francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti luigi lovaglio milleri

GIORGETTI, IL “FACILITATORE” – IL SOSTEGNO DEL GOVERNO AI “FURBETTI DEL CONCERTINO” CALTAGIRONE-MILLERI-LOVAGLIO VENIVA CONFERMATO DAGLI STESSI PROTAGONISSTI DEL RISIKO: MENTRE IL MEF SI AFFANNAVA A SMENTIRE UN SUO RUOLO, L’AD DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, CONFERMAVA ALL’IVASS DI AVERE IL “SUPPORTO GOVERNATIVO”, CHE AVREBBE AVUTO UN “RUOLO FACILITATORIO” PER L’OFFERTA SU MEDIOBANCA – L'AMMISSIONE CHE GENERALI FOSSE IL VERO OBIETTIVO, L’ASTA AFFIDATA ALLA PICCOLA BANCA AKROS PER LA PRIVATIZZAZIONE DEL 15% DI MPS, SECONDO I PM, NON SI PUÒ CONFIGURARE COME UNA GARA PUBBLICA. È SOLO PER QUESTO CHE NESSUN ESPONENTE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA È INDAGATO...

1. GIORGETTI IL “FACILITATORE” MPS, I PM CONTRO IL GOVERNO

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

Il problema, adesso, è incastrare le dichiarazioni pubbliche, quelle disseminate dal governo nell’arco di un anno e più, con i fatti [...] concreti [...] che emergono dall’indagine della procura di Milano sulla scalata del Monte dei Paschi a Mediobanca. Una partita destinata a ridistribuire le carte del potere nella finanza nazionale.

 

A uscirne vincitori, una vittoria netta, sono stati il costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri, a capo della holding Delfin e gestore dell’eredità miliardaria di Leonardo Del Vecchio, e Luigi Lovaglio, al timone di Mps.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FOTO LAPRESSE

Sono loro i tre indagati per manipolazione del mercato e ostacolo alle autorità di vigilanza nell’inchiesta milanese, ma le carte chiamano in causa anche l’esecutivo, e in particolare il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

 

[...] Dal ministero si ribadisce adesso «di aver agito nel rispetto delle regole e della prassi», e già nel giugno scorso, quando l’indagine era entrata nel vivo tra acquisizioni di documenti e audizioni di testimoni, Giorgetti aveva garantito «l’assoluta correttezza dell’operato degli uomini e delle donne del Mef», affermando che l’asta per la vendita del 15 per cento di Mps si era svolta in modo «identico a quelle fatte precedentemente».

 

FRANCESCO MILLERI

Quell’operazione, chiusa nell’arco di poche ore il 13 novembre dell’anno scorso, ha spalancato le porte di Mps ai due soci forti Caltagirone e Delfin e ha fatto da trampolino di lancio verso la successiva offerta pubblica di scambio (Ops) del Monte per Mediobanca.

 

[...] Il fatto è che adesso le certezze del ministro devono confrontarsi con gli elementi raccolti dalla Guardia di finanza. Una lunga serie di circostanze che portano i pm a concludere che l’asta è stata caratterizzata da «diverse e vistose anomalie» con l’obiettivo di «destinare una parte cospicua» di azioni Mps a «soggetti predeterminati, volendo tuttavia generare all’esterno l’apparenza di una procedura aperta, ossia trasparente, competitiva e non discriminatoria».

 

GIANCARLO GIORGETTI

Insomma, il sospetto di chi indaga è che l’asta gestita dal governo sia stata una messa in scena, un gioco con vincitori decisi in partenza. [...] Adesso però è la Guardia di finanza che mette in fila una serie di anomalie.

 

Si legge nelle carte, per esempio, che l’affidamento del ruolo di bookrunner unico, cioè di gestore dell’asta, alla banca d’affari Akros «non è spiegabile se non nel senso di voler pilotare l’attività di dismissione».

 

Francesco Soro - foto lapresse

Akros, infatti, era un intermediario con una sola esperienza di abb alle spalle, e per le precedenti due operazioni, quelle che Giorgetti afferma essersi svolte in modo «identico» all’asta di novembre, l’incarico era stato affidato a un pool di banche d’affari internazionali del calibro di Ubs, Bank of America (Bofa) e Jefferies. Per via delle sue ridotte dimensioni Akros è stata costretta, rilevano i pm, a ottenere garanzie dalla casa madre BancoBpm per un importo di 600 milioni.

