di battista de vito raggi

POLVERE DI 5 STELLE SUL CAMPIDOGLIO - "HA COPERTO IL DOSSIERAGGIO DI RAGGI" NELLA FAIDA ROMANA DEL M5S FINISCE ANCHE DI BATTISTA TIRATO IN BALLO DALL’ATTUALE PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA DE VITO - IN CHAT LA SINDACA ESULTA PER LE DIMISSIONI DI CARLA RAINERI E MINENNA

RAGGI DE VITORAGGI DE VITO

Edoardo Izzo e Ilario Lombardo per la Stampa

 

Chissà come si sente Roberta Lombardi ora, ripensando a quella sera del gennaio 2016 in cui ha salvato Virginia Raggi. Sì: la sindaca, che domani dovrebbe essere interrogata dai pm nell' ambito dell' inchiesta sulle nomine, è stata graziata dalla sua acerrima nemica e da un altro big, Alessandro Di Battista. In quel covo di veleni che è diventato il M5S a Roma, ci mancava solo una guerra sporca di dossier e le successive coperture collettive «per salvare il Movimento».

 

Per capire i contorni di una vicenda, anche questa finita in mano ai magistrati, è obbligatorio ricostruirne le tappe più importanti. Il 19 marzo 2015, l' allora consigliere comunale Marcello De Vito chiede un accesso agli atti alla Direzione Edilizia - Unità operativa condoni, del Dipartimento di programmazione urbanistica, per avere maggiori informazioni sul seminterrato intestato a F. B., in via Cardinal Pacca, zona Aurelio. Secondo le segnalazioni di una fonte, la richiesta di condono e di agibilità per sanatoria sarebbero state protocollate grazie a una mazzetta.

 

alessandro di battista virginia raggi alessandro di battista virginia raggi

Il 28 dicembre 2015 gli allora consiglieri Raggi, Daniele Frongia ed Enrico Stefàno, in una riunione con i consiglieri municipali M5S, accusano De Vito di abuso d' ufficio. Siamo nei mesi precedenti alle primarie per scegliere il candidato di Roma e già si sa che sarà una sfida a due tra Raggi e De Vito. La questione arriva ai vertici del M5S. Il 7 gennaio 2016 ha luogo un' altra riunione: questa volta, oltre a De Vito, sono presenti anche Lombardi, Di Battista, Carla Ruocco, Paola Taverna, due dei quali esponenti del direttorio nazionale, oltre ai responsabili della comunicazione Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi.

 

MARRAMARRA

Della cordata Raggi-Frongia-Stefàno, viene mandato a parlare il più debole dei tre, Stefàno: «Abbiamo sentito un avvocato. Ci ha detto che si potrebbe profilare l' abuso d' ufficio per Marcello». Di Battista va su tutte le furie: «Avete sentito un avvocato a nome di chi?», gli urla contro. «E chi sarebbe l' avvocato?», chiede De Vito. I tre non rispondono. Ma da chi avevano avuto la soffiata?

 

Questa è la parte oggi più interessante della storia anche agli occhi degli inquirenti che, dopo Lombardi e De Vito, dovrebbero sentire Di Battista e Ruocco. I sospetti nei mesi cadono su due nomi che l' Italia avrebbe imparato a conoscere: Salvatore Romeo e Raffaele Marra, entrambi dipendenti del Campidoglio. Il che confermerebbe la vicinanza con Raggi e Frongia, di cui diventeranno i fedelissimi, già molti mesi prima della vittoria del M5S a Roma. Nello specifico De Vito sospetta di un dirigente vicino a Romeo.

 

alessandro  di battista virginia raggi alessandro di battista virginia raggi

La sera stessa della riunione, comunque, De Vito invia una mail in cui spiega che tutto nasce da una richiesta dei consiglieri regionali. Poi inoltra un' altra mail dell' avvocato del M5S Paolo Morricone a cui si era rivolto per l' accesso agli atti. Il legale oggi spiega: «Probabile anche che sia stato Marra, ma non ci sono prove.

 

Di certo è stata una manovra contro De Vito». De Vito pretende provvedimenti per il comportamento scorretto dei colleghi. Chiede l' esclusione, almeno dalle candidature a Roma. E' arrabbiato, vuole anche sporgere querela e prepara un esposto. Qualcuno lo stoppa, però. A sorpresa si scopre che è Lombardi: «Facciamolo per il bene del Movimento», gli dice. I vertici M5S decidono di coprire tutto.

 

Lombardi non può sapere che con quella decisione è lei a spianare la strada a Raggi.

Per De Vito, sconfitto alle primarie e divenuto presidente dell' assemblea capitolina, uno smacco unito alla delusione nei confronti di Di Battista: «Sì mi ha difeso - confiderà in seguito - ma poi anche lui ha coperto tutto».

 

Intanto emergono altre conversazioni dalla chat «Quattro amici al bar» in mano ai pm che indagano sulle nomine in Campidoglio. Come quella in cui Raggi, Frongia, Romeo e Marra festeggiano le dimissioni di Carla Raineri da capo di gabinetto e di Marcello Minenna da assessore al Bilancio con faccine, cuoricini, trombette.

 

Dalla chat emerge anche un retroscena su Raffaele Guariniello, l' ex che pm di Torino che offre la sua consulenza a Raggi sulle questioni ambientali: era stato ribattezzato dai 4 in modo poco carino, Guè Pequeno, il rapper milanese conosciuto come «Il Guercio».

 

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