mario draghi

PIÙ PIL PER TUTTI! - IL GOVERNO HA APPROVATO LA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF: LE PREVISIONI ECONOMICHE SONO MIGLIORI DEL PREVISTO. IL PIL CRESCERÀ DEL 6% NEL 2021 E IL DEFICIT SCENDERÀ AL 9,5% - INASPETTATAMENTE ANCHE IL DEBITO È IN DISCESA AL 154% - PROROGATO AL 2023 IL SUPERBONUS AL 110% - ACCANTONATI LA RIFORMA DEL CATASTO E IL SALARIO MINIMO - LA PROSSIMA FINANZIARIA VARRÀ CIRCA 25 MILIARDI...

 

 

 

 

1 - SUPERBONUS 110%, RINNOVO AL 2023. PROROGA ANCHE PER L’ASSEGNO UNICO AI FIGLI

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

Il Superbonus al 110% prorogato al 2023. Lo ha previsto la Nota di aggiornamento al Def appena approvata dal Consiglio dei ministri. «Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 — si legge nell’introduzione della Nadef — consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale», fra cui appunto l’efficientamento energetico degli edifici.

 

Proroga di un mese per l’assegno unico figli

Oltre alla proroga al 2023 del Superbonus, nel testo della Nota trova spazio anche il rinnovo della cassa integrazione d’emergenza e la proroga dei termini delle domande per l’assegno unico fino al 31 ottobre («Si sarà inoltre in grado di attuare la riforma degli ammortizzatori sociali e un primo stadio della riforma fiscale — si legge nell’introduzione —. L’assegno unico universale per i figli verrà messo a regime»).

mandraghi

 

Nuovi tempi supplementari per le imprese che devono pagare l’Irap sospesa nel 2020. Niente fisco, per ora: le decisioni relative alle misure più importanti sul piano dei conti pubblici è possibile siano rinviate a dopo le amministrative.

 

L’inversione di marcia del debito

La Nota certifica anche l’inaspettata discesa del debito rispetto al 2020. L’anno scorso il debito pubblico aveva toccato quota 155,8% del Pil. Ad aprile il Documento di economia e finanza prevedeva per il 2021 un aumento al 159,8% e invece la Nadef conferma una discesa al 154%. Una buona notizia che Draghi e Franco possono rivendicare.

 

L’appello di 50 aziende

Intanto, oltre 50 aziende operative su tutto il territorio nazionale, hanno scritto una lettera al presidente Mario Draghi chiedendo di rendere strutturale il Superbonus 110%.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

È «uno strumento rivoluzionario, un’agevolazione senza precedenti, con un impressionante potenziale espansivo», spiega Manuele Solazzo, general manager del gruppo Solarplay, azienda che progetta e installa impianti fotovoltaici e interventi di riqualificazione energetica residenziali e industriali sul territorio nazionale.

 

Secondo Solarplay, Nanotecna Italia e QFort, aziende capofila dell’iniziativa, «i dati non ammettono dubbi: il Superbonus 110% ha riacceso i motori all’edilizia italiana. Si calcola che la misura avrà un impatto di 6 miliardi di euro di ricadute dirette sul settore, che diventano 21 miliardi sull’economia nel suo complesso. L’efficienza energetica conviene sia ai cittadini che alle casse dello Stato, anche grazie al maggiore gettito provocato dagli investimenti nel settore».

i posti di daddy draghi 11

 

2 - DRAGHI VERSO UNA MANOVRA DA 25 MILIARDI IL SUPERBONUS PROROGATO ANCHE NEL 2023

Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

Due stop in due settimane, a causa di poche righe. A meno di una settimana dal voto amministrativo nemmeno Mario Draghi riesce a imporsi sui partiti. La delega fiscale, la prima bozza della riforma promessa già la scorsa estate, slitta per l'ennesima volta alla fine di ottobre, dopo i ballottaggi per i sindaci.

