travaglio fioramonti

‘’FIORAMONTI NON HA CAPITO LA DIFFERENZA FRA COERENZA E OTTUSITÀ” – DIO PERDONA, TRAVAGLIO NO: “NON È NÉ SERIO NÉ RESPONSABILE. HA CONFUSO IL CORAGGIO CON LA VANITÀ. MEDITA UN GRUPPO PARLAMENTARE DI "CONTIANI" ALL'INSAPUTA DI CONTE E DOPO AVER MOLLATO IL GOVERNO CONTE. CRITICA GIUSTAMENTE IL RUOLO DELLA CASALEGGIO ASSOCIATI E DELLA PIATTAFORMA ROUSSEAU, MA NON SPIEGA PERCHÉ LI SCOPRA SOLO ORA, E NON QUANDO FU CANDIDATO NEL 2018 COL SEGGIO ASSICURATO“

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano

 

luigi di maio lorenzo fioramonti

Immagino che Lorenzo Fioramonti si sentirà molto fico, dopo aver rassegnato le dimissioni da ministro minacciate prim' ancora di giurare da ministro. Vuoi mettere un politico italiano che dice "me ne vado" e poi se ne va per davvero: roba mai vista, da Guinness dei primati. Che fegato, che attributi, che coerenza. Chapeau, applausi, standing ovation. Se poi uscirà pure dai 5Stelle per fare un suo partitino, o un suo gruppettino, e dare un tetto e un pasto caldo agli ultimi Solgenitsin pentastellati, gli faranno la ola in tutte le vie e le piazze d' Italia.

lorenzo fioramonti e di maio

 

Lui sì che voleva salvare la scuola, l' università e la ricerca: infatti chiedeva 3 miliardi subito, prendere o lasciare, e quei bifolchi di Conte e degli altri ministri, in tre mesi, ne hanno trovati solo 2 (più i fondi del decreto Scuola per 50 mila nuovi assunti e altri stanziamenti), promettendo il resto e forse anche di più nel 2020, quando i risparmi da spread e gli extragettiti fiscali da manette agli evasori consentiranno una legge di Bilancio meno tirata di questa. Ma lui niente, non s' è fatto incantare, eh no.

 

lorenzo fioramonti 5

Riconosce che "possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti: stop ai tagli, rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante), copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, approccio efficiente e partecipato per l' edilizia scolastica, sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, introduzione dell' educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo)", ergo "il governo può fare ancora molto e bene per il Paese se riuscirà a trovare il coraggio di cui abbiamo bisogno".

travaglio conte

 

Ma, anziché coltivare le sue buone ragioni e mettere la sua competenza e il suo curriculum (che sono ottimi) al servizio del governo, lavorare in squadra per trovare nuove risorse, fidarsi del premier che gliele ha promesse, insomma fare politica per il bene della cultura e non della sua immagine, scende qui.

 

Aveva detto 3 miliardi non trattabili e subito, ergo prende cappello e se ne va. Che pezzo d' uomo. Ora promette che "il mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà - ancora più forte - come parlamentare": sarà difficile, visto il suo tasso di assenteismo da record mondiale (presente all' 1,37 delle votazioni, assente o in missione nel 98,63). Medita un gruppo parlamentare di "contiani" all' insaputa di Conte e dopo aver mollato il governo Conte. Critica giustamente il ruolo della Casaleggio Associati e della piattaforma Rousseau, ma non spiega perché li scopra solo ora, e non quando fu candidato nel 2018 col seggio assicurato.

 

alfonso bonafede lorenzo fioramonti

Diamo una notizia a Lorenzo nel paese delle meraviglie: la Casaleggio e Rousseau c' erano e contavano anche prima che arrivasse lui. E gliene diamo pure un' altra: anche lui, due anni fa, firmò l' impegno a devolvere parte dello stipendio a Rousseau e, in caso di uscita dal M5S , a dimettersi da parlamentare e a pagare una multa di 100 mila euro. Invece risulta avere 70 mila euro di versamenti arretrati e non pare affatto intenzionato a lasciare il seggio e a pagare la multa.

 

LORENZO FIORAMONTI DINO GIARRUSSO

Il che indebolisce un tantino la sua sbandierata coerenza. E pure le sue meritorie critiche alla linea Di Maio e all' alleanza con Salvini che ha "snaturato" il M5S . Anche perché - terza notizia - nel governo M5S-Lega il viceministro dell' Istruzione, Università e Ricerca era un certo Lorenzo Fioramonti. Che si guardò bene dal dimettersi, anche se l' anno scorso per il suo settore i 3 miliardi non c' erano, e neppure i 2 di quest' anno. Già: l' acerrimo nemico del governo gialloverde s' è dimesso dal governo giallorosa. Forse non ha capito la differenza fra coerenza e ottusità.

 

travaglio conte

Un ministro coerente non è quello che lancia ultimatum agli altri fra un viaggio aereo e l' altro, poi atterra a Roma, va al ministero e sbatte la porta: è quello che indica i propri obiettivi e poi fa gioco di squadra per ottenerli, con la necessaria gradualità e gli inevitabili compromessi. A chiedere 3 miliardi sull' unghia per far bella figura son buoni tutti: poi però bisogna spiegare come reperirli e costruire su quel metodo il consenso nella maggioranza.

 

Non potendo stampare moneta nottetempo, come La banda degli onesti di Totò e Peppino, le risorse si trovano tagliando le spese inutili o aumentando le imposte. La spending review era impossibile, per un governo nato a settembre che doveva presentare il bilancio a novembre, salvo ricorrere ai tagli lineari in ogni ministero, che di solito segano le spese utili (per incidere sugli sprechi occorrono anni).

LORENZO FIORAMONTI IN CINA

Infatti Fioramonti chiedeva le giuste tasse di scopo, Sugar Tax e Plastic Tax, che ha contribuito a sputtanare con le gaffe sulle merendine: purtroppo non c' erano i voti per approvarle tutte e subito, anche per via delle proteste dei produttori emiliano-romagnoli, che non si è voluto regalare a Salvini alla vigilia delle Regionali.

anna ascani lorenzo fioramonti lucia azzolini

 

Un ministro serio e responsabile oltreché competente (e Fioramonti purtroppo s' è rivelato solo la terza cosa, non la prima e la seconda) avrebbe atteso qualche altro mese, per mettere alla prova Conte che non fa che elogiare, dandogli il tempo di mantenere (o tradire) le promesse sui nuovi fondi. E solo dopo avrebbe deciso se restare o no.

 

lorenzo fioramonti

Quattro mesi sono pochi per giudicare un governo: quattro mesi comunque tutt' altro che sprecati, vista la legge di Bilancio che non accresce le imposte, anzi scongiura l' aumento Iva, taglia le tasse ai lavoratori, avvia la lotta all' evasione, trova le prime risorse importanti per la scuola e inizia a prosciugare lo stagno della propaganda salvinista. Purtroppo Lorenzo il Munifico ha confuso il coraggio con la vanità. E ha preferito passare dalla ragione al torto per tutelare se stesso.

Ma era lì per salvare l' istruzione, non la faccia.

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