matteo salvini giuseppe conte alessandra ghisleri

"SE RENZI SI SFILASSE DETERMINANDO LA CRISI DI GOVERNO, VEDO UN ALTRO ESECUTIVO CON NUOVI "RESPONSABILI" PIUTTOSTO CHE LE ELEZIONI" - ALESSANDRA GHISLERI FA LE CARTE ALLA POLITICA: "IL CONSENSO DI CONTE ERA INTORNO AL 50%, OGGI È AL 38, IN CALO. UN SUO PARTITO? NON CREDO AI PARTITI PERSONALI CHE NASCONO DA ESPERIENZE ISTITUZIONALI. IL RUOLO VIZIA IL CONSENSO. SALVINI STA CERCANDO DI ESSERE PIU' RASSICURANTE. QUANTO PUÒ CRESCERE ANCORA FRATELLI D'ITALIA? DIPENDE DA QUANTO RIUSCIRÀ A LEVARSI L'ETICHETTA DI PARTITO DI DESTRA DURA E PURA"

Pietro Senaldi per "Libero quotidiano"

 

ghisleri

«Viviamo una fase che ricorda molto la fine della Prima Repubblica. È come se fossimo alla vigilia del collasso di un sistema. Tutti i punti di riferimento delle istituzioni stanno mostrando le loro fragilità, politica e cittadini abitano due universi separati. Le principali richieste degli elettori sono semplici: tutela economica e sicurezza sanitaria, ma al momento il governo non riesce a soddisfare le attese e all' opposizione nessuno riesce ancora a presentarsi come portatore di risposte adeguate. Per questo la distanza tra Palazzo e nazione si allarga e gli italiani si irritano ogni giorno di più.

 

Montano acredine e livore, tutto all' opposto dell'"andrà tutto bene" e "ci ritroveremo migliori", gli slogan con i quali abbiamo affrontato la prima ondata di Covid». La regina dei sondaggi, Alessandra Ghisleri, vede nero per quanta riguarda l'inizio dell'anno dei protagonisti della vita politica. Nessuno sta commettendo particolari errori mediatici ma «è come se il Palazzo fosse imbrigliato, paralizzato da una colla appiccicosa che impedisce l'abbraccio con i cittadini e le loro esigenze e sfibra le persone, logorate dall'ascolto di leader che si inseguono tra ultimatum, verbi coniugati al futuro, critiche non accompagnate da proposte credibili, presenzialismo senza contenuti».

 

Marta Fascina Silvio Berlusconi Marina Berlusconi

Anche così si spiega l'incredibile resilienza di Silvio Berlusconi, dato politicamente per morto ormai quasi dieci anni fa. Era il 2011 quando il Cavaliere, assediato dall' Europa, dal Quirinale, dai giudici e da sinistra e mondo intellettuale, innamoratisi di Monti, fu costretto ad abdicare. Ed è stato nel 2013 che l'allora emergente Renzi decretò chiusa, "game over", la partita dell' uomo di Arcore. Oggi Forza Italia è in risalita nei sondaggi, punta al 10%, la quota che garantisce un ruolo da ago della bilancia, e ha tre volte i consensi dell' ex rottamatore. «Non mi stupisce» commenta la fondatrice di Euromedia Research, «per i suoi numeri, le sue esperienze e le sue capacità, Silvio è sempre capace di mettersi al centro del dibattito».

 

berlusconi galliani

Sono passati quasi trent' anni dalla discesa in campo del Cavaliere, oggi 84enne: come è possibile che non risulti vecchio?

«Berlusconi ha saputo rinnovarsi più di altri. Ha mandato avanti i suoi uomini ritagliandosi un ruolo di grande saggio, che conosce l' arte della politica e sa come raggiungere gli obiettivi».

 

Ha ulteriori margini di recupero?

«Dipende sempre molto da quanto si spende in prima persona. Nei nostri ultimi sondaggi Forza Italia è tra il 7% e l'8%, in crescita. Al momento è un partito favorito dalla situazione, e dal suo leader che ri-conosce bene questa politica che, come ho detto, ricorda la grande crisi delle istituzioni dei primi anni Novanta, quando emerse proprio il fenomeno Berlusconi. Silvio ne padroneggia il linguaggio e i tempi, tant'è che in molti tratti nella comunicazione di Conte si riconosce una certa ispirazione al metodo berlusconiano».

