NON SIAMO STATO, NOI - DOVE ERA NASCOSTO IL BOSS DEI BOSS DEI CASALESI, MICHELE ZAGARIA? STANATO NEL CENTRO DEL SUO PAESE, CASAPESENNA! E CI SONO VOLUTI ANNI PER ARRESTARLO? - “CAPASTORTA” HA ACCOLTO LE MANETTE CON UN EPITAFFIO PER LA CAMORRA: “AVETE VINTO VOI, HA VINTO LO STATO” (CHI GLI SCRIVE I TESTI, SAVIANO?) - ZAGARIA ERA CONSIDERATO IL “RE DEL CEMENTO”, CON IMPRESE IN TUTTA ITALIA - LA DDA È VICINA AL COLPO DI GRAZIA: AL GABBIO IL CAPO INDISCUSSO E FIATO SUL COLLO AI REFERENTI POLITICI (RICHIESTA D’ARRESTO PER COSENTINO E GIGINO CESARO INDAGATO)…

Telefonata del boss latitante Michele Zagaria e di Antonio Iovine ad un giornalista a cui rimproverano di aver scritto falsità
http://www.youtube.com/watch?v=0GJUwYhyPE4


1 - DOPO 16 ANNI IN MANETTE MICHELE ZAGARIA IL SUPERBOSS DEI CASALESI: HA VINTO LO STATO
Piero Rossano per "Corriere.it"

Alle 11.30 di questa mattina, mercoledì, un'operazione della polizia coordinata dal pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha posto fine alla latitanza del superboss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria. L'ultimo capo della cosca casertana è stato scovato dalla squadra Mobile di Caserta, all'interno di un covo individuato sin dai giorni scorsi in un fondo agricolo di via Mascagni, una traversa di via Crocelle nel cuore della sua Casapesenna, dove gli investigatori erano sicuri si nascondesse la primula rossa della feroce organizzazione criminale, latitante dal 1995.

LE SUE PRIME PAROLE - Le prime parole che il boss Michele Zagaria ha rivolto ai magistrati della Dda che l'hanno raggiunto nel bunker (Cafiero de Raho, Catello Maresca e Raffaele Falcone, Marco Del Gaudio) sono state ironiche: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato».

L'INTERVENTO DELL'AMBULANZA - Gli agenti hanno dovuto scavare per raggiungere il covo del boss, colto da malore al momento dell'arresto al punto da richiedere l'intervento di un'ambulanza. Scene di giubilo e di entusiasmo tra le forze dell'ordine, che hanno cominciato ad abbracciarsi e a scandire slogan. Al blitz hanno preso parte anche uomini della squadra Mobile di Napoli e carabinieri. Alle 11.42 il boss non è ancora uscito dall'abitazione in cui dopo 16 anni gli agenti sono riusciti finalmente a stringergli le manette ai polsi.

IL RE DEI CASALESI - Michele Zagaria, 53 anni, detto «capastorta», considerato il capo dei capi dei Casalesi, era l'ultimo dei boss storici del clan ancora latitante. Un anno fa, nel novembre del 2010, in manette finì Antonio detto «'o ninno» Iovine, nascosto a Casal di Principe, nella villetta di un incensurato. Prima di lui, il 14 gennaio del 2009, dopo un rocambolesco inseguimento sui tetti a Mignano Montelungo, i carabinieri catturarono Peppe Setola, boss dell'ala stragista del clan facente capo a Francesco «Sandokan» Schiavone, in carcere dal 1998.

2 - CAMORRA: ECCO L'IDENTIKIT DEL CAPO DELLA «CUPOLA», MICHELE ZAGARIA
Da "Corriere.it" del 26 luglio 2010

Un nuovo identikit del superlatitante dei Casalesi Michele Zagaria è stato diffuso oggi dalla polizia scientifica di Napoli, su disposizione dei pm della Dda Raffaello Falcone e Catello Maresca. L'immagine è stata realizzata sulla base delle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia che lo hanno incontrato di recente. L'ultima foto disponibile di Zagaria risale al 1993.

La foto è stata inviata in particolare, oltre che ai posti di polizia di frontiera, alle strutture di cura pubbliche e private di tutta Italia: Zagaria soffre da tempo di patologie epatiche che di recente si sarebbero aggravate, quindi gli inquirenti ipotizzano che possa essere costretto a farsi ricoverare. Nelle immagini (in una porta gli occhiali, nell'altra no) il latitante appare più magro che in passato, maggiormente stempiato e con i capelli ingrigiti. Michele Zagaria, 52 anni, è considerato la «primula rossa» della camorra campana, assieme all'altro latitante «storico» dei Casalesi, Antonio Iovine: su di loro si stanno concentrando da tempo le ricerche delle forze dell'ordine in Campania.

