donald trump usa ue

ORA CHE GLI USA HANNO DICHIARATO GUERRA ALL’UE, LA “TRUMPETTA” GIORGIA MELONI CHE FA? – LE SANZIONI A CINQUE FUNZIONARI EUROPEI, TRA CUI L’EX COMMISSARIO THIERRY BRETON, TRATTATI COME OLIGARCHI RUSSI, SONO UN’ESCALATION MAI VISTA NEI RAPPORTI TRA WASHINGTON E BRUXELLES. CON LA SCUSA DEL FREE SPEECH (SISTEMATICAMENTE VIOLATO DALLA PRESIDENZA TRUMP, CHE CENSURA E LIMITA L’ACCESSO AI GIORNALISTI), L’OBIETTIVO È DESTABILIZZARE IL VECCHIO CONTINENTE, PER FAVORIRE GLI OLIGARCHI TECH. L’UE SARÀ QUEL CHE SARÀ, MA È L’UNICO ARGINE ALLO STRAPOTERE DEI COLOSSI DELLA SILICON VALLEY...

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per www.corriere.it

 

ursula von der leyen thierry breton

Dal braccio di ferro della Ue, nell’era del commissario Mario Monti, contro Microsoft accusata di abuso di posizione dominate – una disputa iniziata nel 1998 e sfociata nella prima maximulta transatlantica nel 2004 – a una vera e propria «guerra fredda» sull’alta tecnologia, scatenata dagli Usa contro Bruxelles.

 

Un’offensiva fatta di dazi punitivi e, ora, anche di messa al bando di personaggi, primo fra tutti l’ex Commissario Breton, accusati di essere paladini delle norme per la protezione degli utenti digitali. Leggi – il Digital Markets Act e il Digital Service Act – votate l’anno scorso ad ampia maggioranza e sostenute da tutti i Paesi dell’Unione.

 

DONALD TRUMP E ELON MUSK SI SPARTISCONO IL MONDO

Nell’era di Donald Trump e dei giganti tecnologici che lo sostengono, siamo passati bruscamente dai conflitti tra la Commissione Ue e singoli giganti della Silicon Valley [...] a una sfida lanciata dal governo americano che ha per oggetto natura e i limiti del free speech e della sovranità digitale.

 

Con l’Europa che, dopo aver rinunciato a luglio a introdurre una digital tax invisa agli americani per disinnescare i dazi punitivi di Trump, oggi, col governo Usa che arriva a trattare funzionari e politici europei come fossero oligarchi russi sottoposti a sanzioni, si vede costretta ad affermare con un suo portavoce che »la sovranità normativa della Ue non è negoziabile».

    

DONALD TRUMP CONTRO L EUROPA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Davvero Washington, dopo aver accusato le democrazie europee si essere illiberali, vuole costringere l’Europa a rimangiarsi le sue leggi? E come si è arrivati a tanto?

 

[...]

 

Per oltre un quarto di secolo le tensioni tra Bruxelles e i giganti di big tech sono state un fatto endemico nel quale il governo americano non ha fatto interventi di grande peso anche perché fin dall’inizio, nel 1998, l’indagine Ue seguì una analoga denuncia contro Microsoft dello stesso ministero della Giustizia Usa.

    

Dopo Microsoft toccò, nel secondo decennio del Ventunesimo secolo, al nuovo gigante di internet, Google, condannato per tre volte a multe miliardarie per comportamenti anti concorrenziali [...].

  

ELON MUSK CONTRO THIERRY BRETON

Col GDPR, il regolamento per la protezione dei dati votato nel 2016 ed entrato in vigore due anni dopo, l’Europa fa un salto di qualità: non più solo concorrenza e mercato, ma anche privacy, protezione dei dati dei cittadini da tenere al riparo da usi abusivi di big data.

 

Non cause con singole aziende ma un nuovo sistema che costringe le grandi imprese digitali, quasi tutte americane, a ripensare il loro modo di raccogliere dati «a strascico» appropriandosi di tutti quelli dei loro utenti e delle loro interazioni.

