UN, DUE, TRE, GRILLINO! - IN PERENNE LITE CON SE STESSI, E PER LA GIOIA DEI LORO MOLTI ELETTORI, I “CITTADINI” PENTASTELLATI CONTINUANO A DARSELE DI SANTA RAGIONE SENZA ALCUN VERO, INTELLEGIBILE MOTIVO

Annalisa Cuzzocrea per "La Repubblica"

Mentre i suoi senatori stanno ancora discutendo in diretta streaming, mostrando più che mai ferite aperte, e profonde, Beppe Grillo piomba con il blog a dire - ancora una volta - «siamo in guerra». «Il Movimento 5 stelle non è violento, ma è rivoluzionario. Vuol cambiare la società, restituire ai veri giocatori - i cittadini - la scacchiera, il gioco». E quindi «è condannato dalla sua stessa natura a vincere la partita o a perderla irrimediabilmente. I pezzi bianchi non possono allearsi con quelli neri. A differenza degli scacchi in questa partita non è previsto il pari, ma solo lo scacco matto».

«Non è più tempo di parlarsi addosso, ma di azioni», scrive il capo politico. E invita, praticamente in diretta, «chi vuole guardarsi l'ombelico» a tirarsi fuori («Il M5S non è il suo ambiente»). Poi annuncia: «Presto faremo il terzo Vday. Tenetevi pronti».

Parole che per i "talebani" sono come una festa. E che mettono nell'angolo chi, in quello stesso momento, a Palazzo Madama, cerca di spiegare fino in fondo come la pensa: primo fra tutti Luis Alberto Orellana. L'ex vice capogruppo al tempo di Vito Crimi, lo sfidante di Nicola Morra per la presidenza del gruppo (perse di soli due voti), il mite dirigente di una società telefonica di Pavia, dice chiaro che nella prospettiva di un governo a 5 stelle sulle alleanze «non bisogna avere tabù».

«Possiamo avere un potere contrattuale fortissimo - spiega - io sono per il dialogo come eravamo per il dialogo ad aprile, quando siamo andati a parlare con il Pd». Poi il nodo militanti, la necessità di coinvolgerli davvero: «La piattaforma sono anni che viene promessa, chi ha promesso dovrebbe dimettersi». E infine, la «totale opacità su chi compone lo staff».

«Sono successe cose gravi - dice riguardo al post di Claudio Messora che invitava tutti a non giocare al "piccolo onorevole" - una persona stipendiata da noi ha scritto sciocchezze, insinuato cose gravi senza prove, offeso il nostro lavoro». I "talebani" difendono il consulente della comunicazione. Ricordano che nel regolamento la scelta dello staff spetta a Grillo.

L'autrice di stornelli antidissidenti Paola Taverna esplode: «Non è stipendiato da noi, ma dai cittadini, non siamo imprenditori che ci mettono il culo». Carlo Martelli parla di «coda di paglia» di chi si è sentito offeso. «Ci spieghino cosa volevano fare», continua, per poi raccontare come la chat WhatsApp del gruppo - nell'ultimo mese - fosse diventata «una cloaca maxima degli insulti». Eppure, parlano anche Alessandra Bencini, che legge una lettera di sostenitori che le chiedono di cambiare il porcellum e chiede «di chi siamo portavoce? Del nostro meet up, del blog, o degli 8 milioni e mezzo che ci hanno votato?».

E Fabrizio Bocchino, che reclama la piattaforma chiedendo che gli attivisti vengano messi al centro («Non si sa chi parla in nome di chi»). E Maurizio Romani, che dice: «Se volete che non parli con i giornalisti cacciatemi. Parlare è nostro dovere». Poi sintetizza: «Vedo tanto astio in questa stanza. Sembra quasi che siamo già divisi in due gruppi, forse in tre».
È plasticamente così.

Ci sono gli 11 dialoganti (alcuni assenti, altri, come Lorenzo Battista, che ieri hanno scelto il silenzio); 12 incerti, con posizioni altalenanti, a seconda delle situazioni; e poi i talebani, che alzano i toni, invitano chi ha dubbi ad andar via, chiedono documenti che obblighino tutti a non fare interviste, a giurare di non fare mai e poi mai alleanze con alcuno. La riunione finisce tronca («continuerà via e mail»). Ognuno resta sulle sue posizioni. Nicola Morra - conversando con i giornalisti - chiede che Orellana rettifichi, «altrimenti dovrà prendere atto che le strade divergono».

Ma alla Camera, dove subito dopo è prevista una congiunta con i deputati, i "dissidenti" non si presentano. Chi c'è vota contro lo streaming: «Non vogliamo alimentare il gossip dei giornalisti», spiega il capogruppo Nuti, confermando la linea della trasparenza a giorni alterni. Per quanto le porte restino chiuse, il malumore emerge: l'unità di intenti che aveva prevalso prima della pausa estiva - con l'ostruzionismo riuscito contro il cambio della Costituzione - sembra essersi sciolta sotto il sole d'agosto. Si torna divisi più che mai: sulla linea, ma soprattutto, su chi la decide.

 

BEPPE GRILLO GIOCA A SCACCHI BEPPE GRILLO AL QUIRINALE VIGNETTA MANNELLI GRILLO A PASSI DI GAMBARO jpeggrillo BEPPE GRILLO POLVERE DI STELLE GAMBARO RIBELLI CLAUDIO MESSORAluis alberto orellanaPaola Taverna Fabrizio Bocchino

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO