meme su draghi e green pass

CON IL GREEN SI PASS – OGGI IL CDM APPROVERÀ IL NUOVO DECRETO SUL CERTIFICATO VERDE CON LA LEGA CHE SI METTE ANCORA DI TRASVERSO – DA DOMANI IL GREEN PASS È OBBLIGATORIO PER I LUOGHI AL CHIUSO. SI TIRA DRITTO ANCHE SULL’OBBLIGO NELLA SCUOLA (STUDENTI ESCLUSI) ANCHE SE RIMANE IL SOLITO CAOS PER LA MANCANZA DI STRUTTURE CHE GARANTISCANO IL DISTANZIAMENTO. TAMPONI DA 5-10 EURO PER I GIOVANI TRA 12 E 18 ANNI – E SE PER AEREI, TRENI E NAVI BISOGNERÀ AVERE IL CERTIFICATO, SUL TRASPORTO LOCALE I CONTROLLI APPAIONO IMPOSSIBILI…

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

 

green pass

La giornata chiave per le ultime decisioni da assumere sul green pass si apre all'insegna delle tensioni politiche. Il premier Mario Draghi è determinato a dare una spinta ulteriore alla campagna vaccinale e scongiurare nuove chiusure a causa della variante Delta. Matteo Salvini però, continua con l'ostruzionismo parlamentare nel tentativo di ammorbidire l'impatto della certificazione verde, che sarà obbligatoria per i trasporti a lunga percorrenza, per la scuola (studenti esclusi) e forse anche per i lavoratori dei pubblici esercizi.

 

meme su draghi e green pass

A Palazzo Chigi ieri sono saliti il ministro della Salute Speranza e il commissario all'emergenza Figliuolo. Alle 11.30 di oggi si terrà la cabina di regia con il premier e i capi delegazione dei partiti e prima ancora sono attesi a Palazzo Chigi i vertici del Cts, Locatelli e Brusaferro. A seguire, la conferenza Stato-Regioni e alle 16 il Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il nuovo decreto. Dopo l'ultima mediazione e l'atteso via libera, Draghi parlerà in conferenza stampa. Domani, 6 agosto, entra in vigore il provvedimento con il quale il governo ha imposto il green pass per tutti i luoghi al chiuso dove c'è il rischio di assembramenti: bar, ristoranti, piscine, palestre, centri termali, cinema, teatri, impianti sportivi, fiere, convegni, congressi.

matteo salvini con caffe e green pass sul tavolo

 

Per ottenere la certificazione basta una dose di vaccino, oppure l'attestazione di essere guariti dal Covid, o ancora un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Dall'1 settembre, o forse una o due settimane più tardi, scatterà l'obbligo di green pass per salire a bordo di treni, navi e aerei a lunga percorrenza.

 

La data è ancora incerta, perché nella maggioranza le posizioni sono ancora distanti: la Lega ha presentato un emendamento per abolire il green pass. C'è anche che Draghi si è imposto di non prendere mai all'ultimo minuto decisioni che abbiano un impatto forte sulla vita delle persone. Per dirla con un esponente dell'esecutivo, «far saltare le vacanze a migliaia di italiani e stranieri non sarebbe responsabile».

 

SCUOLA MASCHERINA

Quanto al trasporto pubblico locale, settore in cui l'imposizione del green pass creerebbe problemi enormi sul piano organizzativo e dei controlli, il governo sembra intenzionato a rinviare le decisioni. Salvini resta contrario al pass vaccinale e Claudio Borghi ha parlato di «obbligo camuffato». Ma poiché Draghi, Speranza, il Pd e Forza Italia sono favorevoli, salvo colpi di scena da settembre il green pass sarà obbligatorio per i lavoratori della scuola, docenti e personale Ata. La media delle vaccinazioni nel settore è molto alta, si punta al 90% di immunizzati a settembre, ma preoccupa la percentuale di insegnanti non vaccinati ed è per questo che il governo ha deciso di rendere obbligatoria la carta verde.