   

Con le due leggi di regolamentazione del 2024 (Digital Markets Act e Digital Service Act, ricordati sopra) e le prime sanzioni per le violazioni comminate ad Apple (1,8 miliardi di euro), Meta (797 milioni) e X (120 milioni), le tensioni diventano improvvisamente incendio.

 

donald trump - unione europea

Filosofie differenti, dazi e un attacco alla sovranità normativa dell’Europa

La durissima reazione americana può essere interpretata in tre modi:

 

1) la rottura degli argini di tensioni latenti e crescenti legate ad alcune differenze di fondo tra Stati Uniti ed Europa in materia di tutela dei cittadini e libertà delle imprese: i Paesi del Vecchio Continente, abituati ad un maggior livello di intervento pubblico, che mettono al primo posto la tutela delle libertà civili dei loro cittadini e la protezione dei consumatori mentre nel Nuovo mondo si punta soprattutto su dinamismo imprenditoriale, competitività globale e tutela della sicurezza nazionale.

 

THIERRY BRETON - EUROPEAN MEDIA FREEDOM ACT

Il valore della tutela della privacy non è ignorato, ma rimane nelle retrovie: bisogna competere con la Cina che l’ha spazzata via. Partendo da quest’ottica, l’Amministrazione Trump percepisce le norme europee come barriere protezionistiche che colpiscono in misura prevalente imprese americane (inevitabile, visto che in campo digitale dominano quelle della Silicon Valley).

 

2) Trump che Usa anche le regole in materia digitale per giocare la partita che più lo appassiona: quella dei dazi. A luglio Bruxelles ha rinunciato alla digital tax per ottenere la riduzione al 15% dei balzelli mozzafiato che il presidente americano aveva detto di voler imporre alla Ue. Ma per acciaio e alluminio i dazi sono rimasti al 50% e ad agosto, mentre l’Amministrazione Usa estendeva di nuovo il ricorso a maxidazi, applicandoli a molti prodotti che contengono quei metalli, il ministro del Commercio Howard Lutnick ha sollecitato la Ue a rivedere le norme digitali in senso più favorevole alle imprese Usa, promettendo, in cambio, un atteggiamento più morbido di Washington sui dazi.

 

ELON MUSK THIERRY BRETON

3) La presidenza Trump che, nel secondo mandato, è autoritaria all’interno e imperiale nei rapporti internazionali, sta portando l’escalation nel rapporto coi vecchi alleati a un nuovo livello: se all’interno The Donald demolisce il sistema di pesi e contrappesi che per oltre due secoli ha garantito l’equilibrio della democrazia americana, all’estero mette sotto pressione crescente i suoi partner.

 

[...]

 

Le dure parole del segretario di Stato Marco Rubio - la cui nomina, un anno fa, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo agli occidentali che vedevano in lui la faccia moderata e dialogante del trumpismo - fanno, purtroppo, temere che si stia andando verso la terza ipotesi: «La nostra politica estera America First prevede che venga respinta ogni violazione della sovranità Usa».

 

donald trump europa

Rubio definisce, poi, le leggi europee che si applicano a imprese americane solo quando operano nel nostro continente «un eccesso di interventi extraterritoriali da parte di censori esteri». Con la moderazione dei contenuti immessi in rete per bloccare calunnie, diffusione di palesi falsità e odio, equiparati a bieca censura, anche se in passato Facebook, Twitter e le altre reti Usa hanno messo al lavoro decine di migliaia di «moderatori».

  

Ma nell’America di Trump, Vance e dei loro imprenditori-filosofi del tecnoautoritarismo fa testo solo la linea radicale del «figliol prodigo» Elon Musk: l’«assolutismo del free speech». Non a caso il salto di qualità nello scontro tecnologico con l’Europa arriva pochi giorni dopo il dirompente documento strategico Usa e la multa Ue a Musk (la più lieve di quelle fin qui comminate da Bruxelles). Incassata con sobrietà dall’uomo da 750 miliardi di dollari: si è limitato a chiedere lo scioglimento dell’Unione europea.

GIORGIA MELONI NELLO STUDIO OVALE INSIEME AI LEADER EUROPEI E DONALD TRUMPdazi americani in vigore nell ue al 29 ottobre 2025 - cruscotto confindustria

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO