assemblea pd ergife maggio 2018 renzi orfini

“IL PD MERITA I FISCHI” - GIUSEPPE DE RITA: “IL PROBLEMA NON E’ FARE UN PARTITO NUOVO MA COME CI SI RICOLLEGA ALLA SOCIETA’ - QUESTA È LA SOCIETÀ DELL'IMMEDIATEZZA E QUELLO CHE SEMBRA OGGI SOLIDO PUÒ FINIRE COSÌ COME È COMINCIATA. DI MAIO E SALVINI OGGI INTERPRETANO IL RANCORE MA LA RUOTA PUÒ GIRARE…”

giuseppe de rita

Maria Berlinguer per “la Repubblica”

 

«Fischiare il Pd è diventato una specie di sport nazionale. Qualche volta il primo "buuu" non è del tutto spontaneo ma poi la folla si accoda. È un po' come negli stadi: un ultrà comincia a contestare un giocatore, la curva gli va dietro. E al povero campione spesso non resta che cambiare casacca. Magari i dirigenti del Pd ci mettono anche del loro ma non è per questo che sono impopolari. È che la politica ha fatto del rancore la sua cifra: e chi c' era prima finisce per diventare responsabile di tutte le colpe, anche di quelle non sue». Rileggendo le contestazioni ai funerali di Genova, così dice il decano dei sociologi Giuseppe De Rita, che dal Censis fotografa da decenni la società italiana.

 

Dunque il destino del Pd è segnato? Farebbe forse bene a cambiare nome?

«No. Questa è la società dell' immediatezza e quello che sembra oggi solido, la luna di miele della maggioranza dei cittadini con questo governo, può finire così come è cominciata. Di Maio e Salvini oggi interpretano il rancore ma la ruota può girare».

RENZI MARTINA

 

Il Pd non ha allora niente da rimproverarsi?

«Sicuramente sì, ne ha di cose da rimproverarsi. Ma il problema non è fare un partito nuovo, l' hanno già fatto con il Pd e ne pagano ancora le conseguenze. Il problema è come ci si ricollega alla società dell' immediatezza».

 

Come ci si può ricollegare?

RENZI MARTINA GENTILONI LINGOTTO

«Ricostruendo un terreno di coesione sociale. L'obiettivo è portare i cittadini a riconoscersi nello Stato e aiutarli a non considerare più la politica come qualcosa di avulso dalla realtà, lontanissima dai problemi reali delle persone che hanno imparato, soprattutto negli anni duri della crisi economica, ad arrangiarsi da soli. Ma la frammentazione della società non deve spaventare, è un fenomeno naturale legato anche alla digitalizzazione.

Il centrosinistra non deve guardare al passato, rimpiangendo il bel tempo che non c'è più, ma accettare la sfida confrontandosi con una società sempre più frammentata dove il ceto medio, un tempo il suo bacino elettorale, ha pagato più di tutti a crisi. E si è allontanato».

 

Beppe Grillo VAFFADAY DI GENOVA FOTO LAPRESSE

Quando si è spezzato il legame tra politica e la società?

«È stato un percorso lungo. Da noi direi che tutto è cominciato con il Vaffa-day di Grillo nel 2007. Quello è stato il simbolo della rottura. E da allora si è proceduto per rotture successive, fino alla vittoria delle ultime elezioni della forza politica che si è presentata in totale antagonismo con il passato, tutto sempre negativo, il M5S. In più la Lega di Salvini, pur essendo un partito di lungo corso che ha governato più anni del Pd, è riuscita far dimenticare il suo passato, presentandosi come forza nuova. Gran parte del successo di Lega e M5S si deve alla capacità di comunicare dei loro leader».

conte salvini di maio

 

Salvini e Di Maio hanno vinto solo per questo?

«Direi che hanno vinto Salvini, Di Maio e i loro staff della comunicazione. Siamo nella fase della politica dell' annuncio e su questo per ora sono imbattibili. Hanno grandi staff della comunicazione che ogni mattina decidono qual è la notizia del giorno e lavorano alle dichiarazioni il più possibile enfatiche dei loro leader. Rilanciandole anche sui social, riescono così a monopolizzare il dibattito politico e l' informazione».

Funerali di Stato a Genova- applausi a Di Maio e Salvini

 

Ma può bastare questo a difendere un consenso oggi molto alto?

«Governare, in effetti, non è solo dichiarare ma agire. Scegliere dove investire. Anche per questo, nell' éra dell' immediatezza e del rancore il consenso è volatile. Può scemare all' improvviso».

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