berlusconi figli

UN PARTITO DI FAMIGLIA - SE NON E’ BERLUSCONI A METTERE I SOLDI IN “FARSA ITALIA” CI PENSANO I SUOI FIGLI: OGNUNO DEI 5 EREDI DI ARCORE HA SGANCIATO UN ASSEGNO DA 100 MILA EURO - ANCHE PAOLO BERLUSCONI, CONFALONIERI E BRUNO ERMOLLI HANNO SGANCIATO LA STESSA SOMMA

Antonio Angeli per “Il Tempo”

 

SILVIO BERLUSCONI CON LA FIGLIA MARINA SILVIO BERLUSCONI CON LA FIGLIA MARINA

In tempo di antipolitica i partiti navigano in pessime acque, soprattutto economiche, e per rimpinguare le casse prossime allo svuotamento si fa la questua tra parenti, amici e semplici conoscenti. La svolta è arrivata due anni fa, con la legge 13/2014, quando il finanziamento pubblico diretto ai partiti è stato sostituito da forme indirette, attraverso la scelta volontaria del 2×1000 da parte dei cittadini e le detrazioni fiscali per le donazioni liberali. Così i bilanci dei gruppi parlamentari si stanno «evolvendo» e, nel giro di un anno, tra 2013 e 2014, è più che quintuplicato, ad esempio, il peso dei contributi da persone giuridiche, tra cui rientrano anche le aziende (dato OpenPolis).

Pier Silvio Berlusconi e la figlia segreta LucreziaPier Silvio Berlusconi e la figlia segreta Lucrezia

 

Un’analisi della situazione può essere fatta attraverso le «dichiarazioni congiunte» depositate alla Camera dei deputati, relative ai finanziamenti elargiti dai privati cittadini ai partiti, dalle quali emerge un notevole cambiamento rispetto al passato. Il Pd, attualmente, ad esempio, ricorre quasi esclusivamente ai finanziamenti dei propri eletti e anche dei suoi dirigenti.

BARBARA BERLUSCONI COI FIGLI EDOARDO E ALESSANDROBARBARA BERLUSCONI COI FIGLI EDOARDO E ALESSANDRO

 

Ma con con una curiosità: tra i nomi dei «big» che hanno versato la loro quota al partito non figura Matteo Renzi, mentre ci sono i suoi due vice, Lorenzo Guerini (18.000 euro) e Debora Serracchiani (15.600 euro) e soprattutto tutti gli esponenti dell’opposizione interna, con in testa Pierluigi Bersani che, da «paperone» del Pd ha versato 20.300 euro. E c’è anche chi cambia formazione e «paga doppio»: l’unico (per il momento) ad aver finanziato due partiti diversi è Pippo Civati: prima ha versato la sua quota al Pd (6.000 euro) e dopo la sua uscita dai Dem ha dato 5.579 euro al partito che lui stesso ha fondato: Possibile.

 

PAOLO BERLUSCONI CON I FIGLIPAOLO BERLUSCONI CON I FIGLI

Ma il vero recordman della politica è sempre lui, il Cav: gli impegni di Silvio Berlusconi in favore del suo partito sono titanici, con tre maxi-assegni per estinguere altrettante fidejussioni: il primo di 23.284.365,90 euro per un fido di Mps del 2001; il secondo di 10.382.032,81 euro per un fido del Banco Popolare di Sondrio risalente al 1998; un terzo pari a 10.249.413,72 euro per un fido del 2000 della Banca del Fucino, sede di Roma.

In fuga, invece, i grandi imprenditori come Gavio, Arvedi o Riva, che nel passato avevano aiutato FI o il Pdl.

 

berlusconi e figliaberlusconi e figlia

Tra le imprese si registrano solo la Sant’Angelo, una società immobiliare di Roma (30.000 euro) e la Italgraf (23.000) sempre della Capitale. Il resto arriva tutto dagli eletti, con Paolo Romani che si dimostra il più prodigo (66.800 euro). Ma la fuga di imprese e privati dal sostegno economico ai partiti è generalizzato, così in soccorso di Forza Italia sono dovuti accorrere anche il fratello di Berlusconi, Paolo, nonché Fedele Confalonieri e Bruno Ermolli, con altri tre contributi di 100.000 euro a cui se ne è aggiunto uno della Fininvest, sede di Roma. I cinque figli dell’ex Cavaliere, Barbara, Eleonora, Luigi, Marina e PierSilvio, hanno fatto la parte dei leoni staccando ciascuno un assegno di 100.000 euro in favore delle Casse azzurre nel 2015.

 

2 - I CINQUE FIGLI DEL CAVALIERE IN CAMPO PER RISANARE I CONTI DI FORZA ITALIA

Da “il Giornale”

 

1 berlusconi figli chi1 berlusconi figli chi

La famiglia Berlusconi scende in campo per salvare i conti di Forza Italia. I cinque figli del Cavaliere, Barbara, Eleonora, Luigi, Marina e Pier Silvio, hanno staccato un assegno da 100mila euro ciascuno nel 2015 in favore delle casse «azzurre». È quanto emerge dalle dichiarazioni congiunte, con i finanziamenti che i privati danno ai partiti e che devono essere depositate alla Camera.

 

PIERSILVIO BERLUSCONI E FEDELE CONFALONIERIPIERSILVIO BERLUSCONI E FEDELE CONFALONIERI

In soccorso di Fi sono arrivati anche il fratello di Berlusconi, Paolo, nonché Fedele Confalonieri e Bruno Ermolli con altri tre contributi di 100mila euro a cui se ne è aggiunto uno della Fininvest sede di Roma. Ben più onerosi gli impegni di Silvio Berlusconi in favore del suo partito, con tre maxi-assegni per estinguere altrettante fidejussioni: il primo di 23.284.365,90 euro per un fido di Mps del 2001; il secondo di 10.382.032,81 euro per un fido del Banco Popolare di Sondrio risalente al 1998; un terzo pari a 10.249.413,72 euro per un fido del 2000 della Banca del Fucino sede di Roma.

 

Dalle dichiarazioni congiunte si apprende che il contenzioso tra Fi e Ncd sui soldi del Pdl si è chiuso con un accordo siglato il 22 ottobre 2014 (al momento della scissione) che ha portato il 15 marzo 2015 a Fi una prima tranche di 900mila mila euro.

 

BRUNO ERMOLLI BRUNO ERMOLLI

Ne è seguita, il 24 aprile, una «scrittura privata» che ha portato due altre tranche di 27.600 e di 6.815,20 euro. Sempre dal Pdl sono arrivati altre risorse in termini di beni e servizi: 92.458,97 sono giunti dal «distacco parziale di personale dipendente» e 8.200 per la «messa a disposizione di locali con contratto di comodato». Tra gli eletti Paolo Romani si dimostra il più prodigo (66.800 euro).

 

 

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