 

[...]  Del resto, Caltagirone e Delfin si erano già preparati per tempo in vista della vendita delle azioni di Mps da parte del governo. È lo stesso Caltagirone a dichiararlo nel corso della sua audizione alla Consob, citata nelle carte d’indagine.

 

Il costruttore [...]  ha detto, secondo quanto riportano i pm, di aver ricevuto dal Mef una “sommaria indicazione degli altri soggetti che sarebbero stati invitati alla procedura di abb”. Dichiarazioni, quelle di Caltagirone, che mal si conciliano con la posizione del ministero.

 

marcello sala

In particolare, segnalano i pm, il Mef ha inviato alla Consob una relazione firmata dal direttore generale Francesco Soro in cui si negano «contatti o interlocuzioni» con Caltagirone e Delfin in vista dell’asta sulla quota di Mps.

 

Soro, già amministratore delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato, è approdato al ministero dell’Economia a maggio di quest’anno. Prima di lui, l’incarico di direttore generale del Mef era ricoperto da Marcello Sala, a cui toccò sovrintendere l’asta ora sotto accusa, ed è in seguito approdato a Nexi, la società di pagamenti digitali partecipata da Cassa depositi e prestiti.

 

GIANCARLO GIORGETTI E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE (FOTOMONTAGGIO)

La procedura di vendita della quota di Mps non si può configurare, a parere dei pm, come una gara pubblica, e quindi, nonostante «opacità e anomalie», non si può ipotizzare il reato di turbativa d’asta. Un passaggio chiave, quest’ultimo, nella ricostruzione della procura di Milano, perché di fatto taglia fuori gli esponenti del Mef da un possibile coinvolgimento diretto nell’inchiesta. E infatti né Giorgetti né Sala risultano, al momento, indagati.

 

[...]  Diversa è la posizione di Caltagirone, Milleri e Lovaglio, che, secondo i pm, avrebbero nascosto al mercato l’esistenza di un accordo per prendere il controllo di Mediobanca. Il ruolo del ministero dell’Economia sarebbe stato un altro, anche se non penalmente rilevante.

 

MONTEBASCHI - VIGNETTA BY ROLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Infatti, secondo la ricostruzione dei magistrati, «il dichiarato, ancorché generico sostegno del Mef all’offerta pubblica (su Mps, ndr) ha rassicurato il mercato circa il buon esito dell’operazione», inducendo quindi anche i più perplessi tra gli investitori, a consegnare le loro azioni all’ops.

 

Del resto, lo stesso Lovaglio a fine aprile aveva confermato il ruolo del governo in un colloquio con il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini.

 

In quell’incontro, [...] l’amministratore delegato del Monte aveva ricordato il «supporto governativo» che avrebbe avuto un «ruolo facilitatorio» per l’offerta di Mps su Mediobanca. L’offerta, come noto, si è conclusa felicemente (per la banca senese e i suoi alleati) a settembre. Ma quello, ipotizzano i pm, era solo il primo passaggio di un piano più ambizioso con obiettivo le Assicurazioni Generali, di cui Piazzetta Cuccia è il principale azionista.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE TRA I FIGLI AZZURRA E FRANCESCO JR - FOTO LAPRESSE

 

«Facciamo fase due», dice Lovaglio a Caltagirone in un’intercettazione telefonica del 18 aprile, dopo il via libera dell’assemblea dei soci di Mps all’ops su Mediobanca. La fase due farebbe parte di «un più ampio piano comune» riguardante le Generali, spiegano i pm che interpretano le pubbliche smentite di Lovaglio in proposito «come un espediente di comunicazione per non rendere palesi gli accordi presi con Caltagirone e Delfin».

 

Un piano che potrebbe completarsi a breve, adesso che Caltagirone, Lovaglio e Milleri insieme hanno il controllo del gruppo assicurativo. Missione compiuta, quindi. Grazie anche al benevolo sostegno del governo.

 

 

GLI AZIONISTI DI MPS E MEDIOBANCA - NOVEMBRE 2025

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