1. GIOVANISSIMI, VIOLENTI E SENZA SIGLE. IN TUTTO SONO APPENA UNA TRENTINA. TRA QUELLI FERMATI ALLA VIGILIA DELLA MANIFESTAZIONE E QUELLI BLOCCATI IERI POMERIGGIO, MENTRE ASSALTAVANO LE FORZE DELL’ORDINE, DAVANTI AL MINISTERO DELL’ECONOMIA (VIDEO) 2. SONO LORO I MODERNI BLACK BLOC? QUELLI DA CUI DOVREMMO GUARDARCI? SONO LORO CHE A OGNI PIE’ SOSPINTO METTERANNO A FERRO A FUOCO LE CITTÀ? SONO LORO LE TESTE CALDE CHE I POLIZIOTTI, IERI, HANNO LASCIATO GIOCARE ALLA GUERRIGLIA URBANA? 2. OGGI QUEI BLACK BLOC SONO SUPERATI DALLA TECNOLOGIA. LA “NUOVA INTERNAZIONALE” DELL’ANTISISTEMA LE SUE “MANIFESTAZIONI” ANTI-SISTEMA LE FA VIAGGIARE SUL WEB, LA “NUOVA SPECTRE” SI CHIAMA “ANONYMOUS”. E CON LORO DOVREMO FARE I CONTI

1. VIDEO -http://www.ilgiornale.it/video/cronache/tattica-dei-black-bloc-959940.html

2. GIOVANISSIMI, VIOLENTI E SENZA SIGLE
LE NUOVE LEVE DEGLI INCAPPUCCIATI
Guido Ruotolo per La Stampa


In tutto sono una trentina. Tra quelli fermati alla vigilia della manifestazione e quelli bloccati ieri pomeriggio, mentre assaltavano le forze dell'ordine, davanti al ministero dell'Economia. Giovani, meno giovani, professionisti della violenza, studenti, anarcoinsurrezionalisti.

Tra loro ci sono i turisti della violenza, come i cinque francesi fermati e rispediti a casa giovedì mentre facevano un sopralluogo lungo il percorso del corteo. Ma poi ci sono gli «incappucciati» fermati ieri pomeriggio, che quando i loro «cattivi maestri» si affacciarono al G8 di Genova nel 2001 avevano quattro anni o al massimo frequentavano la seconda media.

Sono loro i moderni Black bloc? Quelli da cui dovremmo guardarci? Sono loro che a ogni pie' sospinto metteranno a ferro a fuoco le città? A sera, tracciando un bilancio di una giornata da dimenticare - ma nello stesso tempo da ricordare per il successo del dispositivo di ordine pubblico e vissuta comunque al cardiopalmo - impegnati a contare i fermati, a controllare Porta Pia, gli addetti ai lavori sembrano poco interessati a letture sociologiche.

I quindici «incappucciati» fermati ieri pomeriggio, hanno una età che varia dai 16 ai 25 anni. Sono soprattutto giovani venuti da fuori: 5 romani, 2 napoletani, 1 di Pesaro, Caserta, Arezzo, Genova, Barletta. E' c'è anche un ciociaro e un albanese. Dai primi accertamenti, non sembra che i 15 facciano parte di una unica organizzazione.
Giovani violenti che copiano i vecchi cattivi maestri? Sicuramente c'è anche questo, tra i ragazzi attratti da pratiche violente da estendere al movimento. Il bersaglio forze di polizia, della violenza del movimento, esiste già dagli Anni Settanta e continuano a esserlo ancora oggi.

Ma detto ciò, si respira una strana sensazione, una consapevolezza diversa su dove andare a cercare i Black bloc del futuro. O meglio su quella che sarà la nuova frontiera delle pratiche illegali contro le istituzioni. Forse, dovremmo andare a cercarli lungo le immense praterie del web. Sono i cyber-terroristi che rappresentano «l'evoluzione moderna di quel movimento che alla fine del secolo scorso si affacciò sulla scena internazionale».

