nava battiston rettighieri

ROTTAMAZIONE GIALLOVERDE – SERGIO RIZZO: IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO NELLE AZIENDE PUBBLICHE HA UN SOLO OBIETTIVO: OCCUPARE TUTTO, TROMBARE I VECCHI MANAGER E METTERE I VICE O GLI AMICI – DA NAVA A BATTISTON PASSANDO PER RETTIGHIERI, POCO IMPORTA SE NON SI TROVANO (ANCORA) I SOSTITUTI: LA PRIORITÀ E FAR SLOGGIARE I REPROBI

Sergio Rizzo per “Affari&Finanza – la Repubblica”

 

CONTE DI MAIO SALVINI

Con il cambio di maggioranza è partito uno spoils system intensivo: via i vecchi manager, dentro spesso i loro vice. Oppure gli amici. L' importante è occupare posti. Comprese le autorità indipendenti Cinque mesi sono passati da quando l' avvocato genovese Luca Lanzalone è stato arrestato. Cinque mesi durante i quali è successo di tutto, nelle aziende pubbliche.

 

Le epurazioni gialloverdi procedono senza sosta. Quasi non passa giorno senza che salti una testa, anche se poi la società resta acefala perché non c' è chi mettere al suo posto. Non c' è da scandalizzarsi, naturalmente: succede più o meno la stessa cosa ogni volta che cambia una maggioranza politica.

 

LANZALONE E RAGGI

Ma è quel "più o meno" che talvolta fa la differenza. Qui invece si applica la regola spietata che coniò nel 1994 un certo Cesare Previti quando Silvio Berlusconi vinse le elezioni per la prima volta. "Non faremo prigionieri". Con una piccolissima differenza. Perché invece un prigioniero c' è: l' avvocato Lanzalone. Ma prigioniero proprio in senso tecnico. L' ex superconsulente dell' amministrazione grillina di Virginia Raggi si trova agli arresti domiciliari per l' inchiesta sullo stadio della Roma.

 

Ragion per cui si è dimesso dalla presidenza dell' Acea: conservando però la poltrona nel consiglio di amministrazione della municipalizzata romana che, dettaglio non trascurabile, è una società quotata in borsa.

MARCO RETTIGHIERI ATAC

 

Con un consigliere sottoposto da cinque mesi cinque a custodia cautelare. Tutto in regola, probabilmente. Ma di sicuro assai poco opportuno. Inutile affannarsi a cercare una logica che non c' è, almeno secondo gli ex rigidissimi principi del Movimento 5 stelle. Logica invece perfettamente rintracciabile nella defenestrazione del commissario per il Terzo Valico Marco Rettighieri: quell' opera, già in fase di avanzata realizzazione, non piace affatto ai grillini.

 

TONINELLI MAZZONCINI

Tanto meno gli piace Rettighieri, nominato dal prefetto Francesco Paolo Tronca alla guida dell' Atac, disastrata municipalizzata del trasporto pubblico romano. Incarico dal quale si era dimesso poche settimane dopo l' arrivo di Virginia Raggi al Campidoglio per evidente incompatibilità con la nuova giunta. La fatwa che lo inseguiva da Roma l' ha ora raggiunto a Genova.

 

Con il cambio di maggioranza è partito uno spoils system a tappeto che non risparmia nessuno: aziende pubbliche, agenzie, società di servizio, perfino le authority che dovrebbero essere indipendenti. I

dentico il destino dei manager collocati in posti strategici dal governo di Matteo Renzi.

 

ERNESTO MARIA RUFFINI

L' amministratore delegato delle Ferrovie Renato Mazzoncini, che aveva nel curriculm la privatizzazione dell' azienda di trasporto fiorentina quando Renzi era sindaco di Firenze, è saltato come un tappo di champagne. Sulla sua poltrona, ecco il dirigente interno Gianfranco Battisti: pronto a rilevare l' Alitalia che il Movimento 5 stelle vuole di nuovo compagnia di bandiera statale. Schema fotocopia alla Cassa depositi e prestiti con l' amministratore delegato Fabio Gallia prontamente sostituito con un dirigente della medesima Cassa: Fabrizio Palermo, benvoluto dai grillini.

 

marcello foa 2

A dispetto dei risultati, il direttore dell' Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini è stato sostituito dalla sera alla mattina con il generale Antonino Maggiore. Arrivato insieme a un prefetto collocato al Demanio che risponde al nome di Riccardo Carpino, ex commissario per le vittime della mafia sul quale si era un tempo abbattuta l' ira del capo politico grillino Luigi Di Maio causa l' inerzia per i risarcimenti alle associazioni antiracket. E insieme pure a un nuovo direttore delle Dogane e Monopoli: Benedetto Mineo, già braccio destro dell' ex governatore della Regione siciliana Totò Cuffaro. Nientemeno.

