renzi benny tesoretto soldi euro urne elezioni

DAI FONDI PUBBLICI AI FONDI NERI - CON LA NUOVA LEGGE SUL FINANZIAMENTO AI PARTITI, 21 MILIONI SONO FINITI AI PARTITI. MA 7 MILIONI SONO DONAZIONI SEGRETE: NON SI PUÒ SAPERE CHI LI HA VERSATI - UN OTTIMO SISTEMA PER AGGIRARE LE LEGGI SULLA TRASPARENZA

Franco Bechis per “Libero quotidiano

 

Nei bilanci 2014 dei principali partiti politici italiani ci sono 21,3 milioni di donazioni private. Un terzo di queste - circa 7 milioni di euro - sono segrete: si sa che sono finite nelle casse di questo o quel partito, ma non chi ha versato quei fondi.

RENZI CENA DI FINANZIAMENTORENZI CENA DI FINANZIAMENTO

È la prima volta che è accaduto nella storia della Repubblica italiana: fino all' anno prima sarebbe stato impossibile. E non potrebbe accadere oggi in nessun altro Paese europeo. In nessuna democrazia occidentale.

 

Accade solo da quando Matteo Renzi è presidente del Consiglio, e proprio per quello che è uno dei suoi fiori all' occhiello: la legge che pomposamente si chiama «Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore».

 

È andata in Gazzetta ufficiale il 13 marzo 2014, quando Renzi era arrivato a palazzo Chigi da poche settimane, e il premier se l' è subito intestata. Raramente la povera raccolta ufficiale delle leggi italiane ha pubblicato un provvedimento che nel titolo contenesse tante bugie come in quel caso. Il finanziamento pubblico non è stato abolito, ma solo modificato: si preleva dalle tasse già pagate dai cittadini su loro indicazione, e al momento arrivano ancora quote di rimborsi elettorali (fino all' anno prossimo compreso): sono tutti soldi pubblici.

FINANZIAMENTO PUBBLICO images FINANZIAMENTO PUBBLICO images

 

Quanto alla trasparenza, grazie a quella legge è stata ridotta sensibilmente, con un piccolo trucco che all' epoca era sfuggito sia al Movimento 5 stelle (sola opposizione che votò contro il testo), sia alla stampa più agguerrita. A differenza di quel che era sempre avvenuto, un piccolo comma consentiva ai donatori privati di non rivelare la propria identità di finanziatore di questo o quel partito nascondendosi dietro la legge sulla privacy.

 

Una pacchia: potevi prendere soldi dai Casamonica, da Totò Riina o dai personaggi più imbarazzanti di Italia e nessuno mai sarebbe venuto a saperlo. Allo stesso modo si sono spalancate le porte per potere godere di finanziamenti da fan limpidi come l' acqua, ma imbarazzanti per la forza politica: questo o quell' industriale, questo o quel personaggio che vive di contributi pubblici e che con quella donazione pensa di sciogliere in cuore di chi poi deve prendere le decisioni che attende.

 

RENZI ALFANORENZI ALFANO

Non è un caso se la maggiore parte dei finanziamenti segreti sono finiti a chi è oggi al governo, e ha il potere di prendere le decisioni che contano. Il maggiore beneficiario dei contributi segreti è infatti proprio il Pd di Renzi: 3,3 milioni finiti in cassa senza sapere chi li avesse erogati. Il secondo posto spetta al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, ma qui un piccolo dubbio c' è: i contributi privati ammontano a 1,3 milioni di euro, e nei rendiconti del partito al suo primo bilancio pubblico non risulta l' identità di nemmeno un finanziatore.

 

Visti i pasticci amministrativi che ha combinato Ncd al suo esordio, è anche possibile che si siano dimenticati di inserire quella lista, così come si sono dimenticati di fare domanda al Tesoro di ripartizione del 2 per mille Irpef, restando a bocca asciutta. In ogni caso l' identità dei loro finanziatori privati non è stata resa pubblica.

