GRASSO, INGROIA, TINAGLI, EDITORIALISTI INFLUENTI: TUTTI SGONFIATI NEL BATTITO DI UNA FRASE, "MI CANDIDO" - GRASSO, EX SANTONE DELL'ANTIMAFIA, RACIMOLA MAGRE FIGURE IN TV QUANDO DEVE PARLARE DI DEBITO PUBBLICO, IMU E FINANZA. E TWITTER LO SBERTUCCIA: “SE GRASSO LOTTAVA CONTRO LA MAFIA COME LOTTA CONTRO L'ITALIANO, ERA UN PARTITA PERSA” - STESSA SORTE PER INGROIA, PRESO DI MIRA PER L'ITALIANO CLAUDICANTE, TINAGLI E ALTRI VIP PROSSIMI ALLA SCILIPOTIZZAZIONE….

Paolo Bracalini per Il Giornale

Da venerati maestri o giovani promesse a soliti noti, o anche meno, nel lampo di una frase: mi candido. Li si ascoltava con rispetto, ora li si guarda come dilettanti allo sbaraglio, messi sotto senza sforzo da mestieranti della politica che un attimo prima, davanti a loro, si sarebbero taciuti.

È bastato un attimo e si ritrovano semplici questuanti di voti, tra i mille altri nel suk elettorale, ex personalità autorevoli divenute aspiranti colleghi di Scilipoti, con relativo downgrading istantaneo, giornalisti influenti prossimi a mutarsi in «un manipolo di frustrati, costretti a pigiare un pulsante in base agli ordini di partito» (Gramellini sulla Stampa). Ma chi gliel'ha fatto fare? L'effetto, su tutti, è tristemente peggiorativo: tendono a sgonfiarsi come palloncini.

A Piero Grasso, quando parlava da procuratore nazionale dell'Antimafia, si dedicavano copertine di settimanali e interviste dalla prima pagina sui quotidiani, per rimarcare l'eccezionalità dell'interlocutore. Adesso, da candidato nell'esercito di mille candidati, e fuori dai recinti di competenza (le reti criminali, il business della 'ndrangheta, le rotte della cocaina), magari a parlare di Imu o di ricette per ridurre il debito pubblico, racimola persino lui, magistrato stimato, magre figure, esposto al giudizio ultimo del telespettatore-elettore. La Rete poi è spietata e commenta in diretta.

Mentre Grasso parlava a Ballarò, da candidato tuttologo, su Twitter lo sbertucciavano come l'ultimo dei peones dalla sintassi malferma: «La mafia si mangia le mani. Ha fatto di tutto per screditare Grasso, bastava mandarlo a Ballarò», «Se Grasso lottava contro la mafia come lotta contro l'italiano, era un partita persa», e via con una lunga serie di stroncature micidiali. In tv, da politici, tocca parlare di tutto, e specie, di questi tempi di finanza pubblica, spread e swap, anche senza essersene mai occupati. A quel punto le ricette possono diventare bizzarre.

Grasso, ad esempio, ha proposto che gli italiani consumino solo prodotti italiani, una specie di autarchia. Sempre Twitter: «Consiglio un corso di economia domestica agli ex-magistrati... Tra Ingroia e Grasso sto affogando nelle lacrime...». Perché un altro che ha perso l'aura di santone per diventare santino elettorale è proprio Ingroia, anche lui già decaduto al rasoterra dello show politico. Da candidato, il telespettatore ti fa, legittimamente, l'esame a raggi X, come ti vesti, come parli, come rispondi alle provocazioni, qualità che da magistrato o professore universitario potevi anche non avere, ma da politico sì. E qui, specie i magistrati, cascano col botto. «Grasso, Ingroia, Di Pietro. Per entrare in magistratura bisogna fare un esame di lingua italiana. E non superarlo».

Anche Ingroia, pur controverso come pm, lo si leggeva con attenzione in cerca di segreti di Stato. Adesso, da capolista tra le liste, sembra anche lui l'avventore del Bar Sport, specie quando si arrabatta sull'economia. L'effetto del suo diario del Guatemala, già interrotto alla seconda pagina, è perturbante, perché letto inevitabilmente come programma politico.

E vai con lo sfottò anche per lui, spernacchiabile in quanto già politico (categoria con credibilità pari ai venditori di orologi sul canale 956) quando dice che ha lasciato l'incarico Onu in Guatemala perché «quando la Patria chiama occorre rispondere», ma che se gli va male non ha dubbi «che alle Nazioni Unite e in Guatemala siano pronti a riaccogliermi», Onu a cui peraltro ha spiegato, dopo qualche settimana di permanenza caraibica, come migliorare la lotta «contro l'impunità a ogni latitudine, Guatemala compreso». Già pronto per la copertina di Crozza.

Il downgrading colpisce tutti. Anche l'austero Monti, a cui prima ci saremmo rivolti con il voi, ora fa «wow» e faccine su internet, costringendo il direttore del Corriere (dove Monti vergava editoriali) a bacchettarlo pubblicamente: «Niente wow e faccine, è come andare in bermuda all'inaugurazione di un anno accademico». Gli altri già in mutande, Monti almeno in bermuda. Si sgonfia pure Irene Tinagli, docente universitaria e ora candidata montiana, dopo decenni di studi non trova di meglio, interrogata sulle ricette per abbassare le tasse, che dire: «Un gruppo di esperti sta studiando come». A quaranta giorni dal voto, attende gli esiti. Anche per lei riduzione di statura in vista. Salgono in politica, scendono di peso.

 

 

PIERO GRASSO Antonio Ingroia ANTONIO DI PIETRO DURANTE UN COMIZIO jpegMARIO MONTI A RADIO ANCHIO Irene Tinagli

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)