 

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1

Al premier è stato fatale il tentativo di inserire nel testo un riferimento - seppur blando - alla riforma del Catasto. Lega, Cinque Stelle e Forza Italia hanno recapitato a Palazzo Chigi un deciso no alla richiesta di approvare la delega oggi stesso insieme alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, l'antipasto della Finanziaria.

 

E così la cabina di regia della maggioranza, riunita ieri pomeriggio, non ha potuto far altro che prendere atto dello stallo. Questa mattina il Consiglio dei ministri approverà solo il secondo documento e la stima aggiornata delle previsioni di crescita. Il Pil alla fine di quest' anno sarà cresciuto (o meglio rimbalzato dopo il tracollo del 2020) del 6 per cento (l'ipotesi precedente era +4,5), il deficit scenderà dall'11,8 al 9,5 per cento.

 

meme su Mario Draghi e il recovery plan

Il miglioramento della crescita e il buon andamento delle entrate fiscali hanno permesso al Tesoro di stimare un calo del debito pubblico sin da quest' anno di circa due punti: nell'ultimo documento di finanza pubblica ad aprile sfiorava il pericoloso tetto del 160 per cento del Pil. Nonostante la fine dell'emergenza pandemica, le manovre di bilancio per il 2022 e 2023 resteranno piuttosto generose, con un margine di nuova spesa pari a un punto di Pil, 18 miliardi.

 

Ciò significa che la prossima Finanziaria varrà circa 25 miliardi, abbastanza per rifinanziare misure costose come i bonus edilizi, in particolare quello - sostenuto dai Cinque Stelle - che garantisce il 110 per cento a chi fa l'adeguamento energetico di interi palazzi fino al 2023. Il resto verrà dal contributo straordinario del Recovery Plan.

 

ivan draghi

L'asse Pd-Cinque Stelle-Cgil - e nonostante i dubbi dello staff di Palazzo Chigi - preme perché fra i collegati alla Finanziaria ci sia invece un primo testo di legge dedicato al salario minimo. Non c'è alcuna speranza che passi in tempi rapidi, ma è un bel vessillo da sbandierare negli ultimi giorni di campagna elettorale.

 

La nota di aggiornamento dei conti non dirà nulla sulla riforma delle rendite catastali, tema da tempo nella lista delle doglianze della Commissione europea. Draghi e il ministro del Tesoro Daniele Franco avevano proposto una formulazione generica, ma non è bastato a superare i timori soprattutto del centro-destra, indietro in tutte le città e preoccupato di non mandare messaggi impopolari all'elettorato più abbiente, quello che pagherebbe il prezzo più alto alla revisione degli estimi.

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

La numero due al Tesoro dei Cinque Stelle Laura Castelli sponsorizza una soluzione che permetterebbe di sgombrare dal tavolo la questione delle rendite catastali e dell'emersione degli immobili fantasma. «Si può intanto ottenere più trasparenza con il miglioramento delle banche dati». Il problema grosso resta però la sperequazione fra gli immobili più vecchi, concentrati nelle città e con valori vecchi di decenni, e quelli più nuovi.

 

daniele franco a cernobbio

Confedilizia fa da tempo la guerra ad ogni riforma, il mondo dell'intermediazione immobiliare è invece favorevole, perché farebbe salire il valore complessivo del patrimonio e aumenterebbe le commissioni per la compravendita. Per evitare tensioni durante la riunione con la maggioranza, Draghi si è seduto con la decisione del rinvio presa. Se ne riparlerà fra un paio di settimane, quando si tornerà a discutere della delega fiscale e occorrerà scrivere la bozza della manovra di bilancio. Un'altra sottosegretaria al Tesoro - Maria Cecilia Guerra di Leu - pronostica l'ennesimo buco nell'acqua: «Le resistenze sono fortissime. Non sono molto ottimista sul fatto che faremo passi avanti».

MARIO DRAGHI RECOVERY PLAN

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”