macron conte salvini giorgetti

DOPO GRECIA, SPAGNA E PORTOGALLO, ANCHE LA FRANCIA DICE CHE NON ATTIVERÀ IL PRESTITO. L’ITALIA POTREBBE RITROVARSI DA SOLA A CHIEDERE AIUTO AL SALVA STATI - VERSO LO SLITTAMENTO DEL RECOVERY FUND, CHE PERO’ TENTA LA LEGA – IL CARROCCIO VERSO L'ASTENSIONE SULLA RISOLUZIONE DI MAGGIORANZA IN EUROPARLAMENTO (I DUBBI SUL NO AL RECOVERY FUND SI SOMMANO A QUELLI SUL NO AL MES, DUBBI ISPIRATI SOPRATTUTTO DAI GOVERNATORI LEGHISTI DEL NORD)

Angela Mauro per huffingtonpost.it

 

macron conte

Nemmeno la Francia chiederà un prestito al Meccanismo europeo di stabilità (Mes): non conviene, Parigi ha rendimenti addirittura negativi sui decennali, l’Italia no. Ad ogni modo, lo ha chiarito oggi il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire in un briefing con la stampa alla vigilia della riunione dei board dei governatori dell’Eurogruppo che finalizzerà il pacchetto di 540 miliardi di aiuti europei: Mes, iniziativa della Bei e piano Sure della Commissione Ue di sostegno alla disoccupazione. Almeno in prima battuta, l’Italia potrebbe dunque ritrovarsi da sola a chiedere aiuto al Salva Stati, anche se il ricorso al Mes ancora divide la maggioranza di Governo. La Francia si aggiunge a Spagna, Grecia, Portogallo, tutti paesi in difficoltà col bilancio per la crisi da coronavirus ma per ora poco propensi a rivolgersi al Mes.

 

ursula von der leyen

Il pacchetto che verrà definitivamente licenziato dall’Eurogruppo dovrebbe essere operativo a partire da giugno, tranne forse la parte ‘Sure’, che prevede una garanzia di 25 miliardi di euro da parte degli Stati e sulla quale devono votare i parlamenti di alcuni paesi membri. Il punto è che tarda ad arrivare la cosiddetta ‘quarta gamba’ del pacchetto concordato a fine aprile. Vale a dire il ‘recovery fund’ inserito nel bilancio pluriennale dell’Ue, finanziato con bond emessi dalla Commissione europea ed erogato agli Stati sotto forma di prestiti e sussidi a fondo perduto.

 

Il recovery fund è il compromesso raggiunto dopo la bocciatura degli eurobond. Ma per ora esiste solo sulla carta. Si attende ancora la proposta della squadra von der Leyen: inizialmente si prospettava una presentazione nella prima settimana di maggio, ora si parla addirittura di fine maggio. Il che rischia di ritardare l’operatività del fondo chiesto dai paesi del sud e quelli con maggiori difficoltà economiche: Italia, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda.

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

 

Ancora non sono sciolti i nodi sulla percentuale tra prestiti e sussidi e sulle dimensioni del fondo stesso. Ed è ancora tutto da sbrogliare il negoziato sul bilancio 2021-2017, sul quale i 27 leader dell’Ue non hanno trovato un’intesa a febbraio, in un vertice durato due giorni proprio mentre in Lombardia e Veneto si affacciavano i primi casi di coronavirus.

 

E’ allarmato il ministro francese Le Maire: “Se non c’è solidarietà nell’Ue, non c’è interesse politico a costruire l’Eurozona. E credetemi, per certi Paesi, penso in particolare all’Italia, il fatto che manchi la solidarietà rende ridicolo il progetto europeo”. E ancora: “Se c’è il fondo, c’è la solidarietà; se non c’è il fondo, non c’è solidarietà”, fondo che per Le Maire dovrà avere “come minimo” una dotazione di “mille miliardi” di euro. Per il ministro francese, che segue “con attenzione i sondaggi dell’opinione pubblica italiana”, l’Europa “deve fare di più, deve dare prova concreta della sua solidarietà” con Roma. Perché gli italiani, conclude, “hanno la sensazione di essere abbandonati dall’Ue. L’Italia è stata colpita terribilmente dalla crisi e deve essere terribilmente sostenuta”. 

 

merkel macron conte

Intanto sul recovery fund si muove il Parlamento europeo, con una risoluzione che chiede alla Commissione Europea di creare strumenti innovativi per raccogliere nuove risorse per un bilancio pluriennale “ambizioso”, dalle tasse sui servizi digitali a quelle sulle transazioni finanziarie. Il testo, al voto nella plenaria in corso da remoto questa settimana, chiede di avere parte in causa come Parlamento nei negoziati sul bilancio, di erogare la maggior parte delle risorse del fondo come sussidi a fondo perduto. Ieri intervenendo in aula la presidente von der Leyen ha garantito che il Parlamento verrà coinvolto nei negoziati. Ma la trattativa tra gli Stati sembra in salita.

 

lagarde draghi mattarella

La novità politica invece è che gli eurodeputati della Lega hanno messo in dubbio la loro iniziale contrarietà sulla risoluzione e stanno valutando come votare: possibile che si astengano, a differenza dei loro colleghi del gruppo sovranista ‘Identità e democrazia’ che voteranno no. I dubbi sono nati dal fatto che nella risoluzione ci sono elementi “apprezzabili”, dicono fonti leghiste, che riguardano la tassazione sulle multinazionali per recuperare fondi, su altre parti del testo invece restano perplessità. I dubbi sul no al recovery fund si sommano dunque ai dubbi che nella Lega stanno maturando sul no al Mes, dubbi ispirati soprattutto dai governatori del nord che privilegiano la necessità di poter disporre di fondi per le spese sanitarie.

 

salvini giorgetti

Ad ogni modo, la risoluzione del Parlamento europeo gode del sostegno di una maggioranza ampia: oltre a Ppe, socialisti e liberali, votano a favore anche i Verdi, i 14 eletti del M5s e l’Ecr, il gruppo dei Conservatori e Riformisti di cui fanno parte anche gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, i quali però si asterranno. Forza Italia invece è a favore, con il resto della famiglia Popolare.

ursula von der leyen DAVID SASSOLI URSULA VON DER LEYENsalvini giorgettilagarde merkel macronursula von der leyen

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?