incendio aeroporto di riad - bin salman

L'ARABIA E L'ORGOGLIO - FUMO NERO E FIAMME VICINO ALL'AEROPORTO DI RIAD: UN SERBATOIO DI CARBURANTE DELLA "ARAMCO" È IN FIAMME - UN TESTIMONE OCULARE HA VISTO UNA COLONNA DI FUMO SOLLEVARSI VICINO ALLO SCALO AEREO E MOLTI VOLI SONO STATI CANCELLATI - RIAD CHIEDE AIUTO PER LE MINACCE DEGLI HOUTHI E PECHINO ENTRA NELLA PARTITA DIPLOMATICA DEL GOLFO: AVREBBE DOMANDATO ALL'IRAN DI USARE LA PROPRIA INFLUENZA PER FRENARE L'OFFENSIVA DEI RIBELLI SCIITI INTORNO ALLO STRETTO DI BAB EL-MANDEB - LE OPZIONI CHE HA IN MANO BIN SALMAN PER FRONTEGGIARE GLI HOUTHI: ACCETTARE LE LORO RICHIESTE O RIPRENDE LA GUERRA...

 

MEDIA, 'FUMO E FIAMME VICINO ALL'AEROPORTO DI RIAD'

incendio aeroporto di riad 4

(ANSA) - ROMA, 19 SET - Fumo nero e fiamme sono stati avvistati vicino all'aeroporto di Riad: lo riferiscono i residenti alla France Presse. La notizia è riportata anche sul canale X del Jerusalem Post, che cita un testimone oculare che avrebbe visto una grande colonna di fumo sollevarsi vicino allo scalo aereo.

 

FLIGHTRADAR, 'GRAVI PROBLEMI AD AEROPORTO RIAD, VOLI CANCELLATI E IN RITARDO'

(ANSA) - ROMA, 19 SET - "Gravi problemi" all'aeroporto di Riad, con voli cancellati e in ritardo sono stati segnalati dal sito Flightradar24. Anche l'agenzia iraniana Isna dà conto di "diverse esplosioni" nei pressi dell'aeroporto internazionale 'King Khalid' della capitale saudita.

 

Riad, in fiamme deposito di carburante dell'Aramco vicino all'aeroporto Vigili del fuoco al lavoro

(ANSA-AFP) - Riad, 19 SET - Un serbatoio di carburante della Aramco è in fiamme vicino all'aeroporto di Riad: a riferirlo è un reporter dell'Afp. I vigili del fuoco sono stati visti mentre tentavano di spegnere le fiamme di un serbatoio di carburante distrutto, sulla cui struttura era visibile il logo del colosso petrolifero saudita.

 

incendio aeroporto di riad 3

1 - RIAD CHIEDE AIUTO, PECHINO ENTRA NELLA PARTITA DIPLOMATICA DEL GOLFO E PROVA A FRENARE TEHERAN

Estratto dell'articolo di Lorenzo Lamperti per “la Stampa”

 

Quando è arrivato l'invito per Abbas Araghchi, molti hanno pensato che la Cina avesse qualcosa di importante da dire all'Iran. O, quantomeno, qualcosa che considerava importante mostrare all'esterno. Pochi giorni prima, al vertice dei Brics in India, Xi Jinping aveva evitato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, senza concedergli il bilaterale ottenuto invece da Vladimir Putin e Narendra Modi.

 

incendio aeroporto di riad 2

Per questo, la chiamata del ministro degli Esteri iraniano a Pechino è somigliata quasi a una convocazione. Nell'incontro di mercoledì tra Araghchi e l'omologo Wang Yi, il tema principale potrebbe essere stato lo Yemen. Secondo fonti citate da Reuters, la Cina avrebbe chiesto privatamente all'Iran di usare la propria influenza per frenare l'offensiva degli Houthi intorno allo stretto di Bab el-Mandeb. A sollecitare l'intervento cinese sarebbe stata l'Arabia Saudita, preoccupata dall'avanzata del gruppo sostenuto da Teheran e dalla crescente vulnerabilità delle proprie esportazioni petrolifere.

 

[...] Per Pechino sarebbe un problema serio. Circa metà delle importazioni petrolifere cinesi arriva dalla regione. Nonostante i tagli degli ultimi mesi, la Cina resta il maggiore acquirente del greggio iraniano: nel 2025 ne ha assorbito oltre l'80% delle esportazioni marittime. Ora è minacciata anche l'altra estremità della rete energetica da cui dipende il suo approvvigionamento.

incendio aeroporto di riad 1

 

Questa doppia esposizione costringe Pechino a tenere insieme rapporti non sempre compatibili. La Cina è uno dei pochi Paesi ai quali Teheran può rivolgersi per investimenti e sostegno contro l'isolamento imposto dalle sanzioni. Ma gli interessi cinesi vanno ben oltre l'Iran.

