salvini euro

GLI INDUSTRIALI DEL NORD CONTRO IL TATTICISMO DA POKERISTA DI SALVINI – SBRIGATEVI A FARE UN GOVERNO: TECNICO, POLITICO, A STRISCE O A POIS. BASTA CHE LO FATE – UNICO REQUISITO RICHIESTO: RESTARE IN EUROPA E CON L’EURO – ED ALLE ULTIME ELEZIONI MOLTI IMPRENDITORI HANNO VOTATO LEGA

 

Roberto Rho per la Repubblica

 

Alberto Dal Poz

A questo punto va bene (quasi) tutto, pur di scongiurare il caos. Un governo politico, uno tecnico (la soluzione preferita), perfino le elezioni. Purché si rimetta il Paese nei binari quantomeno dell' ordinaria amministrazione, purché ci siano un premier e un ministro legittimati a sedersi ai tavoli europei - perché l' Europa si può ridiscutere, ma da dentro - purché si eviti questa confusione che genera incertezza e sfiducia, i due più grandi nemici delle imprese. Più dello spread e delle oscillazioni dei mercati.

 

«Senza fiducia non si investe - dice Alberto Dal Poz, torinese, amministratore delegato della Comec e da un anno presidente di Federmeccanica - e questo vale tanto per gli imprenditori quanto per i grandi clienti che fanno le loro scelte. L' incertezza, l' instabilità, la precarietà del sistema sono altrettanti buoni motivi per fermarsi, o per guardare altrove. I mercati non aspettano noi».

 

Andrea Tomat

«La ripartizione delle forniture da parte dei grandi gruppi internazionali tende già a diminuire il peso dell' Italia - conferma Andrea Tomat, presidente della Lotto Sport di Montebelluna, provincia di Treviso - e ad avvantaggiare i Paesi più stabili. Con tutta questa incertezza stiamo creando un pregiudizio negativo sull' Italia in una fase di ripresa. Rischiamo di perdere sei mesi, un anno di congiuntura favorevole».

 

È questo quello che fa arrabbiare gli imprenditori, abituati a badare al sodo: l' opportunità di poter correre, di aumentare la velocità, e non poterlo fare perché la strada è piena di buche. Dopo tre mesi appesi alle cronache politiche e gli ultimi giorni passati a scrutare i monitor con gli indicatori dei mercati finanziari, hanno perso la speranza di un assestamento duraturo del quadro politico. Qualcuno, soprattutto nel Nord Est, il bacino elettorale della Lega, prova a evitare il "mea culpa" sottolineando la distanza tra lo stile amministrativo prudente e attento al mondo produttivo del governatore Luca Zaia, sul territorio, e quello sguaiato, spregiudicato, a livello nazionale, di Matteo Salvini.

luigi di maio matteo salvini

 

Non hanno paura dello spread, non credono all' eventualità di una nuova stretta del credito da parte delle banche gonfie di titoli di Stato: «A differenza di cinque, sei anni fa ora le aziende sono sane. E l' interesse delle banche è prestare il denaro a chi sanno che ha la capacità di restituirlo». Ma non accettano che vengano messe in discussione l' appartenenza all' Europa e la moneta unica.

 

«Non siamo nella condizione di dettar condizioni - sintetizza Tomat - Certo possiamo, anzi dobbiamo rinegoziare i costi della rappresentanza in Europa, che per noi sono troppo elevati, la farraginosità della burocrazia, le regole del gioco che la Germania ha imposto a misura del proprio modo di vedere il mondo. Ma l' unica opzione, per quanto critica, è stare dentro l' Europa e l' euro».

Luciano Vescovi

 

«Qualunque cosa accada le scelte dell' Italia sono vincolate alla necessità di ripagare il debito pubblico e di andare avanti nel processo di integrazione: dentro questo percorso bisogna stare. E la nostra parola d' ordine dev' essere disciplina, l' unica possibile in queste condizioni», ragiona il presidente degli industriali di Vicenza Luciano Vescovi. Che non vede l' ora di uscire da «questo Truman Show nel quale siamo precipitati. È un incubo: in tre mesi siamo passati da una situazione stabile e ordinata alla confusione totale».

 

MARCO BONOMETTI

E torniamo daccapo, cioè alla necessità di ripristinare quel contesto minimo di stabilità e di fiducia nel futuro nel quale le imprese possano programmare gli investimenti e affrontare la competizione sui mercati. Tanto quelli internazionali, dove la concorrenza con gli stranieri rischia di tornare impari, quanto su quello nazionale, che rischia di veder soffocati quei segnali di ripresa ancora fragili che si erano percepiti negli ultimi due anni.

 

Ciò su cui gli imprenditori, tutti, non hanno avuto difficoltà a concordare è che il prerequisito per ottenere questo risultato minimo è la salvaguardia delle istituzioni e del senso dello Stato, che pure nei giorni scorsi hanno subito scrolloni violenti. «L' invito che l' industria lombarda rivolge alla politica, nei giorni in cui viviamo uno scontro istituzionale senza precedenti, è ad abbassare i toni e a recuperare il senso dello Stato - dice il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - La sua distruzione ne pregiudica il futuro, danneggia le imprese e azzoppa le prospettive per i giovani».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...