichiarazioni saranno anche una cosa da uomini, eppure Penelope potrebbe essere l' unica a pagare. Se l' azzardo del marito - andare avanti contro i giudici - dovesse funzionare fino a farlo diventare presidente, lui sarebbe coperto per cinque anni dall' immunità riservata al capo di Stato, lei no. E i reati contestati non sono da poco: tra gli altri, malversazione di fondi pubblici e abuso di beni sociali. Se l' inchiesta andasse avanti fino alla condanna, Penelope Fillon in teoria rischia il carcere.

FRANCOIS FILLON  CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE

Nella sua dichiarazione il marito ieri ha fatto solo un accenno alla questione di fondo, che invece è cruciale. «Come quasi un terzo dei parlamentari - ha detto Fillon- ho affidato dei lavori ai miei famigliari perché potevo contare sulla loro fiducia e sulle loro competenze. Mi hanno in effetti assistito, e lo dimostrerò».

 

Tradotto, significa che François Fillon e il suo supplente all' Assemblea nazionale Marc Joulaud dal 1998 in poi hanno pagato a Penelope un totale di 831 mila euro di soldi pubblici in qualità di assistente parlamentare. Ma di quel lavoro non risultano tracce e nessuno si ricorda di averla vista all' Assemblea nazionale.

 

Penelope tace quasi sempre, ma quando ha parlato in un' intervista video al Telegraph rilasciata appena Fillon divenne premier nel 2007, pronunciò una frase ormai storica: «Non ho mai fatto l' assistente parlamentare di mio marito, niente del genere».

Senza che nessuno le avesse chiesto nulla. E aggiunse anche: «Non mi sono mai occupata neanche della sua comunicazione». E allora, perché è stata pagata 831 mila euro?

 

Assumere famigliari e pagarli con i soldi pubblici in Francia è legale e diffuso, per quanto almeno inelegante. Ma poi moglie e figli devono lavorare davvero. E invece la signora Fillon ha sempre preferito la vita di casa, lontano dalla politica.

FILLON SARKOZYFILLON SARKOZY

 

Penelope ora continua a tacere, e con quel silenzio da madre di famiglia dolente e all' antica accredita persino l' ipotesi che il marito l' abbia coinvolta «a sua insaputa», come diremmo in Italia, magari per aumentare le entrate nell' economia domestica.

Ci sono poi gli oltre 100 mila euro presi dalla signora Fillon in qualità di «consulente» della Revue des Deux Mondes , una rivista dove nessuno - anche lì - l' ha mai vista, ma edita da un caro amico del marito. In totale fanno all' incirca un milione di euro. Che per adesso né Penelope né François Fillon sono riusciti a giustificare.

FILLON E PUTIN FILLON E PUTIN FILLON SARKOZY JUPPEFILLON SARKOZY JUPPE

 

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