GNUDI, PENSACI TU! - SOLO IL NEOMINISTRO PUÒ FERMARE L’ULTIMO SCIAGURATO REGALINO DI MICHELA BRAMBILLA ALLE TASCHE DEI CONTRIBUENTI: UN GIORNALE ON LINE SUL TURISMO DA 4,5 MLN - IL PROGETTO È FERMO TRA CORSI E RICORSI AL TAR, MA 1,5 MLN SONO GIÀ STATI SPESI PER PAGARE 5 “PROJECT MANAGER”, TUTTI CONOSCENTI E COLLABORATORI VOLUTI DALL’EX MINISTRO E INGAGGIATI CON UN CONTRATTO DI 3 ANNI…

Daniele Martini per "Il Fatto Quotidiano"

Michela Vittoria Brambilla ci aveva preso gusto. Dopo essersi baloccata con Italia.it, il criticatissimo e secondo molti osservatori inutile portale del turismo costato la bellezza di circa 7 milioni di euro, l'ex ministro del Turismo stava raddoppiando con un altro giocattolo, una specie di giornale on line. Un gingillo pesante e caro, altri 4 milioni e mezzo di euro, con una redazione bella folta di 20 giornalisti: un direttore, 5 redattori a tempo pieno, 10 redattori specializzati nel web e 4 redattori in lingua (inglese, francese, tedesco e spagnolo).

Al momento e per fortuna i quattrini per lanciare l'iniziativa sono stati spesi solo in parte e in altra parte semplicemente impegnati, ma c'è il rischio che alla fine debbano essere tirati fuori tutti quanti, nonostante la Brambilla abbia dovuto traslocare dal suo ufficio ministeriale di via della Ferratella in Laterano a Roma. E nonostante il giornale del turismo non sia proprio in cima ai pensieri di operatori del ramo e manager delle vacanze. La gara per il lancio del quotidiano da sovrapporre al portale è stata espletata e c'è un vincitore, un raggruppamento di 3 imprese: Monrif Net Srl-Zeppelin group Srl-Paesionline Srl.

La prima è una società di cui è presidente e amministratore un giovanotto, il ventitreenne Matteo Monti Riffeser della famiglia di editori della Nazione, Resto del Carlino e Giorno. La seconda è un'azienda di Bolzano che si occupa di vendita di software e la terza è una società dei Castelli romani, amministrata da un certo Luca Cotichini, specializzata in guide turistiche e offerte di pacchetti vacanza on line presentati da appena un anno anche in tedesco, spagnolo e francese.

Monrif e le altre due aziende per ora sono ferme sulla porta perché il nuovo giornale è finito in una specie di limbo. La seconda classificata nella gara, la società Unicity, ha ritenuto che la commissione giudicante avesse commesso irregolarità nella valutazione delle offerte e quindi ha fatto ricorso al Tar del Lazio. La sentenza è prevista a breve.

Anche se i giudici amministrativi dovessero decidere di rimettere in discussione la graduatoria, però, la sentenza di per sé non potrebbe fermare il giornale della Brambilla che continuerebbe a progredire quasi per forza d'inerzia, magari anche a dispetto di dio e dei santi, drenando altri quattrini pubblici.

Solo il nuovo ministro, Piero Gnudi, potrebbe far ritornare nel cassetto il costoso progetto, magari dando l'indicazione di smontare il giocattolo al direttore generale delle Politiche turistiche del ministero, Roberto Rocca. Facendo così capire anche con questa decisione di voler far calare il sipario sulla precedente gestione della politica turistica, contrassegnata da decisioni estemporanee e spesso clientelari e da strappi continui.

A partire dalla scelta di commissariare l'Enit, l'ente del turismo, per arrivare alla decisione di nominare un direttore, Paolo Rubini, con un curriculum vuoto di incarichi in ambito turistico, ma in cui spicca la sua attività di collaboratore della Brambilla nel lancio dei Circoli berlusconiani della libertà. Dall'idea di far nascere una società per la convegnistica, Convention Bureau, capace in appena tre mesi di mangiarsi più di 500 mila euro, alla scelta del ministro di affidare la guida di questa nuova struttura allo stesso direttore dell'Enit assegnandogli un secondo stipendio di altri 130 mila euro. Tutte faccende molto criticate e ora al vaglio, tra l'altro, della Corte dei Conti e sulle quali anche il Pd vorrebbe fare chiarezza.

A questo proposito il deputato Ludovico Vico ha avanzato una proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle responsabilità amministrative nella gestione della politica turistica, dell'ente del turismo, del Dipartimento del ministero e sull'operato dell'ex capo di gabinetto, Claudio Varrone.

Dei circa 4 milioni e mezzo di euro in ballo per il giornale on line della Brambilla, al momento è stato speso più di 1 milione e mezzo. Quattrini serviti soprattutto per pagare gli stipendi a 5 "Project manager" voluti dall'ex ministro, suoi conoscenti o stretti collaboratori politici, ingaggiati con un contratto della durata di 3 anni. I 5 "manager" dovrebbero occuparsi di tecnologie e innovazione, di comunicazione digitale e social network, della promozione e del coordinamento delle redazioni locali e del media designer.

Ma considerato che per ora il giornale non c'è, probabilmente non si stanno ammazzando di lavoro, e considerato anche l'impegno dei "project manager" da solo non è sufficiente a far girare un portale, nel frattempo è stata allestita una redazione volante con altri professionisti definiti "Junior web content editor", cioè redattori che scrivono, selezionano, mettono e tolgono i contenuti dalle pagine on line. Al momento nel cassetto quindi ci sono ancora circa 3 milioni di euro. Tre milioni che forse potrebbero essere utilizzati altrimenti e meglio per promuovere l'Italia turistica nel mondo.

 

MICHELA VITTORIA BRAMBILLA MICHELA VITTORIA BRAMBILLA MICHELA VITTORIA BRAMBILLA MICHELA VITTORIA BRAMBILLA - copyright PizziPIERO GNUDI Andrea Riffeser Monti ad Poligrafici Editoriale con i figli Bruno e Matteo

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