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LOTTA DI CLASSE DA MCDONALD’S - LE DISUGUAGLIANZE CRESCONO ANCHE A TAVOLA: NEI PAESI RICCHI I CIBI TRADIZIONALI (E POPOLARI) DIVENTANO DI LUSSO MENTRE I POVERI SONO CONDANNATI AI FAST FOOD (E ALL’OBESITA’)

Da "il Fatto Quotidiano" un estratto della conferenza organizzata da Laboratorio Expo

 

Mai il mondo è stato più ineguale. Esistono grandi differenze tra le diverse regioni del pianeta, ma gli scarti di reddito sono enormi anche all’interno di ciascuna di esse, all’interno dei paesi emergenti e dei paesi sviluppati. Assistiamo all’affermazione di una società divisa in tre classi: i possidenti, i consumatori e gli esclusi. Nel campo dell’alimentazione la traduzione di questo fenomeno è sbalorditiva.

 

Dipendenti McDonalds chiedono aumento di stipendio Dipendenti McDonalds chiedono aumento di stipendio

Da una parte si assiste alla moltiplicazione delle forme di assistenza internazionale ai più poveri, a coloro che la guerra, la siccità o le epidemie minacciano di morte; si assiste nei Paesi più sviluppati a un ritorno delle attività caritative, la grande povertà ritorna a farsi vedere; disoccupati o precari non riescono più a sfamarsi o a sfamare le proprie famiglie.

 

Incrociamo nelle strade delle Capitali europee mendicanti che portano un cartello sul quale è scritto “Ho fame”. Dall’altra parte, l’agricoltura si trasforma per soddisfare i bisogni di un numero sempre più grande di persone. Molti specialisti stimano oggi che solo produzioni locali sufficienti potrebbero risolvere in modo durevole il problema della fame nel mondo.

 

mcdonald child mcdonald child

La grande distribuzione delle catene alimentari riguarda una clientela che dispone di scarse risorse e propone un’alimentazione non equilibrata. L’obesità si sviluppa in Europa, in provenienza dagli Stati Uniti. Contrasto sbalorditivo: si tratta della stessa società che esalta la bellezza delle modelle filiformi, incoraggia diverse forme di rimodellamento del corpo e condanna una parte della sua gioventù all’obesità grazie ai Fast-food.

 

Fast Food Nation Fast Food Nation

Il diffondersi del Fast food, come McDonald's, Burger King, Quick, ecc… rappresenta l’opposto del ristorante tradizionale: parlare dei loro menu, come fa la pubblicità, è una battuta di cattivo gusto. Non si servono alcolici, ma bevande zuccherine. Solo la scelta del posto dove sedere caratterizza la libertà del cliente. Tutti uguali, questi distributori di cibo rapido si situano per definizione fuori da qualsiasi colore e contesto locale.

 

Clowning Around Cartoon only Clowning Around Cartoon only

Ho assistito nel lontano 1990 a Mosca, in piazza Puškin, qualche mese dopo la caduta del Muro di Berlino, all’inaugurazione del primo McDonald’s in URSS. Le autorità erano presenti e, nelle ore successive, chilometri di coda si formarono in piazza. All’ora di sera erano stati forniti 30.000 pasti. La perestoijka aveva l’odore di hamburger e di patatine fritte.

blog picture fat kid eating mcds blog picture fat kid eating mcds

 

Il 30 gennaio un reportage di Antenne 2 celebrava con entusiasmo l’avvenimento: anche i russi finalmente potevano mangiare come gli altri! Era un entusiasmo rivelatore. Si potevano in fondo comprendere i moscoviti. Avevano l’abitudine di fare la coda e di mangiare male. Ma cosa dire del fatto che Parigi e la Francia si mostrassero altrettanto vulnerabili agli assalti della mcmondializzazione? A Parigi ci sono più di 60 McDonald's.

 

La Francia è il secondo mercato al mondo di McDonald’s dopo gli Stati Uniti! McDonald’s acquista francese in Francia come tedesco in Germania, è un buono sbocco per la produzione locale, e fornisce posti di lavoro a gioventù poco qualificata. Tutto questo val bene qualche obeso in più.

 

L’Europa e la Francia avevano inventato i loro ristoranti, i loro caffè, i loro bistrot, un modello culturale oggi minacciato dall’esterno e dall’interno. Cosa ci porta il fast food? Nessun prodotto, nessuna professionalità particolare, ma uno stile di vita, precisamente, ciò che, oltre a qualche vino e qualche ricetta, un certo numero di paesi europei aveva la pretesa di proporre al resto del mondo.

Cibo sano da McDonald Cibo sano da McDonald

 

Di converso, di fronte alla carestia e alla malnutrizione, noi vediamo comparire sugli schermi televisivi e sulla stampa la moda della gastronomia. Una gastronomia elaborata che promuove un’alimentazione sana. E raffinata. Un’alimentazione che si trova nei ristoranti di lusso. La sua affermazione dipende da quella che gli etnologi hanno chiamato “rituali d’inversione”. I costumi popolari di ieri divengono le raffinatezze di oggi.

 

Non è certo perché si può morire di fame nel nostro mondo che bisogna condannare l’umanità a mangiare qualunque cosa. Le iniziative locali (penso a Slow Food in Italia) devono essere incoraggiate. Non bisogna ignorare, da una parte, che la questione dell’alimentazione (della sua produzione, della sua distribuzione e del suo consumo) è al cuore della questione sociale. Le considerazioni tecniche sulla produttività, sui modi di conservazione, di distribuzione, sono importanti ma non porteranno a risultati che il giorno in cui delle soluzioni politiche avranno aperto la porta alla democrazia globale.

EMMA ROBERTS SI MANGIA UN HAMBURGER EMMA ROBERTS SI MANGIA UN HAMBURGER PRIMO ASSAGGIO DEL FRANKENBURGER L HAMBURGER CON LE STAMINALI PRIMO ASSAGGIO DEL FRANKENBURGER L HAMBURGER CON LE STAMINALI

 

Si può fare un parallelo tra l’alimentazione del corpo e l’alimentazione dello spirito. Ciò che si rafforza oggi nel mondo è il divario tra coloro che sono, a un titolo o a un altro, vicini al mondo della conoscenza e della scienza e coloro che ne sono definitivamente esclusi. La società globale è divisa tra l’oligarchia dei possidenti, i consumatori e gli esclusi; questa tripartizione si ritrova nel campo della conoscenza e dell’educazione.

 

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Non c’è bisogno di avere statistiche raffinate per stabilire che le differenze di alimentazione sono parallele alle differenze di cultura, d’istruzione, di educazione. Detto altrimenti, l’abuso di zuccheri è un fenomeno di classe, come l’obesità, come la crisi economica o l’analfabetismo. Se ne deduce che, se campagne pubblicitarie per una corretta e sana alimentazione sono auspicabili, l’obiettivo dell’educazione per tutti, che non si limiti solo ai temi dell’alimentazione, dovrebbe essere la priorità di tutti i governi. Questa è la sfida dell’intero pianeta.

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