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GABANELLI! - PADOAN METTE IL SEGRETO DI STATO SUI DERIVATI DEL TESORO - PERSI 32 MILIARDI FRA IL 2011 E IL 2016, ALTRI 15 DA QUI AL 2020 - LA CORTE DEI CONTI HA RINVIATO A GIUDIZIO SINISCALCO, GRILLI, LA VIA E LA DIRIGENTE DEL DEBITO MARIA CANNATA PER  DANNO ERARIALE PER CIRCA 4 MILIARDI. MENTRE SIAMO SEDUTI SU UNA BOMBA A OROLOGERIA È BELLO DISCUTERE DI VITALIZI

Milena Gabanelli per il Corriere della Sera

 

MILENA GABANELLI LAUREA JOHN CABOTMILENA GABANELLI LAUREA JOHN CABOT

Notizia buona: qualche settimana fa la Camera ha approvato le mozioni della maggioranza per aumentare la trasparenza sui contratti derivati del Tesoro. D'ora in poi il ministero dell' Economia dovrà pubblicare sul sito del Dipartimento del Tesoro con maggiore frequenza, «preferibilmente trimestrale», i dati aggiornati sul valore di mercato dei contratti e sul valore su cui si calcolano i flussi finanziari (nozionale) .

 

Notizia cattiva: bocciata la mozione del M5S che chiedeva di vedere cosa c'è scritto nei singoli contratti. Il ministero si è appellato al segreto di Stato.

 

La storia comincia a marzo 2012, quando Bloomberg-news rende noto che il Tesoro Italiano, a fine 2011, ha chiuso in anticipo un contratto con Morgan Stanley liquidando senza batter ciglio 2,57 miliardi di euro. Si poteva negoziare e pagare meno, o abbiamo esaudito i desiderata della banca d' affari?

 

Schauble PadoanSchauble Padoan

Senza conoscere le clausole ti puoi solo fidare. Subito dopo però emergono indiscrezioni su altre operazioni in derivati con perdite miliardarie per il Tesoro, proprio mentre il ministro Fornero produceva «esodati» per mancanza di fondi.

 

Parte una commissione di indagine parlamentare, una raffica di interrogazioni e question time . Le dichiarazioni dei ministri pro-tempore e del direttore del debito Maria Cannata sono sempre state rassicuranti qualificando il tema derivati di Stato come un problema estemporaneo e comunque sotto controllo.

 

maria cannatamaria cannata

Purtroppo i dati del Def ed Eurostat mostrano che il problema non è per niente sotto controllo e che le perdite effettive sono una costante nel bilancio dello Stato. In soldoni: 32 miliardi dal 2011 al 2016. Ma in essere ci sono ancora un centinaio di contratti per un controvalore di poco meno di 150 miliardi di euro e che possono produrre perdite negli anni a venire per 40 miliardi di euro.

 

Lo stesso Tesoro le ha già stimate in 15 miliardi tra il 2017 e il 2020. Ma come fa il ministero a quantificare in modo così preciso le perdite, se ha sempre dichiarato di aver usato i derivati per proteggere il debito pubblico dal rischio di rialzo dei tassi di interesse?

Che senso ha se la maggior parte del debito è già a tasso fisso?

 

divorzio renzi padoandivorzio renzi padoan

Chi ha analizzato le risposte fornite dal ministero di volta in volta, e sempre farcite di tecnicismi, non ha dubbi: si tratta di operazioni speculative che coprono in realtà i rischi delle banche dal calo dei tassi. Perché stipulare contratti che ti impegnano a pagare un tasso fisso prefissato per 30-40 anni, se non hai la sfera di cristallo?

 

Inoltre molte di queste operazioni sono swaption , ovvero scommesse. Per semplificare si potrebbero paragonare alla vendita del diritto di prelazione su una casa, dopo 1 anno, alla metà del suo valore corrente.

Queste «vendite» hanno consentito allo Stato di incassare subito e sistemare qualche bilancio difficile, ma lo hanno esposto al rischio di perdite ingenti negli anni a venire. Tre miliardi solo nel 2016, e almeno altrettanti sembra si spenderanno tra il 2017 e il 2018. Dove sta l' interesse dello Stato?

derivati tra tesoro italiano e morgan stanleyderivati tra tesoro italiano e morgan stanley

 

Intanto a luglio il procuratore della Corte dei Conti Massimiliano Minerva rinvia a giudizio per danno erariale per più di 4 miliardi di euro, Morgan Stanley, i ministri e direttori generali del Tesoro pro-tempore Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Vincenzo La Via e l' inossidabile Maria Cannata, da più di 3 lustri direttore del debito pubblico.

 

 Per la Corte dei Conti il derivato con Morgan Stanley e ciò che ne è conseguito non sembrano riflettere l' interesse dei contribuenti.

derivati tra  tesoro italiano e morgan stanleyderivati tra tesoro italiano e morgan stanley

E tutti gli altri contratti contengono invece qualche vantaggio per noi? Bisognerebbe vederli, ma il ministro Padoan taglia la testa al toro: «Mettere in chiaro i contratti equivale a danneggiare il Paese, ad esporlo al rischio di speculazioni degli operatori di mercato».

 

Finora pare che siano state queste chiusure anticipate e le rinegoziazioni opache a rappresentare una speculazione ai danni del Paese. Conoscere i contratti, vedere le condizioni a cui sono stati stipulati, come sono stati gestiti nel tempo e analizzarli attraverso gli «scenari di probabilità» (cioè con gli stessi strumenti che usano le banche), ci farebbe capire se lo Stato ha fatto bene a farli, ha ricevuto i giusti compensi per i rischi che si è assunto, e magari anche a fare luce su come mai dirigenti del Mef, come Grilli e Siniscalco, sono finiti proprio a lavorare per quelle banche straniere che avevano stipulato questi contratti con lo Stato italiano.

derivati  tra  tesoro italiano e morgan stanleyderivati tra tesoro italiano e morgan stanley

 

Alessia Ferruccio e Vittorio GrilliAlessia Ferruccio e Vittorio Grilli

C' è da dire che quando Consob e Bankitalia proposero di utilizzare gli scenari di probabilità per i derivati degli enti locali, il Mef prima prese tempo, poi li fece rimuovere da qualsiasi ipotesi di lavoro con un provvedimento del governo Letta. E infatti sui derivati degli enti locali luce non verrà mai fatta, anzi non abbiamo neanche i dati aggregati che con tanta fatica sono stati ottenuti per quelli dello Stato italiano.

 

In un Paese dove non si trova il denaro per mettere in sicurezza le scuole, mantenere efficiente la sanità pubblica e manutenere le infrastrutture per prevenire rischi sismici ed idrogeologici, è bello discutere dei vitalizi.

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