antonio tajani matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti

GIORGETTI, L’ALFIERE DEL RIGORE CIRCONDATO DA MANI BUCATE – IL MINISTRO DELL’ECONOMIA RIVENDICA L’AUSTERITÀ IN MANOVRA: “L’ATTEGGIAMENTO DI PRUDENZA È UN VALORE”. LO DICA AI PARTITI CHE SOSTENGONO IL GOVERNO, COMPRESA LA SUA LEGA, CHE GIÀ SI LANCIANO A CHIEDER SGRAVI IRPEF PER IL CETO MEDIO, AMPLIAMENTO DELL’IRES PREMIALE TAGLI ALL’IRAP E UNA NUOVA PACE FISCALE

Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Giancarlo Giorgetti sa bene che adesso arriva il momento difficile. Chiusa da neanche quarantotto ore una faticosa Legge di Bilancio all’insegna del rigore, dopo aver orgogliosamente rivendicato che «l’atteggiamento di prudenza del governo è un valore», si ritrova subissato dalle nuove richieste dei partiti della maggioranza, compresa la sua Lega, che già si lanciano verso la nuova tornata elettorale.

 

Chi chiede gli sgravi Irpef per il ceto medio, chi vuole ampliare l’Ires premiale per le imprese, chi tagliare l’Irap, chi riproporre la pace fiscale con una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

«Il vero valore che possiamo e dobbiamo difendere è la riduzione del debito pubblico» ha detto Giorgetti ai suoi collaboratori in queste ore. La prudenza, per ora, sta pagando. «Lo spread a 110-115 punti base — spiega — già significa, e lo certifica l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, un risparmio di 17 miliardi in tre anni, risorse che si liberano e che potranno essere destinate alla crescita dell’economia».

 

Anche i suoi tecnici al ministero dell’Economia dicono senza mezzi termini che «non ci sarà nessuna fuga in avanti». Innanzitutto per ragioni squisitamente tecniche, legate anche ai nuovi parametri europei sui conti pubblici, che fanno riferimento ad un nuovo obiettivo, la spesa primaria netta: per non farla salire oltre l’1,5% annuo, ogni nuova misura di spesa dovrà essere pienamente compensata.

GIANCARLO GIORGETTI - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

Il concordato fiscale per gli autonomi, nei piani avrebbe dovuto finanziare il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Una misura, tra le altre cose, che Giorgetti non ha mai difeso, promosso o contestato, ma che sicuramente il ministro non sente sua.

 

Tra fine ottobre e il 12 dicembre, ultimo termine per aderire, i circa 600 mila autonomi che hanno accettato il patto col fisco hanno versato 1,6 miliardi di euro. […] Di quel miliardo e sei, alla fine, sarà utilizzabile una cifra certamente più bassa (gli autonomi avrebbero comunque pagato le tasse anche senza concordato, e di questo va tenuto conto).

 

Comunque saremo lontani dai 2 miliardi che servirebbero per ridurre l’aliquota intermedia dell’Irpef dal 35 al 33%, alzando lo scaglione da 50 a 55/60 mila euro. In ogni caso, fanno capire al ministero dell’Economia, se ne riparlerà al momento di mettere mano alla prossima Legge di Bilancio, nel prossimo autunno. Ovvero, ripete Giorgetti, «una volta che si saranno stabilizzati i conti pubblici».

 

CETRIOLONI PER L ITALIA - MEME BY EDOARDO BARALDI

Non domani, insomma, come vorrebbe parte della maggioranza, utilizzando subito i soldi del concordato preventivo. E anche la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali, chiesta a gran voce dal partito del ministro, la Lega, rischia di essere poco utile alla causa.

 

Anche in questo caso il gettito della rottamazione non sarebbe immediatamente utilizzabile. Finora la maggior parte di chi ha versato le prime rate delle vecchie sanatorie, a un certo punto, ha smesso di pagare. E ogni rottamazione, fin qui, ha avuto esiti molto lontani dalle attese. Dalla prima di Renzi, 8,5 miliardi incassati su 17, alla seconda, 2,6 miliardi a fronte di 8,5 attesi, alla terza di Conte, 6,3 miliardi invece di 16, all’ultima, ancora in corso.

 

IL CONTO DEL SUPERBONUS - MEME BY OSHO

[…] «Un governo che non ha solo il fardello del Superbonus, ma deve pagare anche 90 miliardi di interessi l’anno sul debito non può permettersi di essere avventato o temerario» aveva detto Giorgetti all’approvazione finale della Legge di Bilancio. I prossimi mesi, in ogni caso, si annunciano difficili per il ministro dell’Economia, con la maggioranza che prova a strattonarlo. Lui proverà a garantire il dividendo della prudenza, la minore spesa per gli interessi dovuta ai buoni voti delle agenzie di rating e al calo dello spread.

GIANCARLO GIORGETTI MEME BY EDOARDO BARALDI giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…