giorgia meloni benzina accise

C’AVETE ACCISE! – IL GOVERNO HA DECISO DI NON PROROGARE GLI SCONTI SUL CARBURANTE E ORA FRIGNA CONTRO LA “SPECULAZIONE” DEI RIVENDITORI, CHE HANNO IL PREZZO ALLA POMPA SOPRA I DUE EURO – IL GARANTE DEI PREZZI E LA GUARDIA DI FINANZA SONO ALLERTATI, LE PROCURE SI SONO ATTIVATE, MA AL MOMENTO NON CI SAREBBERO EVIDENZE DI FENOMENI SPECULATIVI DIFFUSI. LA MELONI PER ORA TIENE IL PUNTO, MA COLDIRETTI E TASSISTI (DUE LOBBY VICINE AL GOVERNO) GIÀ MINACCIANO RITORSIONI

Andrea Ducci per www.corriere.it

 

GIORGIA MELONI ALLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO

Il rincaro dei carburanti è un tema destinato a planare sulla scrivania della premier Giorgia Meloni. Il rialzo dei prezzi di benzina e gasolio dovuto allo stop del taglio delle accise, oltre ad allarmare i consumatori, ha spinto il governo a monitorare quanto avviene alle stazioni di servizio per evitare fenomeni speculativi.

 

A presidiare sulle tariffe del settore sono sia la Guardia di Finanza, sia il Garante per la sorveglianza dei prezzi (più noto come Mister Prezzi), che già nei prossimi giorni potrebbero fornire all’esecutivo un primo resoconto sulle verifiche effettuate.

 

A innescare il brusco aumento dei prezzi è il ripristino delle imposte sui carburanti, dall’inizio del mese di gennaio gli automobilisti hanno visto lievitare di colpo il prezzo di diesel e benzina di 18,3 centesimi al litro, ossia l’equivalente dello sconto sulle accise, accordato per decreto all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina, e prorogato fino allo scorso 31 dicembre.

 

rincari benzina diesel 2

Un ritorno alla «normalità» che si è tradotto in prezzi alla pompa che oscillano, spesso superandola, quota 2 euro al litro, ricordando così agli automobilisti che la fiscalità italiana sui carburanti è tra le più alte in Europa.

 

Le procure si attivano

La raffica di aumenti due giorni fa ha spinto il Codacons a presentare denunce presso 104 procure italiane, mentre la Procura di Roma già sta indagando sui rincari, compresi quelli dei carburanti, nell’ambito di un fascicolo aperto per individuare eventuali speculazioni. In nome dei consumatori il Codacons oggi dovrebbe, inoltre, presentare un esposto all’Antitrust per ipotesi di «cartello» tra le compagnie petrolifere e, poi, predisporre il boicottaggio dei punti vendita più cari.

 

salvini accise benzina

A fare le spese del caro benzina, oltre ai consumatori, è il governo Meloni, che in termini di consenso «paga» la reintroduzione delle accise, precedentemente tagliate dall’esecutivo di Mario Draghi. Un quadro che spiega le parole del ministro delle Infrastrutture e vice premier, Matteo Salvini.

 

«Sulle accise parleremo con il presidente del Consiglio. Sicuramente c’è della speculazione in corso sui prezzi della benzina ed è bene che la Finanza faccia dei controlli — osserva Salvini —,non ci possono essere distributori che vendono la benzina a 1,7 euro e altri a 2,4. Evidentemente c’è qualcuno che fa il furbo. Porterò il ragionamento a livello di governo».

GIORGIA MELONI ALLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO

 

Contro i furbi si è già mosso prima di Natale il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che prevedendo le fibrillazioni sul fronte dei prezzi dei carburanti, dovute al ripristino delle accise, ha incaricato la Guardia di Finanza di presidiare il mercato per scongiurare dinamiche speculative.

 

Il titolare dell’Economia informalmente ha anche esercitato una «moral suasion» nei confronti dei principali operatori del settore (i leader nella distribuzione sono Eni e Ip, che poche settimane fa ha annunciato un accordo per rilevare le attività di Esso), invitandoli a fare la propria parte e a evitare ritocchi ingiustificati dei prezzi.

 

Le scelte del governo

Tanto che finora al ministero di Via XX Settembre non ci sarebbero evidenze di fenomeni speculativi diffusi. Ad attivarsi, del resto, è stato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiedendo «a Mister Prezzi un monitoraggio con la collaborazione della Guardia di Finanza per evidenziare subito ogni anomalia».

 

rincari benzina diesel 3

Il governo è, insomma, in allerta anche se al momento non è contemplata l’idea di fare marcia indietro sul taglio delle accise. Nel corso del 2022 la riduzione delle imposte sui carburanti è costata, a partire da marzo, circa un miliardo di euro al mese.

 

Una spesa che il governo Draghi ha finanziato anche grazie all’extra gettito assicurato proprio dagli aumenti del prezzo dei carburanti, ma il meccanismo di copertura non vale più dato che nel settembre scorso, con la nota di aggiornamento al Def, si è stabilito di considerare l’extragettito non più una maggiore entrata per i conti pubblici, bensì un incasso ordinario, dunque non utilizzabile per finanziare gli sconti.

 

rincari benzina diesel 4

Si aggiunga che da Bruxelles è arrivata la raccomandazione di eliminare i bonus generalizzati, sostituendoli con misure più selettive e mirate. Resta che i rincari destano la preoccupazione di intere categorie come Coldiretti e i taxi. «Chiediamo alla premier Meloni di convocare subito un tavolo emergenziale sui carburanti convocando le associazioni dei consumatori, le società petrolifere, i gestori e tutte le parti coinvolte», spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

rincari benzina dieselsalvini e le accise sulla benzina 4rincari benzina diesel 1

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”