 

alessandra ghisleri foto di bacco (1)

Non sarà anche che nel regno dei ciechi l'orbo è re?

«Tra le ragioni della risalita di Forza Italia ci sono anche le carenze di comunicazione politica degli altri. Al momento nessuno sa indicare la via nuova e i cittadini cercano di trovare qualche risposta in quella già sperimentata. Poi giocano un ruolo anche l' affezione al leader, che resta comunque uno dei politici più votati degli ultimi trent'anni, e la sua capacità di incarnare un centrodestra moderato, del quale c'è domanda».

 

Conte è incalzato quotidianamente da Italia Viva: sono i suoi ultimi giorni a Palazzo Chigi?

«Questo non è materia di sondaggi, perché dipende dalla politica e non dai cittadini, che sono più concentrati sui propri problemi quotidiani. Il 48,6% degli elettori vede una crisi di fiducia all' interno della maggioranza di governo e il 34,8% crede che la durata di questo esecutivo non andrà molto oltre le elezioni amministrative di questa primavera. Tuttavia con la riduzione del numero dei parlamentari, a oggi, in caso di elezioni nazionali tutti i partiti pur guadagnando consenso avrebbero meno deputati, a esclusione di Fratelli d'Italia. Perciò se Renzi si sfilasse determinando la crisi di governo, vedo un altro esecutivo con nuovi "responsabili" piuttosto che le elezioni».

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

 

Il consenso del premier è in picchiata?

«Dalle nostre rilevazioni il consenso del premier durante la prima fase della pandemia si attestava intorno al 50%, oggi è al 38, in calo. Ma resta sempre più alto di 5-7 punti di quello del governo, apprezzato da un italiano su tre».

 

Le ragioni del calo?

«Quando la pandemia ci ha sorpreso, le persone non si sono fatte troppe domande. Avevano necessità di capire che cosa stava accadendo e non avendo appigli hanno trovato nel premier e nelle sue conferenze stampa un punto di riferimento. Adesso molte cose sono cambiate. L'aumento dei contagi che ci ha portato alla seconda ondata era ampiamente prevedibile, ma ci ha trovato nuovamente impreparati. Oggi i cittadini sono molto più severi nei giudizi verso chi governa. Le parole della politica rivolte al futuro non trovano ascolto nel presente, se non nelle nuove restrizioni imposte. Si va avanti giorno per giorno aspettando».

 

conte renzi

E che cosa interessa allora ai cittadini?

«La costruzione di un percorso che aiuti chi è entrato improvvisamente in difficoltà. A causa della pandemia si sono create nuove sacche di poveri che si sentono esclusi dai diversi provvedimenti dell'esecutivo. I giudizi degli italiani sulle carenze governative nell' assistere chi è in difficoltà sono molto duri. Ogni giorno si sente parlare di differenti bonus messi in campo, che vengono visti come elargizioni slegate tra loro, non parte di una visione di insieme comprensiva di un percorso per uscire dalla crisi».

 

Tutta una questione economica quindi?

ALESSANDRA GHISLERI

«Assolutamente no, anche di salute. Non aver previsto quel che era immaginabile ha impoverito il consenso del governo. I cittadini in maggioranza sono convinti che si sono disperse le attenzioni su mille rivoli nella ricerca di un consenso tralasciando la visione di insieme».

 

Cosa dovrebbe fare oggi Conte?

«Non è più il tempo della sola narrazione. Questo è il momento della logistica e della programmazione guidata. Non è possibile scaricare le responsabilità solo sull' impasse dei partiti, sostenendo che la sintesi politica spetta a loro. Il premier deve offrire alla politica una nuova opportunità, un nuovo inizio».

 

C'è spazio per un partito personale del premier?

«Io non credo mai troppo ai partiti personali che nascono da esperienze istituzionali. Il ruolo vizia il consenso, che non può essere solo di opinione ma si costruisce sul territorio, dove i partiti, che hanno un radicamento forte, alla fine hanno più facilità a prevalere».