Oggi quei Black bloc sembrano superati. Non solo dagli anarcoinsurrezionalisti pronti a spedire pacchi-bomba, ad organizzare agguati armati (la gambizzazione di Genova dell'ingegner Adinolfi, ad di Ansaldo Energia), a diffondere i loro programmi sul web. Una sigla come la Fai, federazione anarchica informale, ha conquistato l'attenzione dei media per le sue azioni eversive e terroristiche.

La «nuova internazionale» dell'antisistema che viaggia sul web, la «nuova Spectre» si chiama «Anonymous». E con loro dovremo fare i conti.

Non è strano che la sezione italiana del network di utenti online che opera in forma anonima e rivendica la paternità di azioni di pirateria informatica, abbia deciso di assumere come propria la piattaforma politica della manifestazione romana di ieri?
«Tango down», il nome in codice dell'azione di ieri dei cyber terroristi italiani, che hanno oscurato per diverse ore diversi obiettivi: i ministri delle Infrastrutture, dell'Economia, la Corte dei Conti, la Cassa depositi e prestiti. Guarda caso, gli stessi del movimento, degli organizzatori della manifestazione di ieri.

Magari, i vecchi black bloc, quelli che conoscemmo a Genova in occasione del G8 del luglio del 2001, o nelle altre città che ospitarono i vertici del G8, sono ancora in azione, anche se più vecchi e più acciaccati. Sicuramente non ieri a Roma, vista la giovane età degli «incappucciati» fermati.

Ma nonostante gli emuli, quella violenza pianificata come propria etica di vita ormai sembra aver fatto il suo tempo. La violenza oggi ha bisogno di una motivazione. Anche gli ultrà che diedero man forte agli incidenti nella capitale con gli episodi di San Giovanni due anni fa, sembrano «disinteressati» agli appelli dei movimenti radicali di questi giorni, mesi.

E' ancora presto per capire se prenderanno piede pratiche violente e illegali tra i giovani studenti che si affacciano per la prima volta alle manifestazioni. Presto per scommettere se nella dialettica tra progetto politico e violenza, il nuovo movimento sceglierà l'eversione anarcoinsurrezionalista o pratiche violente di chi, per esempio, nel movimento indica obiettivi mobilitanti di sabotaggio.

2. ECCO COME È STATO PREPARATO L'«ASSALTO» DI ROMA
Giorgio Mottola per
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/ecco-come-stato-preparato-assalto-roma/c8f28e2e-38f1-11e3-a22e-23aa40bc2aa7.shtml

Il gruppo di violenti, che oggi pomeriggio ha scatenato la guerriglia al centro di Roma, sapeva perfettamente quando, dove e chi colpire. Sono le 17.55 quando alla fine di via Pastrengo, poco prima di Via XX settembre, dove ha sede il ministero dell'Economia, passa la coda del corteo pacifico.

Un gruppo di circa venti persone costituisce uno spezzone isolato e compatto. Sono tutti vestiti di nero e, come mostrano le immagini esclusive del video, prima di sbucare nella via del Ministero si calano sul viso le maschere di Guy Fawkes, il rivoluzionario inglese reso celebre dal film V per Vendetta. A meno di cento metri dalle cancellate del dicastero, il gruppo si separa dal corteo e compone un cordone che avanza verso due camionette della Guardia di Finanza, al grido di "assedio, assedio".

Per creare confusione vengono prima lanciati fumogeni e bombe carta e poi, con una manovra a tenaglia, sei finanzieri vengono bloccati fra l'ingresso sbarrato del palazzo e i blindati. Le forze dell'ordine provano a difendersi con gli scudi romani, ma vengono colpiti con mazze e sampietrini: è un assalto in piena regola, qualcuno prova persino a dare fuoco alla camionetta. L'assedio dura per più di cinque minuti e quando i rinforzi arrivano, il gruppo di violenti è già fuggito.

 

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