LA SUA STORIA CRIMINALE - Zagaria è il ricercato numero uno del clan dei casalesi, in Italia e all'estero. Viene considerato dalla Dda di Napoli il «re del cemento»: aziende che fanno riferimento a lui e alla sua famiglia sono state «intercettate» in diverse regioni del Nord. I suoi interessi negli appalti pubblici e non partono dalla Campania per estendersi fino al Lazio, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, la Lombardia e, in particolare, l'Emilia-Romagna. Il 19 giugno 2008, nel processo d'appello del maxiprocesso «Spartacus», è stato condannato alla pena dell'ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei casalesi.

NESSUNA INTERCETTAZIONE - La latitanza di Zagaria sarebbe stata aiutata da una rete di telefonia internazionale. Le varie attività investigative, infatti, non hanno mai portato alla luce intercettazioni telefoniche riguardanti lui perché in suo possesso ci sarebbero schede internazionali come quelle svizzere che sono difficili da identificare e da intercettare. In particolare da un indagine è emerso che il boss fosse in possesso di una serie di sim telefoniche svizzere con le quale si metteva in comunicazione con i suoi fedelissimi e la sua famiglia.

COSA SCRISSE SAVIANO NEL 2006 - Sul Corriere del Mezzogiorno, il 30 giugno 2006, l'autore di «Gomorra» scrisse: «E ora è Zagaria, il numero uno. È Michele Zagaria, dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, ad essere stato posto in testa ai latitanti più pericolosi d'Italia. Michele Zagaria, dai molteplici contronomi: Michele di Casapesenna, Capastorta, Manera, è lui il capo operativo del cartello dei «casalesi». È lui che apparentemente con responsabilità fiduciaria ricevuta da Sandokan e Bidognetti, opera come vertice del cartello criminale del cemento.

Michele Zagaria è stato capace di pretendere che la «sua» Casapesenna divenisse un luogo capace di articolare tranquillità per la sua latitanza e un'incubatrice attenta e efficiente per le sue aziende. Imprese vincenti in ogni parte d'Italia. Dalla Toscana all'Emilia, da Sassuolo a Cracovia, le imprese del cartello dei casalesi seguendo la scia del cemento arrivano ovunque.

Come dimostra l'inchiesta dei pm Raffaele Cantone e Raffaello Falcone, coordinata dal capo della pool anticamorra di Napoli Franco Roberti, che il 22 giugno scorso ha portato all'esecuzione di 27 ordini di arresto e al sequestro di beni per quattro milioni di euro, gli imprenditori del cartello dei casalesi,coordinati da Michele e Pasquale Zagaria erano riusciti ad infiltrarsi anche negli appalti per la costruzione della linea Alifana, a vincere gare per la costruzione di parti degli edifici Nato del comprensorio di Licola e ad investire in immobili a Parma e Milano.

Movimento terre, gestione degli inerti, nolo dei macchinari, subbappalti. Questa è la grammatica del clan dei casalesi e in particolar modo della sua nuova frangia dirigenziale di Casapesenna. Zagaria in passato era riuscito a far fittare ad un importante istituto bancario, un edificio abusivo costruito nel centro del paese. Le indagini mostrarono che quella banca era divenuto il vero e proprio pied a terr del clan per i depositi di liquidità. Come una sorta di sportello privato, personale della famiglia imprenditorial- criminale. Anche dall'inchiesta attualmente in corso presso la Procura partenopea emerge una particolare capacità di gestione dei liquidi.

Una abilità capace di fare a meno delle banche stesse. E così seguendo le tracce delle indagini della Procura antimafia emerge un episodio che ha dell'incredibile. Il clan doveva vincere l'asta per l'acquisto di un immobile a Parma. I casalesi avrebbero sconfitto ogni concorrenza potendo presentare la loro offerta in liquidi, tutti sporchi e subito, come si dice da queste parti.

Ebbene non essendoci sportelli di banca aperti, potevano rischiare di perdere l'asta. In una notte mandano un loro uomo dall'Emilia fino al Casertano a raccogliere 500mila euro liquidi. In poche ore. Da Casapesenna, l'«inviato» poi risale al Nord, e il clan acquista l'immobile. Non pistole in bocca, non mitra puntati dietro la schiena. Ma il doppio binario del capitale legale e illegale che si fondono nelle imprese edili vincenti del cartello dei casalesi.

 

MICHELE ZAGARIAfoto e identikit del boss Michele ZagariacasalesiROBERTO SAVIANO CON IL SUO QUADRO BY PERICOLI RAFFAELE CANTONE - Copyright Pizzi

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