1- GRILLO REGOLA I CONTI CON I “MEGAFONI DEI PARTITI NEI TELEGIORNALI, NEI TALK SHOW” 2- “HANNO TRASFORMATO PERSONAGGI COME LUPI, FORMIGONI, ALFANO, VELTRONI, ALEMANNO, FINI IN GIGANTI DELLA POLITICA. LI HANNO TENUTI IN VITA. IN CASO DI DIFFICOLTÀ SONO PUNTUALMENTE ACCORSI, PREMUROSI COME CROCEROSSINE, A PORTARGLI LA FLEBO” 3- “I PARTITI ORA MUOIONO, CADONO COME FOGLIE D'AUTUNNO. I CONDUTTORI SONO ANIMALI DOMESTICI (PAPPAGALLI?) DIMENTICATI DAL PADRONE DOPO UN TRASLOCO… I CONDUTTORI SONO COSTRETTI A INTERVISTARSI TRA DI LORO, A SCAMBIARSI OPINIONI DI CUI NON FREGA NIENTE A NESSUNO. SANTORO INTERVISTA LERNER. LA ANNUNZIATA INTERVISTA SANTORO. LA GRUBER INTERVISTA MIELI. HANNO INVENTATO L'INFORMAZIONE A CICLO CHIUSO” 3- AL “FATTO QUOTIDIANO ” NON TOCCATE SANTORO! BASTA MEZZA PAROLA SU MICHELONE ED E’ SUBITO “INSULTO”! “QUANDO BEPPE GRILLO INSULTA I CONDUTTORI TELEVISIVI…”

1- I DODO
Beppe Grillo per www.beppegrillo.it

È sempre più estraniante guardare cicciobombi e labbra turgide, megafoni dei partiti nelle televisioni nazionali, nei telegiornali, nei talk show. Provocano un senso di piccole cose di pessimo gusto, richiamano il profumo di fiori marci, l'odore pungente dei cespugli di bosso lungo i vialetti dei cimiteri. Le sagome che si agitano dietro lo schermo con l'estrema vitalità che talvolta precede le ultime ore di vita rammentano il dodo, l'uccello estinto, o gli ultimi giapponesi che combattevano a guerra finita in qualche atollo del Pacifico dopo il 1945.

Il loro lavoro di portavoci e anfitrioni, finora, lo hanno svolto egregiamente, hanno trasformato personaggi come Lupi, Formigoni, Alfano, Veltroni, Alemanno, Fini in giganti della politica. Li hanno tenuti in vita. In caso di difficoltà sono puntualmente accorsi, premurosi come crocerossine, a portargli la flebo. I partiti ora muoiono, cadono come foglie d'autunno.

I conduttori sono animali domestici (pappagalli?) dimenticati dal padrone dopo un trasloco. I loro studi, dove hanno manipolato per decenni l'opinione pubblica, sono spogli, tristi. I partiti vi inviano figure di secondo piano, per fare presenza. I conduttori sono costretti a intervistarsi tra di loro, a scambiarsi opinioni di cui non frega niente a nessuno. Santoro intervista Lerner. La Annunziata intervista Santoro. La Gruber intervista Mieli. Hanno inventato l'informazione a ciclo chiuso.

Il programma del MoVimento 5 Stelle per l'informazione li riguarda da vicino, gli offre una via di fuga, l'opportunità di cimentarsi in una vera professione, non è mai troppo tardi. Alcuni punti sulla televisione:
- nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l'azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%
- le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un'asta pubblica ogni cinque anni
- abolizione della legge del governo D'Alema che richiede un contributo dell'uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisive

- vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici
- un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti
- abolizione della legge Gasparri.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento.


2- AL "FATTO" NON TOCCATE SANTORO! BASTA MEZZA PAROLA SU MICHELONE ED E' SUBITO: "QUANDO BEPPE GRILLO INSULTA I CONDUTTORI TELEVISIVI"
Carlo Tecce per il "Fatto quotidiano"

Quando Beppe Grillo insulta i conduttori televisivi - ieri ultima intemerata contro "i megafoni dei partiti, animali domestici", nessuno escluso da Giuliano Ferrara a Michele Santoro - c'è sempre una domanda spontanea: dov'è finito col telecomando? Uno strumento pericoloso, soprattutto se nei salotti televisivi si confondono ospiti e arredo.

Forse avrà cercato di interpretare l'inviato di Ballarò che, per sublimare la vittoria di Federico Pizzarotti a Parma, intervistava i clienti di una pizzeria al taglio: fiori di zucca che esalano fra bocconcini di mozzarella, mani che impastano acqua e farina, una margherita che s'affloscia e un signore, piuttosto affamato e incazzato, che risponde mentre ingurgita: "Siamo messi male".

