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THE GORIS - AL DUPLEX GIORGIO-TRISTINA LA POLITICA HA DATO ALLA TESTA. LUI: “SONO IL RENZI DI BERGAMO”. LEI: “IL MIO VESTITO UN OMAGGIO A MICHELLE OBAMA”

renzi biciclettarenzi bicicletta

1. GIORGIO GORI: “LAVORAVO PER SILVIO MA ORA HO VINTO RUBANDO VOTI A FI”

Rodolfo Sala per “la Repubblica

 

«Per vincere a Bergamo bisognava per forza riprendersi una parte dei voti andati cinque anni fa al centrodestra». Il neosindaco del capoluogo lombardo, Giorgio Gori, spiega così la sua vittoria. Servivano anche le preferenze che un tempo finivano nel serbatoio berluisconiano.

 

giorgio gori in biciclettagiorgio gori in bicicletta

Per questo hanno pensato a lei?

«Nel mio piccolo, credo di rappresentare la nuova identità del Pd. Un partito finalmente capace di uscire dal recinto tradizionale della sinistra. A Bergamo serve un centrosinistra che dialoga con il mondo produttivo: partite Iva, commercio nuove professioni».

 

Gori, quello che lavorava per Berlusconi...

«Già. Ma ci sono state le primarie, il Pd a dicembre ha fatto la sua scelta quando aveva anche altri candidati. E le ho vinte. Convincendo i tanti che all’inizio erano un po’ diffidenti. Dicevano “ma questo Gori che cosa c’entra con noi?”».

 

E lei?

«Parlavo, spiegavo. Non sapevano del mio impegno fin dai tempi del liceo, che ho fatto il servizio civile e lavorato con associazioni ambientaliste. Poi, però, tutto il partito è stato con me».

 

cristina parodi michelle obamacristina parodi michelle obama

Il compagno Gori...

«Qualcuno mi chiama così: mi fa piacere, è il loro modo di farti sentire uno di famiglia».

 

Lei si sente il Renzi di Bergamo?

«Un po’ sì. Sono stato a fianco di Matteo dal primo minuto ».

 

Però anche nella sua città il Pd è andato molto meglio alle europee

che alle comunali...

«Con i voti della Lista Gori, terzo partito a un incollatura da Forza Italia, siamo lì».

 

E l’astensionismo?

«Una decina di punti in meno tra il primo e secondo turno sono fisiologici. In buona parte voti mancati al mio avversario».

 

Sua moglie Cristina Parodi le ha dato una bella mano...

cristina parodi e giorgio gori imitano michelle e barack obamacristina parodi e giorgio gori imitano michelle e barack obama

«Per me è stata fondamentale, la campagna elettorale costa fatica fisica, e la famiglia è fonte di serenità e di sostegno».

 

A chi dedica questa vittoria?

«A Cristina e ai miei figli. Angelica, la più piccola, mi aveva messo un cartello giallo in camera da letto: “Papà ricordati che comunque vada per noi sei sempre il numero uno”».

 

Renzi lo ha sentito?

«Mi ha appena mandato un sms di congratulazioni da Hanoi. Adesso però bisogna mettersi subito al lavoro».

 

Priorità?

ballottaggi   giorgio gori bergamoballottaggi giorgio gori bergamo

«In cima a tutto ci sono le risposte ai più bisognosi. Non per nulla il mio primo impegno da sindaco è stato a manifestazione degli Alpini, che ogni anno invitano i disabili di Bergamo. Ho ricevuto un grande mandato e non voglio tradire la fiducia dei miei concittadini».

 

 

2. PARODI: “NON SIAMO LA SINISTRA AL CAVIALE IL MIO VESTITO? UN OMAGGIO A MICHELLE”

Marco Bresolin per “La Stampa

 

Probabilmente non la vedremo ondeggiare nel giardino di casa con l’hula hoop. Ma a Cristina Parodi non dispiace affatto vestire i panni della «Michelle Obama di Città Alta». Lo ha già fatto domenica, abbracciando suo marito Giorgio Gori, il nuovo sindaco di Bergamo. «Era una citazione» spiega mentre i siti d’informazione accostano la foto degli «Obamas» con quella dei «Goris».