RENZI CONTE

 

A Renzi conviene far cadere il governo?

«Dipende dall' evoluzione della caduta: se si votasse con l' attuale legge elettorale, Italia Viva dovrebbe trovare un asset in coalizione per poter avere una bonne chance.

Se invece si formasse un nuovo esecutivo, il suo ruolo potrebbe tornare fondamentale. È nel suo interesse alzare la voce cercando di portare a casa le sue battaglie per aumentare il suo consenso di opinione».

 

In termini di consenso però la sua strategia a oggi non paga, sta facendo la figura del pastorello che grida al lupo al lupo

«Questa è l' opinione prevalente al momento. Per lui è veramente fondamentale motivare i suoi attacchi e le sue posizioni per non cadere nell' ambiguità di sole battaglie per nuove poltrone. Per ora non può cedere se non trova un accordo per lui vantaggioso agli occhi dell' elettorato, perché il rischio è quello di perdere la propria credibilità».

ALESSANDRA GHISLERI A L'ARIA CHE TIRA LA7

 

Il governo è debole, gli italiani sono insoddisfatti ma l'opposizione non cresce: come mai?

«Perché è la politica in crisi in questo momento. Un elettore su tre si dichiara indeciso nella scelta del partito. Anche l' opposizione non riesce a dare quelle risposte tanto desiderate, e non essendo nella "stanza dei bottoni" il suo raggio di azione è limitato».

 

Quindi cosa dovrebbe fare l'opposizione?

«Dovrebbe presentare un proprio unico piano politico, sia sanitario sia economico, e divulgarlo in modo chiaro. Oggi non è più sufficiente denunciare le mancanze dell'esecutivo e chiedere più fondi senza una progettualità».

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

 

La Lega di Salvini è in una fase involutiva?

«No, sembra invece che Salvini stia aggiornando la sua comunicazione cercando di ampliare il messaggio, rendendolo più rassicurante, e rafforzando il proprio profilo istituzionale. Scrive lettere al Corriere della Sera, come Berlusconi e Zingaretti, prova ad andare incontro alle esigenze della gente che è in cerca di una figura capace di guidarla con mano sicura in ogni direzione».

 

Perché quando ha lasciato il governo è calato nei consensi?

«Proprio alla vigilia della possibilità di realizzare la tanto propagandata Flat Tax ha lasciato la guida del governo che - forse - ne avrebbe permesso l'attuazione. È prevalso un messaggio che lo vedeva sconnesso con la realtà del Paese».

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

Sono consensi recuperabili?

«La Lega non è ancora percepita come un partito di centrodestra moderato. Il suo boom non è stato legato solo alla politica contro l' immigrazione irregolare ma anche alla campagna elettorale forte fatta sui temi dell' economia, come la forte riduzione fiscale. Così Salvini aveva attratto l' interesse e il voto di molti ceti produttivi, che poi hanno avuto la sensazione che la loro battaglia non fosse stata portata avanti fino in fondo. Ora che la crisi è tornata a mordere, il leader leghista dovrebbe dare ascolto e risposte a chi si trova senza coperture e a quel ceto produttivo che si sente in stand by a causa delle limitazioni anti-pandemia e delle sue chiusure. Insomma a coloro che non cercano bonus ma mercato».

 

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI 1

La Meloni ruba voti a Salvini?

«In realtà i due partiti hanno elettorati differenti, con una forte identificazione di Fdi con la sua leader Giorgia, più ricca di correnti la Lega. Inoltre sono diversi i valori, l' idea d' Italia e i bacini territoriali di consenso».

 

Quanto può crescere ancora Fdi?

«Dipende da quanto riuscirà a levarsi l'etichetta di partito di destra dura e pura, mantenendo la sua coerenza».

giorgia meloni foto di bacco

 

L'Europa può essere un problema per Conte?

«La pandemia si è rivelata di fatto un acceleratore impressionante per un Paese come il nostro, sempre in bilico tra diverse incertezze, e gli italiani hanno scoperto di vivere in una nazione che sta arretrando e conta sempre di meno in Europa e nel mondo. L' Italia sta scivolando nelle classifiche economiche e noi non siamo abituati a considerarci cittadini di uno Stato di importanza secondaria».

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO