najat vallaud belkacem

LA “SOTTOMISSIONE” DI HOLLANDE - LA MINISTRA DELL’ISTRUZIONE NAJATA VALLAUD-BELKACEM, DI ORIGINI MAROCCHINE, PROPONE LA SUA RIFORMA DELLA SCUOLA CHE PREVEDE MENO GRECO LATINO E STUDIO OBBLIGATORIO DELL’ISLAM…

Mauro Zanon per “Libero quotidiano”

 

NAJAT VALLAUD BELKACEMNAJAT VALLAUD BELKACEM

Se anche Jean-Luc Mélenchon, leader dell’ultrasinistra, dice che con questa riforma scolastica il Ps è «in pieno delirio maoista», dalle parti di rue de Grenelle, sede del ministero dell’Istruzione, qualche domanda se la dovrebbero porre. La ministra Najat Vallaud-Belkacem e la sua riforma, come Mao Tse Tung e la sua rivoluzione culturale, la Francia neogiacobina di Hollande coma la Cina maoista, provoca Mélenchon: «Nella rivoluzione culturale di Mao Tse Tung, si considerava il pianoforte spontaneamente reazionario. Ed ecco che il latino (per i socialisti, ndr) è diventato spontaneamente reazionario. Assurdo».

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Per il momento il premier Valls e gli altri membri del governo, si mostrano compatti attorno alla ministra Najat Vallaud-Belkacem, trentasettenne di origini marocchine, che sa di giocarsi buona parte del suo futuro politico sul progetto di rinnovamento dell’école da lei difeso. Ma le proteste, provenienti sia dal mondo politico che accademico, sono sempre più energiche, oltre a essere bipartisan, e coinvolgono tutte le categorie.

 

Oggi, sarà il turno dei docenti, che faranno sentire la propria voce contro il ridimensionamento del greco e del latino, l’introduzione dei fumosi insegnamenti interdisciplinari e la soppressione delle classi bilingue previste dalla riforma della Belkacem dal 2016, rispondendo in massa all’appello allo sciopero di un’intersindacale che rappresenta l’80% dei voti degli insegnanti della scuola secondaria (la nostra scuola media) e comprende sindacati di destra e di sinistra.

NAJAT VALLAUD BELKACEM NAJAT VALLAUD BELKACEM

 

In più di venti città francesi, da Parigi a Bordeaux, passando per Tolosa e Nizza, sfileranno una accanto all’altra associazioni sindacali politicamente vicine alla gauche, quali Snes-FSU, maggioritaria nell’insegnamento secondario, FO, Sud e CGT, e il sindacato di destra Snalc. Tutti gli scioperanti, tranne Snes-FUS, reclamano il ritiro immediato della riforma della ministra.

 

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Il sindacato leader tra gli insegnanti della scuola media francese (ha ottenuto il 44% dei suffragi alle ultime elezioni), chiede invece di «riavviare immediatamente le negoziazioni» con rue de Grenelle, si dice «favorevole al dialogo», ma inasprisce i toni contro il governo socialista quando rifila la sbobba ideologica secondo cui da una parte ci sarebbero i «progressisti», Belkacem e i paladini dell’égalité, e dall’altra gli «elitisti cattivi e perfetti corporativisti».

 

«Finiamola con questa visione binaria», attaccano in coro i due segretari del sindacato Snes-FUS, Frédérique Rolet e Roland Hubert, lamentandosi per il rifiuto totale del ministero dell’Istruzione di coinvolgerli nelle discussioni per il progetto di riforma. Lo sciopero di oggi si annuncia di grande portata, così come la grande manifestazione nazionale che si svolgerà in ogni angolo di Francia.

 

A Parigi la mobilitazione contro la riforma scolastica della gauche, partirà da Luxembourg, nel cuore dell’eccellenza dell’école républicaine, tra la Sorbona e il prestigioso Lycée Henri-IV, i cui professori e studenti si sono schierati in prima la linea per difendere il latino e il greco dai progetti scellerati della Belkacem.

NAJAT VALLAUD BELKACEM  NAJAT VALLAUD BELKACEM

 

Al centro delle polemiche, figura inoltre la riorganizzazione dei programmi di storia: se la riforma resterà così com’è, i Lumi e il Medioevo cristiano saranno facoltativi a partire dal 2016, e sarà invece obbligatorio lo studio dell’islam e dei periodi più cupi e nefasti della storia di Francia, dalla colonizzazione alle tratte negrerie.

 

Oggi il premier Valls ha pubblicato un intervento sul quotidiano Libération per difendere la riforma «portata avanti con coraggio e senso del dialogo da Najat Vallaud-Belkacem», insistendo sul fatto che la scuola deve essere un «motore per l’ascensione sociale». Ma per il momento, di sociale, c’è solo la rabbia. Secondo un sondaggio Odoxa, il 60% dei francesi approva lo sciopero e la mobilitazione degli insegnanti contro la riforma scolastica della gauche. Ieri, proprio da sinistra, è arrivato un altro giudizio severo nei riguardi del progetto socialista. Quello di un socialista autorevole come Jean-Pierre Chevènement: la nuova riforma scolastica è portatrice di un «egualitarismo livellatore».

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