fassino

IL GRISSINO CHE GALLEGGIA NEL MINESTRONE PD - PERNA SU FASSINO: ‘PENSIONATO D'ORO, HA ‘SPOSATO’ TUTTI I LEADER. ORA È A DISPOSIZIONE DI RENZI NELL'INUTILE PELLEGRINAGGIO TRA I CORPI SEPARATI DELLA SINISTRA - DI CARATTERE STIZZOSETTO, FECE SINGHIOZZARE LIVIA TURCO (CHE EBBE LA SUA VENDETTA CON CHERNOBYL), EBBE UNA VITA SENTIMENTALE BOLLENTE’

 

la profezia di fassino

Giancarlo Perna per ‘La Verità’

 

Non c' è fra i politici una figura di sublime umiltà che stia alla pari con il pd Piero Fassino. Omero pensava a lui quando cantò Ajace Telamonio, l' infaticabile guerriero che si gettava in ogni battaglia per poi ritirarsi solitario nella tenda.

Come Aiace, Piero non cerca il premio. Agisce per puro spirito di servizio, come si diceva ai tempi della Dc.

 

Senza la retorica renziana del treno, nei giorni scorsi Fassino ha messo gambe in spalle ed è partito in missione. Ha pellegrinato tra i corpi separati della sinistra - bersaniani, pisapiani, ex vendoliani, radicali, verdi - cercando di riconciliarli tra loro e con il Pd. Non ha cavato un ragno dal buco, poiché ciascuno vuole suicidarsi per conto proprio. Mesto, ma il cuore in pace per il dovere compiuto, se n' è così tornato nella sua Torino. Anna Serafini, la seconda moglie, l' ha consolato con le melanzane alla parmigiana, suo piatto prediletto.

 

fassino appendino

Il rischio che corre Fassino per modestia è di essere preso sottogamba. Non solo nel Pd, che lo sfrutta affibbiandogli incarichi gravosi senza concambio. Ricordo, in proposito, che è un pensionato. D' oro, d' accordo, perché con 5 legislature alle spalle, un 12.000 euro lordi gli entrano di certo. In ogni modo, è a spasso. Lo è da quando la grillina, Chiara Appendino, gli ha precluso il secondo mandato di sindaco di Torino nel 2016. Non ha incarichi di partito, non è in corsa per nessuna poltrona. È un sessantottenne a disposizione del quarantaduenne Matteo Renzi. La stampa, perciò, lo tratta come un rottame galleggiante in attesa che sparisca all' orizzonte.

E dimentica ciò che fu.

 

SABAUDA DETERMINAZIONE

Ristabiliamo i valori. Intanto, preferisco uno che invecchia con l' occhio al futuro a chi lo inietta di sangue rabbioso come il coetaneo, Max D' Alema, in lite col mondo. Segnalo poi una cosa che si tace sempre: Fassino è stato il più longevo segretario degli ex comunisti nella seconda repubblica. Ha guidato il partito 6 anni di fila (2001-2007), contro i 4 di D' Alema, gli altrettanti di Renzi, e così via. Segno che la sabauda determinazione di Piero era il balsamo migliore per quel nido di vipere del Nazareno.

il web si commuove per fassino

 

Non evoco a caso la categoria «sabauda». È Fassino che, psicoanalizzandosi, vi ricorre volentieri. «Sono nato a Torino e sono sabaudo», ama dire. «Sono alto, magro (non ci piove: 1,92 per 65 kg, soprannome, Grissino, ndr) e ho questa immagine un po' calvinista, tipica di chi è vissuto in una città forgiata dall' etica del lavoro». Aggiunge: «L' affetto della gente per me dipende proprio dalla mia magrezza, dal fatto che sembro una persona tormentata». Voi direte che se la canta e se la suona.

 

Sbagliato: guidando Torino (2011-2016), fu davvero e più volte il sindaco più amato delle grandi città.

 

LO SCHEMA LAVASTOVIGLIE

Lavorava 16 ore al giorno, pretendendo altrettanto dallo staff che era allo stremo. Aveva anche le manie pignolesche del Cav. Quando c' era un avvenimento solenne, curava personalmente gli effetti luce, la disposizione dei microfoni, eccetera.

FASSINO E APPENDINO

 

Esattamente come il Berlusca che, per i pranzi di Palazzo Chigi, abbinava i fiori, controllando le polpe dei maggiordomi. Risvolto privato di questa meticolosità, è che in casa vuole essere lui a sistemare le stoviglie nella lavatrice in base a un metodo di sua concezione. E non accetta intromissioni della moglie Anna.

 

Guai contrariarlo: è stizzosetto.

