casello

PEDAGGI IN DUE STAFFE – IL GOVERNO CONGELA GLI AUMENTI DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI: LA MORATORIA VALE PER IL 90% DELLA RETE, I RINCARI RESTANO NELLE ARTERIE DI COMPETENZA DI SOCIETÀ DI RECENTE COSTRUZIONE – NELLA AOSTA-COURMAYER IL PEDAGGIO SALE DEL 6,32% - LA PARTITA CON AUTOSTRADE E CON IL GRUPPO TOTO, CHE ERA PRONTO A FAR SCHIZZARE I PREZZI DEL 19% (CONCORDATI COL GOVERNO GENTILONI): MA GLI AUMENTI SONO SOLO RIMANDATI

Maurizio Caprino per “il Sole 24 Ore”

 

AUTOSTRADE CASELLO

Pedaggi congelati su circa il 90% della rete autostradale italiana a pagamento. In pratica, da ieri sono in vigore aumenti quasi solo sulle arterie di competenza di società di recente costituzione nell' orbita delle Regioni Lombardia e Veneto. Per il resto, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha concordato una moratoria il cui risultato effettivo potrà essere valutato solo nei prossimi mesi. Le partite più delicate sono quelle che riguardano i collegamenti Roma-Abruzzo (A24 e A25, che fanno capo a Strada dei Parchi, del gruppo Toto) e Autostrade per l' Italia (Aspi, famiglia Benetton, che controlla circa metà della rete a pedaggio).

 

VIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHI

Gli aumenti sono stati autorizzati da Toninelli con provvedimenti giunti in extremis, nella tarda serata del 31 dicembre. Solo qualche ora di ritardo rispetto al solito, che però dà un' idea della delicatezza della partita di quest' anno, peraltro il primo nel quale un ruolo lo ha avuto anche l' Art (Autorità di regolazione dei trasporti, operativa dal 2013, finora competente solo sulle nuove concessioni e chiamata in causa su quelle esistenti dal decreto Genova varato dopo il crollo del Ponte Morandi).

 

È anche per questo ritardo che il quadro dei rincari non è ancora completamente ricostruibile.

A quanto noto fino a ieri pomeriggio, l' aumento medio percentualmente più alto riguarda la Rav (Aosta-Courmayeur, che fa anch' essa capo alla famiglia Benetton): 6,32%, che per chi percorre l' intera tratta si traduce in un aggravio di 40 centesimi. Il rincaro non tocca comunque i pendolari e i residenti.

 

STRADA DEI PARCHI

Segue con il 4% circa la Brebemi (che da ieri è controllata da Intesa San Paolo, essendo divenuto operativo lo scambio azionario con il gruppo Gavio deciso nei mesi scorsi). Anche quest' anno la società ha deciso di ammortizzare l' aggravio confermando lo sconto 20% praticato agli utenti muniti di Telepass che si registrano (quelli che lo hanno fatto per gli anni scorsi non devono ripetere l' operazione).

 

casello autostradale

È invece del 2,2%il rincaro sulla confinante Teem (Tangenziale Esterna Est di Milano, ora passata sotto Gavio), che pratica lo stesso sconto di Brebemi. Costano ora mediamente il 2,06% le autostrade venete che fanno capo alla Cav (la concessionaria della Regione Veneto, che detiene il 50% del capitale, mentre il restante è Anas): A4 Venezia-Padova, A4 Passante di Mestre e A57 Tangenziale di Mestre. La presidente della Cav, Luisa Serato, fa notare che la società investe su altre infrastrutture locali (tra cui la contestata e costosa Pedemontana, ndr).

 

Sulla Tangenziale di Napoli (Benetton) c' è invece un aumento dell' 1,86% per i soli mezzi pesanti (che non arrivano all' 1% del traffico totale). Infine, sulla Pedemontana Lombarda (controllata dalla Milano Serravalle - Milano Tangenziali, che a sua volta è di fatto ancora in mano agli enti locali) c' è un rincaro di circa l' 1%. Fino al 31 gennaio resta lo sconto del 5% praticato in automatico a chi ha Telepass o Conto Targa.

 

ponte morandi genova

Sul resto della rete i pedaggi restano per ora invariati, grazie a un congelamento quasi sempre condiviso tra Toninelli e i gestori. Ma il blocco, almeno a quanto se ne sa ora, durerà pochi mesi e non sarà uguale per tutti: si va dal mese deciso sulla Milano-Serravalle e sulle Tangenziali di Milano al semestre concordato tra Aspi e ministero.

 

STRADA DEI PARCHI 2

Il caso di Aspi è importante, perché dopo la tragedia del Ponte Morandi pende la procedura di caducazione della concessione. aveva avanzato le proprie richieste tariffarie in ottobre, dichiarandosi però aperta al confronto. Apertura raccolta da Toninelli il 24 dicembre, dopo qualche segnale da cui s' intuiva comunque un ammorbidimento e la decisione di non costituirsi nell' incidente probatorio nelle indagini in corso sul crollo di Genova.

 

STRADA DEI PARCHI 1

Più teso appare il rapporto fra ministero e Strada dei Parchi. Da anni ci sono contrasti sui pesanti costi (3,4 miliardi, nella versione "ridotta" votata dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici) della necessaria messa in sicurezza sismica. Il balletto dei comunicati del 31 dicembre non segnala progressi: il gestore aveva annunciato un blocco volontario dei forti aumenti maturati (quasi il 19%, tra 2018 e 2019) fino al 28 febbraio, che poi però nel decreto firmato da Toninelli è stato esteso fino al 30 giugno. Sono stati sbloccati dal decreto Genova i promi contributi statali per le opere.

 

Sono in corso trattative (anche con la Ue) per consentire al gestore di rinviare al 2028 il pagamento dei canoni di concessione. Ma il 31 dicembre il cda Anas (appena nominato dal Governo) ha respinto la proposta di riconoscere un tasso d' interesse al 2% annuo, restando fermo sul 6%. Di qui l' ultima rottura.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…