ugo sposetti

FOTTERE LE BANCHE? GLI EX DS CI SONO RIUSCITI ALLA GRANDE – GLI ISTITUTI DI CREDITO RECLAMANO 200 MILIONI DAGLI EREDI DELLA QUERCIA, MA SPOSETTI HA MESSO IL PATRIMONIO AL RIPARO IN 57 FONDAZIONI

Marco Palombi per il “Fatto Quotidiano

 

Piero Fassino Piero Fassino

Nella Fondazione An gli eredi del Movimento sociale italiano, spaccati in mille rivoli, litigano per il malloppo. La cosa curiosa giacché pure la politica, e non solo l' etica, è vittima incosciente della storia - è che i post missini, creando la Fondazione, si sono ispirati al lavoro fatto pochi anni prima dai Ds, l' ultimo trampolino da cui il Pci decise di annegarsi nel Pd (la Margherita invece, l' altro socio fondatore, non aveva patrimonio e, dopo lo scandalo Lusi, ha destinato tutte le rimanenze al Fondo per l' ammortamento del debito pubblico).

 

Anche nel caso del patrimonio del Bottegone, infatti, le cose non vanno benissimo: a novembre dovrebbe tenersi un'udienza per capire se le banche creditrici riusciranno a mettere le mani sui beni degli ex comunisti per coprire un buco da 200 milioni di euro.


La storia di come si è arrivati fin qui è istruttiva. Era il 2005 quando Piero Fassino e Ugo Sposetti - segretario e tesoriere dei Ds - cominciarono a cercare un modo per mettere al riparo il patrimonio del partito dai debiti e, in seguito, dalle mani dei dirigenti piddini, spesso estranei al vecchio ceto politico post -comunista. Fu così che i due nel 2007 chiesero a Linda Giuva, che poi è la signora D' Alema, di fare un bel censimento del patrimonio Pci-Pds-Ds.

 

ugo sposetti  emanuele macalusougo sposetti emanuele macaluso

Fino ad allora non si sapeva bene nemmeno chi avesse cosa: alcuni lasciti erano alle sezioni, la maggior parte alle federazioni provinciali, qualcosa al nazionale. Alla fine, comunque, i Ds risultarono proprietari di 2.399 immobili (qualcuno, nel frattempo, venduto): non solo case del popolo, ma pure palazzi di pregio, uffici/sezioni, appartamenti. Il valore stimato fu di circa mezzo miliardo di euro.

 

Poi c' erano gli archivi e, dal punto di vista patrimoniale, soprattutto le opere d' arte donate al Pci: i pezzi forti sono due enormi Guttuso (La battaglia di Ponte dell' Ammiraglio e I funerali di Togliatti, ma ci sono pure non disprezzabili litografie, oli, bozzetti, incisioni, disegni. Questo l' ordine alfabetico riportato all' epoca da Ceccarelli su Repubblica: "Afro, Attardi, Beck, Calabria, Cascella, Consagra, Dorazio, Enotrio, Carlo Levi, Mazzacurati, Mulas, Munari, Oliva, Turcato, Turchiaro, Vespignani, Zigaina, Ziveri".

Ugo SposettiUgo Sposetti


Tutta questa roba, decisero i Ds, non deve entrare nel Pd, né finire in mano ai creditori. Lo strumento giuridico individuato per mettere tutto al riparo fu la Fondazione, curiosamente sul modello di quelle bancarie: se ne crearono 57 nelle varie federazioni provinciali a cui il partito donò gratuitamente il patrimonio immobiliare. Il compito, formalmente, è quello di custodire storia e memoria del Pci attraverso apposite iniziative di cultura politica: mostre, pubblicazioni, roba così.

 

La cosa bella è che le Fondazioni ex Ds non rispondono a nessuno: non al Pd nazionale, non ai livelli locali e nemmeno a Ugo Sposetti, che ha avuto più di un problema qualche tempo fa, quando cercava soldi per pagare un po' di debiti della fu Quercia. Di fatto ogni Fondazione locale ha un consiglio di amministratori e un comitato di indirizzo, la cui nomina è a vita e in cui si entra solo per cooptazione.


Metterci le mani è impossibile, a meno che non intervenga un giudice.

LINDA GIUVA MASSIMO DALEMA LINDA GIUVA MASSIMO DALEMA


Il punto debole di tutta questa costruzione, infatti, sono i debiti non rimborsati dei Ds. All' alba del nuovo millennio l' esposizione della Quercia - vecchi debiti dell' Unità compresi - arrivava all' astronomica cifra di 540 milioni di euro.

 

Nel 2003 Sposetti fece il miracolo: ristrutturò i debiti grazie all'aiuto di Cesare Geronzi, all' epoca sovrano di Capitalia, e al gruppo Angelucci. Il buco passò a 150 milioni, poi saliti a 176 nell' ultimo rendiconto disponibile, quello del 2011: con gli interessi si arriva ai duecento reclamati dalle banche (da Intesa San Paolo a Bnl, da Unicredit a Banco Popolare).

DALEMA FESTA UNITADALEMA FESTA UNITA

 

Qui c' è un altro inghippo: una leggina del 2000 (governo D' Alema) ha in sostanza stabilito che sui debiti dei Ds c' è la garanzia dello Stato, cioè del Dipartimento editoria di Palazzo Chigi (per via dell' Unità). Le banche, quindi, oltre a chiedere il pignoramento del patrimonio ex Ds, hanno battuto cassa al governo, che giusto a maggio ha fatto sapere che sta tentando pure lui di capire se può rivalersi sulle Fondazioni della Quercia.

lusi e sposetti lusi e sposetti

 

A novembre è fissata l'udienza definitiva, ma Sposetti non è preoccupato: "Sono un sostenitore del principio che alle banche i soldi non si restituiscono", dichiarò al Fatto. L'ultima crisi europea suggerirebbe che forse è un po' troppo fiducioso nel primato della politica.

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?