Osservandolo, peraltro, lo si intuisce: magrezza scheletrica, sguardo ipertiroideo, passo da cicogna che pare avventartisi addosso. Ha frequenti esplosioni di cui si scusa dicendo: «Chi si sfoga mangiando, io lo faccio con gli scatti d' ira. Ma tornano presto a volare gli uccelli e si rafforza il rapporto umano». Questo lo dice lui. Certe sgarberie, soprattutto in passato quando venivano a pioggia, gli hanno causato fieri rancori.

 

fassino agnelli juventus

A metà degli anni Ottanta, Fassino - allora segretario cittadino del Pci - era nuclearista. Fu fatta una riunione di partito per decidere se approvare l' apertura della centrale di Trino Vercellese. I sì fassiniani prevalsero, mettendo in minoranza gli ecologisti di Livia Turco, allora promettente giovinetta. La ragazza pianse, come farà poi innumerevoli volte. Fassino si alzò e disse: «Spegniamo le luci e lasciamo Turco piangere». Al buio, il singhiozzo divenne rantolo. Livia gli tolse il saluto, finché ebbe una soddisfazione.

 

UN PO' NUCLEARISTA UN PO' ANTI

FASSINO AL GAY PRIDE

Poco dopo, accadde l' incidente di Cernobyl. Il giorno successivo, Grissino come niente fosse organizzò una marcia di protesta a Trino per chiedere la chiusura immediata dell' impianto da lui appoggiato.

Una disinvolta doppiezza, tipica del Pci togliattiano, di cui Piero dette anni dopo un' altra mirabile prova.

 

RENZI FASSINO

Battuto da Silvio Berlusconi nelle elezioni del 1994, Achille Occhetto dovette lasciare la segreteria del Pds. A fargli le scarpe era il vice, D' Alema, che puntava al posto. Occhetto, odiandolo, brigò perché a succedergli fosse invece l' altro aspirante, Walter Veltroni. Chiese perciò a Piero, suo fedelissimo (lo è stato di tutti i capi pro tempore), di aiutarlo nella manovra. Fassino organizzò un intrigo antidalemiano che però fallì e Max fu eletto segretario.

 

fassino capalbio

Piero, che gli si era messo contro, rischiava il frigidaire. Tutto si risolse invece col salto della quaglia. L' indomani si presentò dal neosegretario e, come fossero da sempre in sintonia, gli disse complice: «Che ne facciamo di Occhetto? Ha la mania di persecuzione. Va liquidato». Perse la stima di Achille ma agganciò Max. Tanto che, quando 5 anni dopo, salì a Palazzo Chigi, lo fece ministro del Commercio estero e poi Guardasigilli nel governo Amato II (2000). Non facciamo i moralisti: sono le inevitabili miserie del carrierismo.

 

qualcuno faccia mangiare fassino

A SCUOLA DAI GESUITI

Figlio unico di agiata famiglia, Piero ebbe l' adolescenza movimentata dai continui cambi prospettici dovuti alla vertiginosa crescita.

 

Quando finalmente si arrestò, aveva finito il Classico dai gesuiti e frequentava Scienze politiche. Fu però distratto dalla politica, deludendo il babbo che lo voleva in azienda. Era concessionario dell' Agipgas per il Piemonte, grazie a Enrico Mattei, capo dell' Eni, suo compagno nella resistenza.

 

Piero Fassino

Per il Pci, Piero rinunciò pure alla laurea che prese solo nel 1998, sull' uscio dei 50 e già ministro, al motto: «Non lascio mai le cose a metà».

 

IL FLIRT CON CARMEN LLERA

All' attivismo ha congiunto una vigorosa vita sentimentale. Nelle more tra le 2 nozze senza figli - le prime con la giornalista Marina Cassi -, gli è stato attribuito un acceso flirt con Carmen Llera, vedova di Alberto Moravia. Fu lei col boccaccesco, Diario dell' assenza (Bompiani), a rivelare inediti lusinghieri sul protagonista maschile. I più vi riconobbero Fassino. Altri, Gad Lerner.

 

Abbracciando la prima tesi, scrissi 25 anni fa un articolo, contenente i brani più arditi del Diario. Incrociandomi in Transatlantico, Fassino mi disse: «Ci vuole rispetto umano» e sottolineò il biasimo con un roteare d' occhi mai dimenticato.

 

Infine, il felice matrimonio con la compagna di partito, Anna Serafini, è propiziato dalle 5 legislature che ha anche lei alle spalle con conseguente sommatoria dei vitalizi.

Piero Fassino

Toscana del monte Amiata, regno nell' Ottocento del ribelle Davide Lazzaretti, Anna è figlia di queste scaturigini. Gelosa, non è tipo da lasciare correre e pare che compaia qua e là, ovunque Fassino si trovi e quando meno se lo aspetta. Lo lasciamo in buone mani.

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