grillo lombardi crimi cancelleri

ELEVATO DI TORNO - GRILLO HA DOVUTO RINCULARE, TENDENDO LA MANO A CONTE CON IL VIDEO-MESSAGGIO SERALE, QUANDO VITO CRIMI, ROBERTA LOMBARDI E GIANCARLO CANCELLERI, HANNO MINACCIATO DI DIMETTERSI DAL COMITATO DI GARANZIA DEL MOVIMENTO, L'ULTIMO ORGANO POLITICO RIMASTO IN PIEDI, DOPO IL QUALE CI SAREBBE IL CAOS - IN QUEL MOMENTO BEPPEMAO HA DECISO DI STEMPERARE I TONI - I DEPUTATI GRILLINI, COMPLETAMENTE BYPASSATI, PENSANO DI MOLLARE LA BARCA CHE AFFONDA: "POTREMMO ANDARE AL GRUPPO MISTO"

Federico Capurso per "la Stampa"

 

la smorfia di grillo ipnotizza lombardi e crimi

È quasi sera. I parlamentari del Movimento 5 stelle, alla ricerca di una bussola nello scontro che rischia di portarli alla scissione, si riuniranno a breve in assemblea. I deputati si stanno dirigendo alla spicciolata verso l' aula dei gruppi di Montecitorio e i senatori in conclave a palazzo Madama, quando il video di Beppe Grillo inizia a rimbalzare sugli schermi dei loro cellulari. È un Grillo diverso da quello furioso degli ultimi giorni. Ha compreso, forse per la prima volta, che il partito gli sta franando sotto i piedi: in pochi resterebbero con lui, in molti seguirebbero Giuseppe Conte.

 

GRILLO Lombardi e Vito A ROMA

La paura rende il suo sguardo mansueto, il tono conciliante: «Vorrei spiegarmi - esordisce -, perché sento delle dichiarazioni che mi fanno anche male. Forse non le merito». Si mostra come la vittima, di fronte al mondo grillino che dagli eletti agli attivisti lo accusa di aver silurato l' ex premier. Vuole spiegarsi e si rivolge direttamente a loro, ai parlamentari che minacciano di abbandonarlo: «Io sono venuto giù a farvi qualche battuta, lui si è offeso, ma sono battute - spiega riferendosi allo show al vetriolo contro Conte andato in scena davanti ai deputati la scorsa settimana -. Forse è la mia disgrazia».

marzo 2013 bersani in streaming con crimi e lombardi

 

Nella sua versione, è Conte a essersi «staccato». Sue la responsabilità, «io volevo solo fare il Garante», dice, e «ho agito come dovevo agire: con il mio cuore, con la mia anima e con la mia intelligenza. Non sono il padre-padrone del M5S, sono il papà». La decisione di staccare la spina, però, resta quella, perché «Conte non è la persona più adatta», ribadisce ancora una volta, prima di lanciare un ultimo disperato appello a non abbandonare la nave: «Restiamo uniti, se possiamo. Se poi qualcuno vorrà fare una scelta diversa, la farà in tutta coscienza».

 

Grillo appare così, per la prima volta dall' inizio dello scontro con Conte, terrorizzato. Fino a ieri mattina era convinto di poter bruciare sul tempo l' ex premier, convocando una votazione lampo su Rousseau per ridare una leadership collegiale al M5S e rincollare così i pezzi di un gruppo in frantumi, ma ben presto capisce che il suo piano potrebbe arenarsi prima ancora di partire.

 

VITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDI

È il reggente Vito Crimi a fargli capire che aria tira, quando Grillo gli chiede di indire il voto su Rousseau e Crimi gli risponde: «Impossibile». Tornare nelle mani di Davide Casaleggio creerebbe problemi giudiziari, legati al pronunciamento del Garante della privacy, sostiene Crimi. Piuttosto, «pubblichiamo lo Statuto di Conte», gli suggerisce come alternativa, ricevendo da Grillo - secondo indiscrezioni parlamentari - una minaccia di espulsione per direttissima.

 

giancarlo cancelleri

La risposta «ufficiale» di Grillo viene affidata ai social e si trasforma in un attacco frontale: Crimi deve autorizzare il voto su Rousseau entro 24 ore, in caso contrario - minaccia il fondatore M5S - sarà «ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al Movimento».

 

In quel momento Crimi, insieme a Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, reagisce paventando la possibilità di dimettersi e, forse, di lasciare anche il Movimento. Crimi, Lombardi e Cancelleri sono i tre membri del Comitato di garanzia del Movimento, l' ultimo organo politico rimasto in piedi, dopo il quale ci sarebbe il caos. Ed è in quel momento che Grillo comprende di dover fare marcia indietro.

 

GRILLO LOMBARDI CRIMI

In difesa di Crimi, intanto, si schierano i senatori fedeli a Conte: «Vito non merita di essere trattato così», dicono all' unisono. Il clima alla Camera è ben diverso. Crimi e i senatori sembrano un' entità lontana, mentre i deputati, spaesati, non vengono coinvolti.

Molti di loro, adesso, vorrebbero solo abbandonare tutto: «Potremmo andare al Misto», dicono. Gli altri sono spaesati, «non sappiamo niente», protestano nei capannelli che per tutta la giornata si formano nel cortile di Montecitorio.

 

STEFANO BUFFAGNI

Stefano Buffagni ne riunisce una dozzina per provare a dare una linea: «Chiediamo a Grillo e Conte di venire tutti e due alla Camera e di spiegarci cosa sta succedendo». Lo ribadirà in assemblea - dove gli unici a prendere le difese di Grillo sono i pochi deputati vicini all' ex ministro Vincenzo Spadafora -, ma la proposta di Buffagni si perde tra chi chiede di mettere al voto lo Statuto di Conte, chi vorrebbe un' ultima mediazione. Ma forse, per tutto questo, è già tardi.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…