renzi madia mani di forbice

L'IMPORTANTE È PARTECIPATE - IL GOVERNO RENZI VUOLE AZZERARE I CDA: AMMINISTRATORE UNICO PER 7767 AZIENDE PARTECIPATE - MA PER DECRETO RENZI POTRÀ DECIDERE CHI SALVARE - ESCLUSE LE QUOTATE, FERROVIE, ENAV E LA RAI LOTTIZZATA

Valentina Conte per “la Repubblica

 

MADIA RENZIMADIA RENZI

Arriva l’amministratore unico nelle società a controllo pubblico. Entro un anno dalla riforma delle partecipate - il cui decreto legislativo è atteso in Consiglio dei ministri per il 15 gennaio - salteranno tutti i consigli di amministrazione, sia a livello locale che nazionale. Il cda con tre o cinque membri sarà dunque un ricordo. O meglio l’eccezione e solo «per specifiche ragioni di adeguatezza amministrativa ». La pulizia delle poltrone è solo una delle novità del testo non definitivo visionato da Repubblica, in attuazione della riforma Madia. Ma certo quella più dirompente.

 

Matteo Renzi ieri a Venezia con il ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia Matteo Renzi ieri a Venezia con il ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia

Ad esserne travolte saranno le 7.767 partecipate attive (dato Istat di novembre riferito al 2013), di cui solo due terzi con bilanci in pareggio o utile. Non solo le società di Regioni ed enti locali, dunque. Ma anche quelle nel portafoglio delle amministrazioni centrali. Comprese le 29 partecipate del ministero dell’Economia, tra cui Consip, Sogei, Invimit, Gse, Sogin, Anas, Invitalia. Fuori le quotate. Come pure Enav e Ferrovie, prossime alla privatizzazione. E di certo la Rai. Palazzo Chigi, si legge nel testo, può comunque escludere dalle nuove norme singole società. A sua discrezione e per decreto.

 

mauro moretti al meeting cl di rimini mauro moretti al meeting cl di rimini

La rottamazione (e la centralizzazione) procede dunque e non solo a colpi di cda. Nei 26 articoli, lunghi 18 pagine, si prevede la cancellazione d’ufficio dal registro delle imprese, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, delle scatole vuote. Le controllate cioè che «per oltre tre anni consecutivi» non hanno depositato bilanci o compiuto atti di gestione. Per le rimanenti, scatta il monitoraggio periodico annuale: chi non passa la verifica, viene sottoposto a piani di razionalizzazione, fusione o soppressione.

 

A rischio quelle prive di dipendenti o con amministratori in numero superiore ai lavoratori, in rosso per quattro dei cinque esercizi precedenti e soprattutto non rientranti in nessuna delle categorie elencate nell’articolo 4. Ovvero quelle che definiscono una volta per tutte cos’è una partecipata pubblica (e per converso chi non lo è): produzione di un servizio di interesse generale o progettazione e realizzazione di un’opera pubblica, comunque strumentali all’ente di riferimento (almeno l’80% delle attività deve essere di questo tipo, da statuto).

 

logo enavlogo enav

I pensionati (sia pubblici che privati) vengono lasciati fuori dalla porta, senza possibilità di incarichi di amministrazione o dirigenza. Stretta sugli stipendi dei manager, limati da nuovi tetti (in un successivo dpcm entro sei mesi), «proporzionati alla qualificazione professionale e all’impegno di lavoro richiesti, nonché alla dimensione dell’impresa sociale». Così come la parte variabile della remunerazione viene «commisurata ai risultati di bilancio raggiunti nell’esercizio precedente », con la possibilità di non essere corrisposta «in caso di risultati negativi». Salterebbero così le tre fasce previste dal governo Letta per le partecipate del Tesoro.

 

CDA RAI GUBITOSI MAGGIONI CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE VIALE MAZZINI BORIONI CDA RAI GUBITOSI MAGGIONI CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE VIALE MAZZINI BORIONI

Strada in salita anche per la costituzione di nuove partecipate. La proliferazione di massa degli ultimi decenni pare destinata alla soffitta. Obbligatorio un atto deliberativo corredato da relazione tecnica, in cui si motivano le finalità istituzionali, soggetto al via libera della Corte dei Conti e dell’Antitrust. Violare queste regole comporta l’alienazione immediata. Novità anche in tema di governance.

 

La gestione di tutte le partecipazioni statali (quelle dei ministeri) finisce nelle mani del dicastero guidato da Padoan. Il Mef dunque gestirà ad esempio anche le 80 società del Mise (lo Sviluppo economico) e le 10 delle Agenzie fiscali. Così anche a livello territoriale, l’accentramento vira verso governatori e sindaci. Un taglio del 30% dello stipendio è previsto per gli amministratori locali, se la partecipata è in rosso da tre esercizi.

RENZI PADOANRENZI PADOAN

 

I manager infine saranno soggetti alle azioni civili di responsabilità e risponderanno di danno erariale. Mentre qualunque amministrazione socia sarà legittimata a denunciare gravi irregolarità alla magistratura.

 

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