Oppure Grillo non avrà apprezzato l'ultimo plastico di Porta a Porta, versione leggermente più animata di quelle biciclette di Garlasco e villette di Cogne di cui l'Italia conosce i materiali e le planimetrie . Come, vi sfugge? Il plastico umano con Fabrizio Cicchitto (Pdl), Nicola Latorre (Pd) e Gian Luca Galletti (Udc) che, mesti mesti la sera dei ballottaggi, sproloquiano sul terremoto in Emilia e la bomba di Brindisi e poi, a mezzanotte in fascia non più protetta, s'avventurano in ragionamenti politicamente complessi: "Grillo è un comico o un capopopolo?". A saperlo.

Non ha funzionato nemmeno il titolo di Vespa: "Dopo le elezioni niente è più come prima". Niente, tranne Porta a Porta. Che convoca la rampante Anna Finocchiaro (Pd), infastidita perché costretta a parlare di Parma dove il Pd "non ha perso, semmai non ha vinto", secondo Pier Luigi Bersani: "Sono curiosa di sapere cosa hanno voluto dire i cittadini di Parma votando Grillo". È bene che si sbrighi, prima che la concorrenza rubi l'ideona di Franco Frattini: "Subito le riforme per riavvicinare i cittadini ai politici".

Che Porta a Porta fosse un teatro a volte confinante col deserto, l'aveva capito Angelino Alfano qualche mese fa: 9,3% di share in prima serata, un sforzo in più e l'avrebbero usato come segnale orario. Consumato il patto di non aggressione con Quello che (non) ho di Fazio e Saviano, e dunque accontentandosi di un modesto 13% di share, martedì Giovanni Floris è tornato con la solita compagnia di giro arruolando il 90enne Cesare Romiti, il più fresco in studio.

Poi c'erano Matteo Renzi (Pd), Maurizio Lupi (Pdl), il direttore Alessandro Sallusti e il viceministro Vittorio Grilli, sotterrati con quelle tradizionali venti-trenta schedine illustrate che tanto piacciono al conduttore. La scenetta più carina l'ha recitata Floris quando ha salutato Leoluca Orlando in collegamento da Palermo mentre Lupi diceva testuali parole: "L'unico modo per combattere l'anti-politica è metterci la nostra faccia". Non male neppure il sindaco Renzi aderente al Bersani-pensiero: "Oggettivamente il Pd ha vinto".

Stratosferico Sallusti rivoluzionario: "Grillo è una risorsa". Ascolti un po' l'ex giornalista di Arcore convertito al V-day e un po' il rottamatore di Firenze in soccorso del buon usato, e passa un'ora e ancora un'ora, e Ballarò saluta con il 16% di share. Il linguaggio totalizzante di Grillo non permette distinzioni e, anche se la televisione ne racconta comizi e battute spingendo il Movimento, e il giovane Pizzarotti da Parma non è indifferente al mezzo, stavolta critica tutti.

Non risparmia nessuno, neppure quelli che durante l'embargo berlusconiano l'avevano mandato in onda: "È sempre più estraniante guardare cicciobombi e labbra turgide, megafoni dei partiti nelle televisioni nazionali , nei telegiornali, nei talk show. Il loro lavoro di portavoci e anfitrioni, finora, lo hanno svolto egregiamente". Il testo di Grillo è appeso a un disegno che ritrae Ferrara, Annunziata, Lerner, Formigli e Floris col becco: "I conduttori sono animali domestici (pappagalli?) dimenticati dal padrone dopo un trasloco. I loro studi, dove hanno manipolato per decenni l'opinione pubblica, sono spogli, tristi.

I partiti vi inviano figure di secondo piano, per fare presenza. I conduttori sono costretti a intervistarsi tra di loro, a scambiarsi opinioni di cui non frega niente a nessuno. Santoro intervista Lerner. L'Annunziata intervista Santoro. La Gruber intervista Mieli. Hanno inventato l'informazione a ciclo chiuso". Lerner risponde subito: "Grillo ha ragione nell'evidenziare l'usura dei dibattiti politici in televisione. Finge di stargli alla larga, ma in realtà li segue assiduamente (poveraccio) per assediarli". E ci riesce perfettamente: tutti discutono del Movimento in tv, il Movimento non discute con loro. L'assenza premia.

 

PRIMO PIANO DI BEPPE GRILLO LA DEMOCRAZIA DEL TE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO PAOLO MIELI gr18 lilli gruberLUCIA ANNUNZIATA Gad Lerner MAURIZIO LUPI ROBERTO FORMIGONI Angelino Alfano FEDERICO PIZZAROTTI CON LA MOGLIE CINZIA vespa portaCOLLAGE SUL SITO DI GRILLO

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”