mattarella mantovano

IL GOVERNO SE NE FREGA DEI RICHIAMI DI MATTARELLA: È GUERRA TOTALE CONTRO LE TOGHE – ALFREDO MANTOVANO, EX MAGISTRATO E CONSIDERATO FINORA L’UOMO DI RACCORDO DEL GOVERNO CON IL QUIRINALE, SCENDE IN CAMPO PER IL SÌ E SI METTE A CONCIONARE CON MARIO SECHI COME UN NORDIO QUALUNQUE – E ATTACCA DIRETTAMENTE IL CSM, ORGANO PRESIEDUTO DA SERGIO MATTARELLA, NONOSTANTE L’INVITO DEL CAPO DELLO STATO AL “RISPETTO”: “UN MAGISTRATO È STATO VALUTATO POSITIVAMENTE NONOSTANTE UNA SANZIONE DISCIPLINARE GRAVISSIMA, UNA CENSURA PERCHÉ UN SUO IMPUTATO È RIMASTO IN CARCERE PER 322 GIORNI PIÙ DEL DOVUTO. QUESTA È L’ASSICURAZIONE CORRENTIZIA...”

 

Trascrizione dell’intervento di Alfredo Mantovano, intervistato da Mario Sechi all’evento “La sicurezza oggi - Istituzioni, imprese e nuovi scenari”, organizzato da Libero Quotidiano

 

ALFREDO MANTOVANO - MARIO SECHI

Chiunque di voi può consultare il sito del CSM e trovare non soltanto le decisioni della sezione disciplinare, ma anche le decisioni della commissione che si occupa della progressione in carriera, cioè di quelle valutazioni di professionalità che connotano ogni 4 anni la carriera del magistrato.

 

Allora, Plenum del 7 febbraio ’24. Si valutano, ovviamente, non faccio i nomi, anche se sul sito ci sono, sono pubblicissimi questi dati. Si tratta di valutare la progressione in carriera di un magistrato che ha subito una sanzione disciplinare gravissima, la censura per andare a ciò che ci ha diviso lunedì sera, un tentativo di giallo, neanche un giallo mostrato, un tentativo di giallo.

 

SERGIO MATTARELLA ALFREDO MANTOVANO

Ha avuto la censura per la ritardata scarcerazione di un imputato per scadenza massima dei termini di fase della custodia cautelare in carcere; il suo imputato è rimasto in carcere per 322 giorni, 322 giorni più del dovuto. Stiamo, ripeto, Plenum del 7 febbraio ’24.

 

Valutazione?  Capacità, laboriosità, dirigenza, impegno dimostrati, esito positivo per conseguire la progressione in carriera.

 

Vogliamo cambiare genere e parlare di ritardi. Valutazione di progressione in carriera di una magistrata: tre ritardi nel deposito di sentenze collegiali dal 15 luglio 2013 al 23 settembre 2013, da 74 a 133 giorni. Qui a Napoli direbbe “na muina”. Ma ci sono anche 14 ritardi con sentenze monocratiche da 736 a 1388 giorni.

sergio mattarella presiede il plenum del csm

 

E poi tanti altri ritardi, molti superiori all’anno… Allora, qui la delibera è abbastanza lunga, ma l’ultima pagina: i rilevati ritardi sono tali da non incidere significativamente sul parametro della dirigenza, per cui anche qui capacità, laboriosità, dirigenza e impegno e progressione in carriera. Ora ce ne sono centinaia. Questa l’assicurazione correntizia che non esiste in altri corpi dello Stato.

 

Il fango del governo: bordate a Gratteri e balle su Morosini

Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarelli per “il Fatto quotidiano”

 

E menomale che Giorgia Meloni se l’era presa con “chi trascina la campagna elettorale in una lotta nel fango”. Ieri il governo e Fratelli d’Italia hanno trovato il modo di attaccare di nuovo Nicola Gratteri e diffondere fake news su Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo.

 

È il sottosegretario Alfredo Mantovano a tornare su Gratteri, già linciato una settimana fa dopo l’intervista in cui aveva sostenuto che “indagati, imputati e massonerie deviate” voteranno Sì. Il braccio destro di Meloni parla a un evento di Libero: “Sconcerta che i toni più estremi vengano espressi non dai partiti, ma da esponenti della magistratura, è meno tollerabile perché un magistrato che oggi fa propaganda estrema un domani potrebbe anche privarmi della libertà”.

 

ALFREDO MANTOVANO - MARIO SECHI

Poi il riferimento diretto a Gratteri: “Commentando le reazioni sui social alle sue parole, Gratteri ha detto: ‘Basta che vede le persone che scrivono, se sono persone per bene, se sono pregiudicati. Ci sono parenti di pregiudicati, c’è di tutto. Poi vediamo più avanti se serve altro”.

 

Cioè – dice Mantovano – cosa serve? Siamo arrivati al punto che un Procuratore ipotizzi un’indagine a carico di chi sui social si esprime per il Sì? Un criminale va perseguito per i crimini che commette, non per come voterà”. Un clima di sospetto che parte da Gratteri e arriva, appunto, a Morosini.

 

Nel pomeriggio FdI pubblica la foto del giudice rilanciando un articolo del Giornale: “Ci risiamo. La stessa penna che ha firmato la sentenza che condanna lo Stato a risarcire la ong pro-migranti, ha scritto un libro contro la separazione delle carriere”. Segue invito al Sì al referendum. Ma in poche righe ci sono svariate bugie.

 

nicola gratteri a piazzapulita

Morosini ha scritto sì un libro (Mani legate, con Antonella Mascali, PaperFirst), ma non c’entra nulla con la sentenza.

 

Parliamo della decisione con cui il Tribunale di Palermo ha sancito che l’Italia deve risarcire per 76 mila euro l’ong Sea Watch per le spese che sostenne quando, nel 2019, la nave comandata da Carola Rackete fu sequestrata e trattenuta nel porto di Licata.

 

[...] Che cos’è, allora, la sentenza di cui parla FdI? [...] una sentenza civile a cui si è arrivati perché nel 2022 i legali della Sea Watch hanno chiesto al governo il risarcimento dei danni subiti per quegli oltre due mesi di fermo, a loro dire ingiusto. I 76 mila euro corrispondono a una serie di costi documentati che la nave dovette sostenere tra ottobre e dicembre, ovvero spese per il carburante e il mantenimento degli impianti (31 mila euro), spese portuali e d’agenzia (quasi 40 mila) e così via.

PIERGIORGIO MOROSINI

 

Morosini è estraneo alla sentenza, che non è stata firmata da lui ma dalla giudice Maura Cannella. L’occasione però era ghiotta e così Giornale, Meloni e FdI ci sono saltati sopra, screditando Morosini. [...]

ALFREDO MANTOVANO - MARIO SECHI ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO (2026) DI GIORGIA MELONI

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