GUERRA IN CASA GRILLO - IN EMILIA ROMAGNA SI ALLARGA LA FRATTURA TRA LA BASE E LO STAFF DEL BLOGGER. E PARTONO PURE LE CARTE BOLLATE. SPUNTA UN ESPOSTO ALL’AGCOM DEGLI “EPURATI” CONTRO LA “CASALEGGIO E ASSOCIATI”, CHE POSSIEDE IL SIMBOLO DEL MOVIMENTO 5 STELLE, PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA E PUBBLICITÀ NON TRASPARENTE - LA LUNGA SCIA DI ESPULSIONI…

Caterina Giusberti ed Enrico Miele per Repubblica.it

Una guerra vera e propria. In Emilia Romagna si allarga la frattura tra la base e lo Staff del blogger. E partono pure le carte bollate. Spunta un esposto all'Agcom degli "epurati" contro la "Casaleggio e Associati", che possiede il simbolo del Movimento 5 Stelle. Nervi sempre tesi tra il consigliere regionale Giovanni Favia e quello comunale Massimo Bugani.

Si discute nei forum, con gli attivisti arrabbiati per l'espulsione di Filippo Boriani, eletto in quartiere a Bologna e poi licenziato con un p.s. dal blog di Grillo. Una battaglia culminata con la richiesta, partita dai grillini bolognesi, di un incontro con Grillo e Casaleggio di cui lo Staff non è nemmeno informato: "Non sappiamo nulla di questa vicenda".

Un caos che nasce dall'amarezza per le tante espulsioni in regione, da quella di Valentino Tavolazzi all'ultima, quella di Boriani, colpevole di avere già due mandati alle spalle. Espulsioni che hanno toccato tutte le province bolognesi, e che hanno convinto una parte degli "epurati" a creare una rete online di ribelli, il "Movimento Revolution", che ha deciso addirittura di portare Grillo e Casaleggio davanti all'Agcom.

L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto un fascicolo sul M5S, per pratica commerciale scorretta e pubblicità non trasparente. Secondo l'esposto il non-partito del blogger genovese, in realtà sarebbe una società di e-commerce (la Casaleggio Associati) e dovrebbe poter essere identificata come tale dal consumatore.

Dietro a Grillo ci sarebbe insomma un'azienda che ricava un introito attraverso il blog e la vendita di vari prodotti, con tanto di padrone: Casaleggio. "Il blog Beppegrillo. it non può ritenersi un partito - si legge nella segnalazione arrivata a Roma - non avendo una struttura gerarchica, e non può ritenersi un movimento politico avendo un proprietario". Il portavoce degli scontenti è Gaetano Vilnò, ex grillino parmense espulso nel 2009, che ha scritto anche una lettera al Presidente della Repubblica.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Persino il blitz dei grillini alla Festa dell'Unità contro Bersani, diventa motivo di divisioni. Il consigliere comunale di Bologna Massimo Bugani, tra i più vicini allo Staff di Grillo, ha chiamato al telefono, venerdì, il segretario Pd Raffaele Donini. Esattamente come fece già mesi fa, dopo le polemiche circolate sulle riprese del consigliere regionale Favia sul luogo della morte di Maurizio Cevenini.

Favia, d'altra parte, si difende: "Io ho rispetto dei volontari e delle feste, come momento di aggregazione, non sono un bullo e non ho organizzato io quell'iniziativa. Anzi, sono stato informato dagli attivisti del blitz alla festa e sono andato come garante, proprio per impedire che ci fossero incidenti".

Quanto alla telefonata tra Bugani e Donini, Favia glissa: "Non so di che telefonata si tratti. Io comunque sto con gli attivisti, se loro decidono un'azione, io sono con loro". Nessun problema quindi con Bugani, almeno "dal punto di vista politico": "Sul fronte personale invece - aggiunge Favia - sono questioni nostre". Non si tratterebbe però di rivalità per la corsa in Parlamento. Se Bugani definisce "demente" chiunque pensi che voglia andare a Roma, Favia ha più volte negato una sua candidatura, e nega pure di essere a capo della "fronda" dei ribelli della Regione contro lo Staff: "Non sono capo di alcuna fronda. Con Grillo ho cenato ieri sera, ci siamo abbracciati, abbiamo parlato di altro. Leggendo il nostro forum si capisce che c'è un dibattito acceso tra gli attivisti. Il problema non sono le poltrone in Parlamento ma i metodi decisionali".

Un problema di "rapporti" con lo Staff, che caccia attivisti ed eletti in un modo che anche la consigliera comunale Federica Salsi, pur riconoscendo a Grillo il ruolo di garante, giudica "violento e un po' brutale". Per questo motivo, ammette Favia di fronte alla richiesta di un incontro con Grillo dopo l'epurazione di Boriani, "in generale la comunicazione va sempre bene. Si faccia se si ritiene utile". Ma a Milano di questa richiesta non ne sanno nulla.

 

 

casaleggio-grilloGIOVANNI FAVIAMAURIZIO CEVENINI casaleggio grillo

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