SALVINI RENZISALVINI RENZI

 

Terzo posto della segretezza alla Lega Nord di Matteo Salvini, che non rivela l' identità di un terzo dei suoi finanziatori privati: resta segreta la provenienza di 1,13 milioni di euro. Alle sue spalle Forza Italia (846.252 euro di contributi segreti), e poi tutti gli altri. Manca all' appello il Movimento 5 stelle, che non presenta un bilancio nazionale non avendone l' obbligo perchè non prende contributi pubblici. Se ne riceve da privati, comunque non vengono divulgati.

 

Essendo il primo anno di applicazione della legge, le somme segrete si sono fermate a 7 milioni di euro, ma l' andazzo è quello di incassare e non rivelare. È calata una coltre di silenzio sull' identità di tutti i partecipanti alle cene di autofinanziamento di partito: c' è voluta la magistratura con le sue intercettazioni telefoniche per sapere che Salvatore Buzzi e compagnia bella avevano pagato dieci posti a tavola alla serata Pd a Roma cui aveva partecipato lo stesso Renzi.

matteo salvinimatteo salvini

 

Grazie a quel codicillo subito utilizzato i partiti politici italiani si stanno trasformando in società segrete. Più l' anonimato calerà sui loro finanziatori, più si trasformeranno in cellule di una sorta di massoneria deviata: consessi opachi, che gestiscono interessi inconfessabili. Non sarebbe mai stato possibile nemmeno nella vituperata prima Repubblica.

 

All' epoca di violava allegramente la legge sulla trasparenza dei bilanci dei partiti, prendendo tangenti e mettendo da parte fondi neri. Ma la legge lo vietava, e imponeva la dichiarazione di tutti i finanziatori al di sopra di una somma minima. Non era possibile invocare la privacy, e infatti gran parte delle operazioni segrete sono poi venute a galla perchè la magistratura le ha fatte emergere, punendo i responsabili: donatori e percettori.

 

Bundestag PARLAMENTO TEDESCOBundestag PARLAMENTO TEDESCO

Non è possibile in nessun Paese di Europa. In Francia c' è l' obbligo di pubblicare tutti i finanziatori sopra i 3 mila euro, e il divieto assoluto (dal 1995) di ricevere contributi da persone giuridiche. Chi viola la trasparenza rischia oltre alle multe anche un anno di carcere. In Germania stessa rigidità sulla trasparenza: fino a mille euro si possono dare ai partiti contanti. Sopra i contributi debbono essere pubblicati senza eccezioni nei resoconti dei partiti, mettendo anche l' indirizzo del donatore.

 

Sopra i 50 mila euro bisogna comunicare la donazione entro 24 ore al presidente del Bundestag che lo pubblica subito come atto parlamentare. In Gran Bretagna l' obbligo di trasparenza su tutti i contributi scatta sopra le 1.500 sterline, e sopra le 25 mila sterline vale non solo i partiti, ma anche tutti i soggetti finanziatori che non presentano un bilancio certificato: anche loro debbono rendicontare eventuali contributi ricevuti da chicchessia, per non fare da testa di ponte per finanziamenti di terzi alla politica. In Spagna è obbligatorio identificare chiunque doni a un partito più di 300 euro.

 

Assemblée nationale françaiseAssemblée nationale française

È urgente quindi cambiare la legge Letta-Renzi che ha reso così opaco il finanziamento della politica: nessuno può finanziare un partito se non accetta la pubblicazione della sua identità. Se ci tiene alla privacy, basta tenersi in tasca i soldi. È una modifica urgente per la qualità della democrazia italiana, ma i politici non sembrano rendersene conto: si muovono meglio in una situazione opaca.

 

Tanto è che in tre ore la Camera è già riuscita a cambiare la legge che non aveva un anno, per togliere ancora un po' di trasparenza: nessun controllo sui bilanci 2013 e 2014, in modo da incassare subito i rimborsi elettorali che ancora prendono ed erano congelati mancando il via libera.

 

Rivincita della Casta Per la prima volta in 70 anni, Renzi e il Pd hanno abolito l' obbligo di rendere pubblici i finanziamenti alla politica: cala il silenzio su milioni di euro. Saltano anche i controlli: rimborsi senza verifica sui bilanciI fondi segreti ai partiti.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...