 

Gli scambi con gli Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo valgono circa 300 miliardi di dollari l'anno. A mostrare quanto siano ramificati questi rapporti, nei giorni scorsi in Yemen sono stati ritrovati gli apparenti resti di un missile balistico cinese, mai ufficialmente esportato in Medio Oriente.

[...]

 

2 - BIN SALMAN E LA MINACCIA YEMENITA LA SOLITUDINE DEL PRINCIPE SOTTO ASSEDIO

Estratto dell'articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

Recep Tayyip Erdogan - Mohammed bin Salman - Shehbaz Sharif - patto della mecca

Ci provarono i romani a conquistare l'Arabia Felix, gli egiziani, gli ottomani, i britannici, americani e sovietici. Come per l'Afghanistan, fallirono, guadagnando allo Yemen la stessa fama di "tomba degli imperi". A Riad è una storia che si conosce bene.

 

Uscito vittorioso dall'operazione Desert Storm e dalla liberazione del Kuwait, nel 2009 il principe saudita Khalid bin Sultan fu costretto a una ritirata umiliante proprio dallo Yemen, che gli valse onori e credibilità. Per Mohammed bin Salman la posta in gioco è altrettanto alta.

 

Nel 2017, in una corte dominata da 70enni, Mbs riuscì a sbaragliare tutti gli avversari, cambiando in una notte l'equilibrio di potere nella casa reale. L'anno successivo, l'omicidio del dissidente Khashoggi sembrò arrestare la sua scalata: la Cia dirà che era stato lui a ordinarlo.

melania e donald trump con mohammed bin salman e meredith o'rourke

 

Nel 2020 Joe Biden si spinse a definire l'Arabia Saudita uno Stato paria, salvo poi tornare a stringergli la mano qualche anno dopo. Mbs seppe risalire la china. Il suo piano Vision 2030 raccontò al mondo una svolta avveniristica e fascinosa, offuscando il ricordo del dissidente fatto a pezzi con una motosega, mentre il principe comprava influenza col petrolio.

 

[...] Negli ultimi due anni, il principe ha dovuto ridimensionare i mega-progetti edilizi. E ora deve fare i conti con il fallimento della strategia politica e militare in Yemen. Dopo una guerra quasi decennale contro gli Houthi yemeniti, finita con una tregua fragile nel 2022, Mbs ha davanti a sé solo cattive opzioni.

 

I partigiani di Dio hanno conquistato con un'offensiva lampo la costa occidentale dello Yemen, stringendo il controllo sullo strategico stretto di Bab el Mandeb e imponendo il blocco in mare alle navi di Riad.

 

houthi

Gli impianti petroliferi che la monarchia sunnita aveva usato per aggirare il blocco di Hormuz, vengono presi di mira dai droni. Il conflitto che si riaccende mette a nudo i fallimenti dell'intelligence di Riad, il collasso delle forze yemenite che aveva sostenuto e i limiti della protezione statunitense.

 

Mbs ha chiesto aiuto a Trump, invocando un intervento americano, ma dalla Casa Bianca sono arrivati finora solo no. Si è rivolto all'Egitto, e anche dal Cairo più che attestati di solidarietà non ha ottenuto. La Cina, grande acquirente del petrolio saudita, se ne sta in disparte. Né gli Stati Uniti né i Paesi europei sono disposti a offrire un supporto militare diretto e tergiversano anche sulla coalizione marittima chiesta dal principe di Riad per proteggere il Mar Rosso.

ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO NEL GOLFO - HOUTHI E ARABIA SAUDITA

 

Mbs è solo col suo dilemma: accettare le richieste degli Houthi – fine dell'assedio all'aeroporto di Sanaa e delle restrizioni al porto di Hodeidah e risarcimenti di guerra – significherebbe capitolare sotto la pressione militare.

 

Riprendere la guerra metterebbe a rischio ulteriormente le risorse energetiche della monarchia, senza garanzie di un successo sul terreno. Anche il tentativo mediato dalla Cina di ristabilire i rapporti diplomatici con l'arcinemico, la Repubblica islamica dell'Iran, si è frantumato con la guerra americana all'Iran. [...]

HOUTHI

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