fulvio abbate nanni moretti

NANNI, DÌ QUALCOSA DI SENSATO - FULVIO ABBATE: “OSPITE DI FAZIO, NANNI MORETTI CERCA DI DARCI LA VECCHIA INSOSTENIBILE, RICATTATORIA LEZIONE DEL PENITENZIALE “SENSO DI RESPONSABILITÀ”, LA LEZIONE FORMATO DISPOSITIVO D’ALLARME NELLO STILE FGCI DEI COMPLESSATI PERFINO SESSUALMENTE, CHE SI PUNTELLA SULLA MINACCIA DELLA DERIVA AUTORITARIA, DEL GOLPE IN AGGUATO…”

Fulvio Abbate per https://www.linkiesta.it

 

FULVIO ABBATE

Nanni Moretti cioè “Caro PD”. Dai, buttiamola giù dura: cosa vuole da noi, anzi, da me, Nanni Moretti che va ospite in televisione da Fabio Fazio – ho detto: da Fabio Fazio - per infine dirci che lui vota PD, e intanto, implicitamente, intanto che si confessa, cerca di darci una lezione, la vecchia insostenibile, ricattatoria lezione del penitenziale “senso di responsabilità”, la lezione da seminario che molti noi, personalmente, conoscono dal tempo del più bigotto Partito comunista italiano, meglio, la lezione formato dispositivo d’allarme nello stile Fgci dei complessati perfino sessualmente, che si puntella sulla minaccia della deriva autoritaria, del golpe in agguato: ora un generale munito di monocolo come tal De Lorenzo ora il principe Junio Valerio Borghese e così fino a Gelli. E magari, per estensione, all’uomo nero ultimo arrivato, Salvini.

 

nanni moretti

Guarda caso, il nuovo film-documentario di Nanni Moretti, da Fazio presentato con sommessa empatia di quest’ultimo, “Santiago, Italia”, narra proprio di un golpe: Cile, 11 settembre 1973, Pinochet, Allende, l’aviazione dei militari che bombarda il Palazzo della Moneda, gli oppositori nello stadio di Santiago.

 

Onore dunque alla memoria di Salvador Allende e alle sue ultime parole tarlate dalle interferenze delle pallottole nel “cupio dissolvi” del governo di Unidad Popular: “Seguramente Radio Magallanes será acallada y el metal tranquilo de mi voz ya no llegará a ustedes. No importa. La seguirán oyendo. Siempre estaré junto a ustedes. Por lo menos mi recuerdo será el de un hombre digno que fue leal con la Patria”. Ovvero: “Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più. Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi. Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria”.

 

nanni moretti fazio

Gloria al socialista Allende, assai meno alle convinte, ricattatorie, parole di Nanni Moretti che prova appunto a consegnare a tutti noi, gli immaturi, l’ennesima morale spicciola, noi, anzi, i suoi spettatori, lezione che giunge dopo anni di, sempre suoi, silenzi, che, implicitamente, suggerivano l’idea di non disturbare comunque il manovratore in quanto, sì, carente, e tuttavia comunque virtuoso, perché accompagnato da volti familiari come quello di un Vetroni; Roma, il minestrone delle relazioni romane. Zdanovismo in vespone bianco lungo i bar di Monteverde Vecchio e il cinema “Nuovo Sacher”, destinato a un pubblico di fan, gli stessi che il critico Goffredo Fofi ha dichiarato qualche anno fa davvero insostenibili.

nanni moretti

 

Dove eravamo? Sì, secondo Moretti dovremmo votare PD per consapevole e doveroso senso di responsabilità, perché quel partito - è sempre Moretti implicitamente a suggerirlo - sarebbe l’unico possibile antidoto, siero, betabloccante, “argine” al populismo, all’analfabetismo, alla disumanità e, s’intende, alla deriva autoritaria in atto, dico argine ma potrei anche pronunciare “diga” poiché quest’ultima icona, storicamente, per definizione, riferita alla vecchia Democrazia cristiana, qui, pensandoci bene, si riconfigura come spettro benefico. In nome di un catto-luogo-comunismo da simposio edificante. Insomma,

 

PINOCHET E ALLENDE

Moretti ci rivende l'orazione del PD comunque virtuoso, trasfigurandosi addirittura in Montanelli, pronto anche lui a “turarsi il naso” e a votarli, come già Indro con la Dc. In nome di ciò si richiede di sospendere il giudizio sui bonzi dem: i Veltroni, i Renzi, gli Zingaretti, e perfino il gruppo inseguitori, i nuovi davvero insignificanti concorrenti alla segreteria di un partito che non c’è.

 

Sempre più implicitamente, Moretti, in nome della ri-doverosa responsabilità, richiede di trangugiare pure il valore aggiunto Minniti, poco importa che sia stato proprio quest’ultimo ad avviare i fondamentali di un decreto sicurezza varato da altri, dai Salvini, dai “prima gli Italiani”.

renzi veltroni 5

 

Non voglio però buttarla in termini di diritti umani violati, posto che l’idea del bene non desta interesse nel presente, neppure se declinato dal papa, anzi, da tempo la miseria stessa viene criminalizzata in quanto tale. Restando però in tema di virtù, tempo addietro, riferendomi all’iniziativa dello scrittore Sandro Veronesi che invitava i colleghi intellettuali e artisti a salire a bordo delle navi destinate alle missioni umanitarie, come scudi umani, non ho potuto fare a meno di suggerire al mio amico Sandro che sarebbe stato opportuno, prim’ancora d’altri, d'avere lì sul ponte proprio i Nanni Moretti, i Walter Veltroni, chiedendo appunto loro di immolarsi per primi sui battelli per la difesa dei migranti. O no?

marco minniti

 

Sempre più implicitamente, Nanni Moretti, ospite di Fabio Fazio, suggerisce di votare PD, di più, lo fa quasi cristologicamente, volto sempre più da dignitario dolente di El Greco, e sembra dirti: abbi fiducia in me che mi sono già sacrificato nell’urna elettorale, seguimi... Così l’uomo, il regista, il “compagno”, il martire, colui che, rivolto a D’Alema, invitò questi a “dire qualcosa di sinistra”, battuta da catalogo delle supercazzole "di sinistra".

 

Però che noia ricevere da Moretti anche lo sciroppo amaro del mancato “Ius soli”, parole degne, suggerisce il poeta Lello Voce, di annegare nella nutella. Soprattutto se non accompagnate da una riflessione sul perché la sinistra si trovi ora in stato comatoso. Da dirgli: ma non ti sfiora il pensiero che lo stato delle cose sia il prodotto dalla protervia dei signori dello stesso partito che adesso Moretti invita a votare?

nicola zingaretti saluta il popolo di piazza grande

 

C’è percezione circa le cause di una sinistra ormai clandestina a se stessa, per non dire al Paese, capace di rendersi detestabile, antropologicamente insostenibile, perfino a molti suoi stessi storici elettori ormai ex?

 

Sembra che pochi vogliano davvero ammettere che il PD abbia messo un proprio notevole “carico da 90” per rendere sempre più pervasivo ciò che personalmente abbiamo definito “il 68 della destra”. E ancora si direbbe che Moretti pretenda di avere svolto lui, da solo, dentro la sua testa, tirando, pensa, perfino conclusioni positive, quel congresso mai indetto dal suo caro PD. Perché quando rivedo Salvador Allende trovo le lacrime e perfino l’odore dei fiori di quei giorni, mentre quando scorgo Nanni Moretti mi giunge un senso di desolazione, mi vengono i nervi, mi viene voglia di spaccare tutto, sapete dirmelo voi?

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