IOR NAME IS SIMEON - IL “GIOVINE AMICO” DI BERTONE VOLEVA CHE LO IOR COMPRASSE IL 25% DI “LUX VIDE” DELL’OPUS DEI BERNABEI

Marco Lillo per Il Fatto Quotidiano

‘'Caro monsignor Lech, (Piechota il segretario dell'allora Segretario di Stato Tarcisio Bertone, ndr) da parte di un autorevole membro del governo estremamente attento e prudente nei nostri confronti, mi viene partecipato quanto segue: nei prossimi giorni si deve rinnovare la carica di Amministratore Delegato della Sogin (opera nel nucleare e appartiene al Gruppo Finmeccanica) vi sono 2 candidati, quello uscente Mazzuca, nominato dall'ex ministro Scajola e un altro (Nucci) appoggiato dal ministero del Tesoro.

La ragione della richiesta confidenziale sta nel fatto che Mazzuca viene accreditato come "gradito" alla Segreteria di Stato, suggerito da Rocco Buttiglione e vicino a monsignor Crepaldi (arcivescovo di Trieste, ndr). Vorrebbero avere opinione mia prima di procedere. Le sarei grato di un suggerimento. Domani, fino a giovedì verso le 15, sarò in Istituto a Roma. Suo Ettore Gotti Tedeschi".

Bisogna leggere le mail di Ettore Gotti Tedeschi per capire il suo ruolo di ponte tra le sponde del Tevere negli anni del governo Berlusconi. In quella spedita il 6 settembre 2010 e sequestrata dalla Procura di Napoli nell'indagine Finmeccanica chiede a nome di un ministro, che potrebbe essere Tremonti, se raccomandare Mazzuca per guidare la società pubblica che si occupa delle scorie nucleari. Non conosciamo la risposta, comunque la spunterà il rivale Nucci.

Gotti in quei giorni organizza anche l'incontro chiesto dal Segretario di Stato Bertone con l'allora direttore generale del tesoro Vittorio Grilli. Il 13 giugno chiede premuroso a Bertone: "Posso ricordare la proposta di incontro con il professore Vittorio Grilli, Direttore Generale del ministero del Tesoro per il 28 giugno (se possibile da fine mattinata alle 17)?

Secondo indicazioni ricevute". Grilli poi cercherà di diventare Governatore della Banca d'Italia con l'appoggio di Bertone, senza riuscirci, per poi finalmente planare sulla poltrona di ministro dell'Economia con il governo Monti. Quando fu cacciato all'improvviso - con la
benedizione di Bertone - dalla presidenza dello Ior, Gotti Tedeschi rimase di stucco.

Avrà ripensato a quando un anno e mezzo prima si opponeva ai progetti di un potente e giovane amico del Segretario di Stato: Marco Simeon, 34enne, allora direttore di Rai Vaticano e delle relazioni istituzionali. Simeon a fine 2010 voleva che lo Ior comprasse per 20 milioni una quota del 25 per cento della Lux Vide, la grande società di produzione vicina al Vaticano fondata dall'ex direttore generale Rai Ettore Bernabei, 92 anni, partecipata anche da Tarak Ben Ammar, Pellegrino Capaldo e Banca Intesa.

Simeon non sembra un manager Rai quando scrive il primo dicembre 2010: "Caro Ettore, credo fermamente nel progetto Lux Vide (...). Ho incontrato il Presidente Geronzi col quale ho analizzato alcune strategie che qui ti trasmetto, affinché Tu possa rivolgerle al Cardinale (Bertone, ndr). (...) Tarak Ben Anmmar è la figura più rappresentativa in campo televisivo che abbia I'Italia e non solo; Egli è l'uomo di Vincent Bolloré (titolare di una grande partecipazione in Mediobanca e Generali), siede nel cda di Mediaset (...) Tarak è uomo d'affari, di primo livello, poliedrico e fiduciario di un sistema di interessi che vanno dalla comunicazione alla finanza.

È lui il principale attore di quella che io vorrei chiamare per comodità ‘New Lux'; (...) lo Ior propongo che entri attraverso l'acquisto di quote appartenenti alla famiglia Bernabei, per una percentuale tra il 25-30%. In tal modo sarebbe possibile pianificare un futuro della società contando sulla quota di Tarak e Capaldo che volentieri aderirebbero a un piano di rilancio". Simeon pensava a un aumento del peso di Tarak "in tal caso Ior e Ben Ammar controllerebbero la Lux".

Il manager Rai scrive: "I rapporti con la Rai potrebbero essere regolamentati in modo migliore e la presenza di Tarak potrebbe aprire a Mediaset il mercato Lux". Simeon conclude "dopo aver chiesto parere al presidente Geronzi, Ti sottopongo l'ipotesi di ricorrere al Cardinale e al cda affinché ti autorizzino ad avviare la trattativa di acquisto quote per una somma non superiore ai 20 mln di euro, per l'acquisto di una partecipazione non inferiore al 25 per cento".

Poi aggiunge : "Sarò lieto di accompagnare questo progetto, con un impegno che se sarà richiesto metterò a disposizione in modo diretto e personale. È ovvio che sarò lieto se vorrai condividere direttamente con il presidente Geronzi quanto su indicato. Con Stima Marco Simeon".

Gotti stronca la proposta in una mail del 3 dicembre. Nel suo "promemoria riservato e confidenziale" a Tarcisio Bertone scrive: "il valore richiesto non è frutto di vere valutazioni di mercato (...) il valore sarebbe molto più basso". Alla fine non se ne farà nulla. In compenso la Lux Vide, nel 2012 senza lo Ior ha ricominciato a lavorare con Mediaset producendo Romeo e Giulietta.

 

Pellegrino Capaldo Bertone Grillo Marco Simeon Bernabo Bocca e Benedetta Geronzi Ettore Bernabei GOTTI TEDESCHI PAPA RATZINGER E DOMENICO GIANI Tarak Ben Ammar

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)