 

gianni vittorio armani graziano delrio

E se la Rai, dove Lega e M5S hanno fatto cappotto ed è arrivato per la prima volta nella storia un presidente niente affatto di garanzia come Marcello Foa, può essere considerato un caso particolare per l' assurdità dei meccanismi della sua governance, il filo conduttore di questa stagione di occupazione dei posti di potere è ben chiaro. La nomina renziana equivale a un marchio d' infamia. Via dunque Roberto Battiston dal timone dell' Agenzia spaziale italiana.

 

Due epurazioni leghiste, l' ultima delle quali (Battiston) subito seguita da una pesante epurazione grillina, quella del capo dell' Anas Gianni Vittorio Armani. Nonostante avesse fatto un bel repulisti alla società pubblica delle strade, anch' egli ha pagato per quel marchio. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli l' ha silurato incolpandolo della fusione fra Ferrovie e Anas decisa dai precedenti governi. Sbocciato con Renzi, quel progetto era stato infatti perfezionato dall' esecutivo di Paolo Gentiloni.

 

ROBERTO BATTISTON

Nemmeno le nomine del successore di Renzi, tuttavia, sono state risparmiate. Via Roberto Basso dalla presidenza della Consip, dove il portavoce dell' ex ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan aveva trovato collocazione successivamente alle inchieste che avevano investito la società delle gare pubbliche.

 

E via anche Mario Nava, il presidente della Consob sul quale già erano scoppiate polemiche per il fatto che fosse distaccato dalla Commissione europea: organismo che tanto a Di Maio quanto al leader leghista Matteo Salvini fa letteralmente venire l' orticaria.

 

Poco importa se non si trovano i sostituti. La priorità è far sloggiare i reprobi. Il ponte di comando dell' Anas è deserto da due settimane. Lo stesso tempo impiegato dal governo per sistemare la faccenda dell' Agenzia spaziale italiana, con una spartizione fra Lega e Movimento 5 stelle che ha del sorprendente.

 

Perché accanto al commissario, l' astrofisico Piero Benvenuti indicato dai grillini, appare nelle vesti di subcommissario l' avvocato Giovanni Cinque, che all' Asi era già transitato in un' epoca poco gloriosa. Era infatti il consigliere giuridico di Enrico Saggese, il presidente dell' Agenzia nominato da Berlusconi e travolto nel 2014 da un' inchiesta giudiziaria. Per la serie: a volte ritornano. Quanto alla Consob, non ha un presidente dal 13 settembre, giorno delle dimissioni di Nava.

mario nava

 

Per risolvere la zuffa fra leghisti e grillini ci sono voluti due mesi: l' incarico toccherà a Marcello Minenna, dirigente della stessa Consob, già assessore al Bilancio del Campidoglio nei primi mesi di Virginia Raggi, poi dimissionario in seguito all' estromissione dalla stanza dei bottoni del Comune di Carla Romana Raineri, magistrato e capo di gabinetto della sindaca.

 

Ma non è finita qui. Il ministro dell' Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio ha già dato pubblicamente il benservito alla presidente dell' Enit Evelina Christillin. «L' ente oggi è poco autorevole », ha detto ormai due mesi fa.

 

Poi c' è l' amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena Marco Morelli: «Non vedo probabile la sua conferma se vinciamo», aveva detto il leghista Claudio Borghi, ex funzionario della Deutsche bank e oggi influentissimo presidente della commissione Bilancio della Camera, prima delle elezioni.

marcello minenna (2)

 

Nessun segnale invece è arrivato ancora in direzione dei vertici di Invitalia, dal 2007 affidata a Domenico Arcuri: il quale però, c' è da immaginare, accoglierebbe l' avvicendamento quasi come una liberazione. A differenza forse del presidente dell' Enac, l' ente per l' aviazione civile Vito Riggio, ex deputato Dc ed ex sottosegretario sul finire della prima Repubblica che occupa quella posizione ininterrottamente da 15 anni e comunque non potrebbe essere confermato.

 

Del resto, come pure i presidenti delle autorità per le Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, e Antitrust, Giovanni Pitruzzella. La legge non consente per quel genere di incarico un secondo mandato. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, alla faccia dell' indipendenza che dovrebbe essere il principio fondamentale per ogni autorità indipendente difficilmente queste authority sfuggiranno al destino già toccato all' Arera, l' autorità che vigila sull' energia e l' acqua.

MARCO MORELLI

 

Dove il nuovo presidente Stefano Besseghini capeggia un gruppo perfettamente lottizzato: c' è l' ex segretario leghista di Milano Gianni Castelli, il grillino Andrea Guerrini, l' ex sottosegretario di An Stefano Saglia e Clara Poletti, in quota Partito democratico.

 

Mancava soltanto la ciliegina sulla torta. E a questa lacuna ha posto rimedio l' 8 novembre il consiglio dei ministri, avviando la nomina del nuovo presidente dell' Istat, ente che sforna i dati cruciali per il nostro rapporto con l' Europa. Il prescelto si chiama Gian Carlo Blangiardo, demografo, classe 1948, è contro l' aborto ed è favorevole a regole rigide per l' immigrazione. Tre anni fa il battesimo: la prefazione a un suo articolo scritta da Beppe Grillo in persona.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....