 

ballottaggi   giorgio gori bergamo 2ballottaggi giorgio gori bergamo 2

La first lady con l’abitino bianco e rosso a quadretti, la «first sciùra» pure. «L’ho comprato online mesi fa - ammette l’ex anchorwoman del Tg5, dalla prossima stagione di nuovo in Rai -, speravo fosse di buon auspicio. L’ho pagato 59 euro. Oggi, scontato, ne costa 52». Minima spesa, massima resa. 

 

Perché la Bergamo del forzaleghismo ormai ingiallito ha voltato pagina. Ha scelto di sposare un’immagine più patinata: quella dell’ex manager televisivo col pallino della politica, affiancata a quella della sua signora, che nell’ultimo libro dispensa consigli di stile. «Stimo Michelle Obama, ma per favore non facciamo paragoni: loro sono mostri sacri, noi soltanto delle matricole».

 

CRISTINA PARODI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER GIORGIO GORI CRISTINA PARODI FA CAMPAGNA ELETTORALE PER GIORGIO GORI

Certo, domenica notte il contrasto era forte. E faceva un certo effetto vedere il neosindaco cantare Bella Ciao con gli ex diessini bergamaschi, sotto un tendone tra bicchieri di plastica pieni di birra. Perché c’è ancora chi, da sinistra, continua a considerare quella coppia come un prodotto di Cologno Monzese, nei cui corridoi è sbocciato l’amore sotto lo sguardo di Berlusconi.

 

Mentre, da destra, i «Goris» sono visti come un emblema della «sinistra caviale». «È una definizione sgradevole - si scoccia la Parodi -, anche perché io non sono di sinistra». Ah. «Ma nemmeno di destra. Sì, è vero, in passato ho sempre votato centrodestra e ho creduto molto nel centrodestra. È la tradizione politica della famiglia in cui sono cresciuta». 

Poi però è arrivato Renzi. «Ho iniziato subito a seguirlo. Ha portato una ventata di novità, ha dato un senso di concretezza alla politica. E in Giorgio ho trovato la stessa energia, la stessa convinzione».

 

selfie al bacio per cristina parodi e giorgio gori selfie al bacio per cristina parodi e giorgio gori

Gori il Renzi di Bergamo? «Loro sono la sinistra moderna. Hanno la stessa voglia di cambiare le cose, in fretta. Da una parte per l’Italia e per gli italiani. Dall’altra per Bergamo e i bergamaschi». E anche la stessa testardaggine. Dopo il flop alle primarie per le Politiche del 2013, Gori non si è arreso. «Perché lui è un testone, un vero ariete. Ha superato ogni pregiudizio». Anche le accuse di abusivismo per quella veranda realizzata senza permessi. «Sono stati attacchi brutti, che non ci meritiamo. Ma si sono rivelati un boomerang per gli avversari». Ride. 

GIORGIO GORI LANCIA LA CANDIDATURA A BERGAMO FOTO CRISTINA PARODI GIORGIO GORI LANCIA LA CANDIDATURA A BERGAMO FOTO CRISTINA PARODI

 

E adesso lui, al debutto assoluto in politica, nel primo giorno da sindaco annuncia le sue priorità: «Rimuoveremo le panchine anti-clochard», quelle volute dal sindaco uscente Franco Tentorio (centrodestra). «Lo abbiamo sconfitto - spiega Gori - perché noi siamo andati quartiere per quartiere». Con Giorgio c’era sempre la moglie. «Ho conosciuto quartieri e periferie in cui non ero mai stata - spiega lei -. Ho girato oratori, centri anziani, chiese. E ho trovato uno spirito di coesione e una solidarietà a mio avviso unici. È stata una bella lezione». Che ora bisogna mettere in pratica.

CRISTINA PARODI E GIORGIO GORI SAN VALENTINO CRISTINA PARODI E GIORGIO GORI SAN VALENTINO Cristina Parodi Cristina Parodi

 

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