S'E' SBIADITA LA "ZONA ROSSA" - SCOMPARSI I FEUDI STORICI DELLA SINISTRA: ORA IL PD VINCE A PADOVA (DEMOCRISTIANA DA SEMPRE), PERDE A SESTO SAN GIOVANNI E STRAPPA QUALCHE COMUNE NEL MEZZOGIORNO - NEL CENTRODESTRA UN PROBLEMA CHIAMATO “EUROPA” - L'ANALISI DI ILVO DIAMANTI

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

manifestazione pcimanifestazione pci

 

I passaggio elettorale di giugno annuncia una stagione politica particolarmente calda. Perché i risultati hanno delineato uno scenario instabile. Per molti versi, indefinito. Con alcuni aspetti di continuità e altri di novità rispetto agli ultimi anni. Aspetti, peraltro, che coincidono largamente. Perché la novità maggiore è il ritorno del bipolarismo fra centro-sinistra e centro-destra.

 

comunisti mangiano bambinicomunisti mangiano bambini

Sembrava incrinato, se non destrutturato, dopo l' affermazione del M5s, annunciata giusto alle precedenti amministrative, cinque anni fa, con la conquista di Parma ad opera di Federico Pizzarotti. Che domenica è stato rieletto, con una maggioranza chiara. Ma con una lista nuova. Personalizzata. Creata da lui. Intorno a sé.

 

Ma l' Italia dei sindaci uscita dal voto di domenica mostra un profilo più tradizionale. È un' Italia bi-polare, dove 117 dei 159 eletti sono espressi dalle due coalizioni maggiori.

 

Centrodestra e centrosinistra. La maggiore novità è, però, costituita dalla forte crescita del centrodestra, che sale da 44 a 59 città (maggiori) amministrate. Mentre il centrosinistra (se si considerano anche gli "altri candidati di sinistra") perde oltre venti sindaci. E scende da 81 a 58. Per cui ha ragione Renzi quando afferma di avere vinto. Ma ha anche perso. Molti sindaci. Il M5s, infine, allarga la sua presenza nei governi locali: da tre a otto. Ma si conferma fluido, proiettato sull' arena nazionale ma scarsamente consolidato nel territorio.

elezioni comunalielezioni comunali

 

Tuttavia, fluido appare l' assetto politico del Paese, nell' insieme. È, infatti, difficile individuare in Italia zone specifiche, per concentrazione e continuità del voto. Com' è avvenuto fino a quasi dieci anni fa. Oggi quelle Italie non si riconoscono più. L' intero territorio sembra aver perduto i colori e gli orientamenti tradizionali.

 

Il centrosinistra. Era radicato nelle regioni dell' Italia centrale. Definite, per questo, "zone rosse". Ma oggi non sembrano più nemmeno "rosa pallido". Il centrosinistra, prima, in quest' area amministrava 13 comuni maggiori. Oggi ne governa otto. Ha perduto, fra l' altro, Pistoia e Piacenza.

 

renzi post elezionirenzi post elezioni

Nelle regioni del Nord-ovest, peraltro, è più che dimezzato: da 29 a 14 città. Superato dal centrodestra, che oggi ne governa 24. Fra queste, alcune città particolarmente importanti. Per prima: Genova. Ma anche La Spezia e Monza. Oltre a un luogo mitico, come Sesto San Giovanni. Perduto dopo settant' anni di governo. Il centrosinistra, per contro, si è meridionalizzato. Nel Mezzogiorno e nelle Isole la sua presenza nei governi locali si è allargata: da 24 a 26. Mentre il peso del centrodestra è sceso da 21 a 14.

 

Il mutamento delle zone geopolitiche in Italia ha interessato anche il Nord-est. Tradizionale zona "bianca". Prima democristiana, in seguito forza-leghista. In questa occasione è stato teatro di una rimonta del centrosinistra. Che si è affermato, fra l' altro, a Padova.

 

Si disegna, così, una mappa dai colori incerti. Che riflettono l' incertezza e il distacco degli elettori. L' astensione, infatti, è risultata ampia come poche altre volte, in passato. Ai ballottaggi, infatti, ha votato circa il 46% degli elettori, 12 punti in meno rispetto al primo turno. E il calo è apparso particolarmente sensibile nel Sud: circa venti punti.

 

beppe grillo davide casaleggiobeppe grillo davide casaleggio

Quasi 25 anni dopo la riforma della legge elettorale relativa alle amministrazioni delle città, la stagione dei sindaci è in declino. L' elezione diretta alle amministrative appariva in origine una via per superare il vecchio sistema politico, travolto da Tangentopoli. Le persone al posto dei partiti. La soluzione individuata per restituire fiducia nelle istituzioni. Ma oggi quel modello mostra i suoi limiti. Anche perché, senza partiti, il legame tra politica, amministrazione e società si indebolisce.

 

Così, sul territorio si riproducono i vizi e i contrasti che si osservano sul piano nazionale. I cattivi risultati del centrosinistra nelle città, infatti, riflettono le divisioni fra il Pd e i gruppi politici alla sua sinistra. In parte ispirati dai soggetti scissionisti. Ai quali, peraltro, fanno riferimento molti dei candidati nelle maggiori città. Dall' altra parte, il centrodestra "unito" appare in grado di competere e di vincere in molte zone e in molti contesti. Il problema, semmai, è quando si passa all' ambito nazionale. Allora le divisioni riemergono, acute. Sul piano personale, oltre che politico.

 

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI

Perché Berlusconi (rieccolo) non ha alcuna intenzione di cedere lo scettro della coalizione a Salvini. Il quale ambisce ad esserne la guida. Anche se non è legittimato a "governare", senza l' appoggio e la mediazione di Berlusconi e di Forza Italia. Soprattutto per ragioni internazionali. Per il rapporto con la Ue. Il principale "avversario" della Lega e dei suoi alleati. I populisti (anti)europei. Per primo, il Front National di Marine Le Pen. La Ue. Contro la quale il M5s costruisce la propria identità. Così, passate le amministrative, l' attenzione politica si proietta altrove. Dalla dimensione locale verso l' Europa. L' orizzonte, ma anche la vera "frattura" che delimita lo spazio politico del prossimo futuro. Anzitutto: del prossimo anno.

 

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