 

GREEN PASS STAZIONE

Nel decreto ci saranno anche le indicazioni del Cts: il rispetto in classe del metro di distanza e le mascherine, dove non fosse possibile tenere gli studenti sufficientemente lontani gli uni dagli altri. I giovani tra i 12 e i 18 anni pagheranno tra i 5 e 10 euro per un test. La Lega insiste per i tamponi a prezzi calmierati, o gratis, per il mondo della scuola. Stando alle prime bozze del decreto, i lavoratori della scuola che alla data stabilita non avranno i requisiti per ottenere il green pass «verranno adibiti ad altre mansioni» che non comportino contatti con studenti o altre persone. L'obiettivo di Palazzo Chigi e del ministero dell'Istruzione è riaprire tutte le scuole in presenza. Ma qualora una regione dovesse entrare in zona di rischio arancione o rossa, sarà il governatore a decidere se chiudere gli istituti e far continuare lo studio con la didattica a distanza.

vaccinazione dei minori 5

 

La cronica carenza di aule in molti territori si è aggravata con la pandemia. Per aumentare gli spazi, il ministro Patrizio Bianchi sta lavorando in queste ore a un bando da 200 milioni destinati agli enti locali per l'edilizia scolastica leggera, soldi che si aggiungono ai 700 milioni stanziati con il decreto Sostegni bis. Anche su questo settore è la Lega ad alzare la voce. Le rivendicazioni del Carroccio sono nei cinque punti che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, porterà al tavolo della cabina di regia: niente green pass per i minorenni, per fiere e sagre, per gli alberghi, per i mezzi di trasporto e per i clienti di bar e ristoranti, che secondo la Lega dovrebbero avere accesso ai locali anche solo presentando una autocertificazione.

 

vaccinazione dei minori 4

Nella bozza del decreto è scritto che il pass è richiesto per tutti i luoghi della ristorazione al chiuso, quindi hotel compresi. Poiché difficilmente la norma sarà cambiata, la Lega chiede che Palazzo Chigi scriva una interpretazione più soft della regola, che consenta ai clienti degli alberghi di andare a colazione, pranzo e cena senza presentare il pass. Tra la cabina di regia e il Cdm si discuterà anche del destino delle discoteche e delle sale da ballo. Il responsabile della Salute Roberto Speranza resta fermamente contrario, ma alcuni ministri sono favorevoli alla riapertura. Non è dunque escluso che il governo decida di far ripartire le danze, purché i clienti dei locali si presentino con il green pass in mano.

 

GREEN PASS AEROPORTO

Le associazioni di categoria chiedono che sagre e fiere all'aperto siano esentate dall'obbligo di green pass e Forza Italia, con Gilberto Pichetto Fratin, sta dando voce agli operatori del settore. Qualcosa dunque potrebbe cambiare anche su questo fronte. A Palazzo Chigi si parlerà anche di lavoro e imprese, questione aperta e controversa. Il ministro leghista e capo delegazione Giancarlo Giorgetti, che oggi non sarà presente perché impegnato al G20, ammette che «alcuni profili consigliano di andare nella direzione» dell'obbligo di green pass per le aziende, ma invoca prudenza: «Ci sono diritti del lavoro da salvaguardare» e libertà costituzionali da difendere.

Vaccini

 

Pressioni arrivano anche dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), che chiede al governo di dare il tempo di vaccinarsi ai dipendenti di bar e ristoranti, perché se l'obbligo arrivasse a stretto giro tanti locali sarebbero costretti a chiudere. Se il quadro epidemiologico resterà stabile e la curva del virus non registrerà impennate, il governo non imporrà la quarantena per il rientro da Paesi europei ad alta densità turistica, come la Grecia o la Spagna. Per Giuseppe Conte, leader in pectore del M5S, il green pass è «uno strumento di sicurezza e di libertà per coloro che si sono vaccinati» e dovrebbe anche consentire di escludere la quarantena per le persone immunizzate che dovessero entrare in contatto con un positivo.

SCUOLA MASCHERINA 2MASCHERINE A SCUOLA 2MASCHERINE A SCUOLA 3GREEN PASS STAZIONE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…