grasso d'alema bartolo

GRASSO BOLLENTE SU RENZI – IL RITORNO DI D’ALEMA E BASSOLINO, VECCHI ARNESI DELLA CGIL, RAS EX COMUNISTI E IL MEDICO DI LAMPEDUSA PIERO BARTOLO NELLE LISTE DELLA COSA ROSSA: OBIETTIVO E’ TOGLIERE QUANTI PIU’ COLLEGI POSSIBILE AL PD – IL NAZARENO APRE IL FUOCO SUL PRESIDENTE DEL SENATO E GLI CHIEDE 83MILA EURO DI ARRETRATI

grasso

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

«Quante volte è stato nominato Renzi nel battesimo di Liberi e Uguali? Mai». E' quello che ripetono tutti i colonnelli e i generali dell' Operazione Grasso. E la campagna elettorale che si sta delineando nella neo-formazione a sinistra del Pd avrà, come ha chiesto il leader incoronato domenica, un punto fermo: «Nominare il meno possibile Renzi, non demonizzarlo. Parlare dei temi e non della persona». Un po' come decise di fare, ma non andò bene dal punto di vista dei risultati elettorali, Walter Veltroni quando inventò nel 2008 la celebre formula «il leader dello schieramento a noi avverso», per indicare la persona di Berlusconi senza fargli il favore di chiamarlo per nome e cognome.

 

d'alema bassolino

Naturalmente, non sarà facile a candidati e agit-prop grassianei (ecco un neologismo di Palazzo) evitare la mostrificazione di Renzi o la formula Renzusconi da qui al voto di marzo. Anche perché l' obiettivo di quel voto, e la ragione fondante di Liberi e Uguali, è la rottamazione del leader del Pd e del suo partito. Dunque? Cercare di nominarlo poco e piazzare collegio per collegio, nell' uninominale, candidati che possano togliere anche un pugno di voti ai dem ma qualli sufficienti a farli perdere.

 

LE SCELTE I nomi e le mappe delle candidature ancora sono in fase di studio, naturalmente. Ma due esempi spiegano il discorso. Nel collegio di Pisa, che per tradizione è sempre andato al partitone della sinistra, verrà schierato per i dalemian-bersaniani di Grasso l' ex sindaco della città toscana: Paolo Fontanelli, figura molto radicata, uno che potrebbe prendere il 10 per cento, o anche meno ma sempre abbastanza, e ciò basterebbe non ad assegnare il collegio per Liberi e Uguali (non ne prenderanno neppure uno, probabilmente) ma a toglierlo al Pd. Altro esempio: Vasco Errani. Personaggio stranoto, ex presidente della Regione Emilia, con grande seguito nel ravennate. E lì sarà candidato e già da subito il Nazareno può considerare perso quel collegio. E così via.

 

GRASSO

La spietatezza dello scontro a sinistra sarà ai livelli massimi. Perciò si sta decidendo di candidare Bersani non nella sua Piacenza, ma a Bologna: lì dove può fare il più male possibile ai dem. Se Renzi si candiderà a Firenze, la sfidante potrebbe essere Elisa Simoni, considerata assai forte e in più, oltre che mezza parente, nemicissima di Renzi. E' anche una bella donna che buca lo schermo.

 

E da parte dem, è già cominciata l' offensiva: «E' una di quelli, come del resto Grasso, che ha debiti da saldare con il Pd. Non ha dato le quote di denaro che tutti i parlamentari sono obbligati a devolvere al partito». La lettera inviata dal tesoriere Bonifaci dice che Grasso ha lasciato 83mila euro di debiti ed è chiamato a saldare entro il 15 dicembre. Altra grana: i dubbi, politici e giornalistici, sull' imparzialità del presidente del Senato ora che è diventato leader di partito. Ma fonti della presidenza, in vista oggi della conferenza dei capigruppo sul biotestamento, escludono qualsiasi sospetto di imparzialità.

 

bartolo

BIG E NEW ENTRY Intanto, nello scacchiere delle candidature, oltre ai big - D' Alema in Puglia, ma non si sa se a Lecce o a Foggia, Vendola a Bari, Speranza in Basilicata - si punta sul mondo sindacale Cgil: e Airaudo in Piemonte (dove correrà anche Federico Fornaro) e Panzeri (ex Cgil e attuale eurodeputato) rispondono a questa logica. Altri se ne aggiungeranno.

In quota operai, in pista potrebbe esserci la lavoratrice della Melegatti presente domenica alla convention (Laura Tarantini).

 

Offerto seggio a Piero Bartolo, il medico di Lampedusa, ma lui vorrebbe continuare a fare quello che fa. Si cercano precari della ricerca da candidare. Una esponente del giornalismo super-bersaniana come Chiara Geloni è attesa per la gara. Mentre si va sul sicuro con Bassolino in Campania. E la Boldrini? Se arriverà, correrà nelle Marche.

Grasso in Sicilia e anche altrove.

 

E il tutto, dicono loro, «per dare un' alternativa rispetto al Pd».

In realtà lo scopo è più hard. I grassianei vogliono fare come la Linke in Germania. Da quando esiste, questa sinistra-sinistra tedesca ha impedito ai socialdemocratici di vincere le elezioni. Riuscirà la stessa operazione, in salsa casereccia, ai Liberi e Uguali?

PIERO GRASSO ALL ASSEMBLEA DI LIBERI E UGUALIROBERTO SPERANZA - PIERO GRASSO - NICOLA FRATOIANNIROBERTO SPERANZA - PIERO GRASSO - PIPPO CIVATI - NICOLA FRATOIANNI

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!