I DOLORI DEL GIOVANE RENZI – IL PREMIER GIRAMONDO NON SA CHE PESCI PRENDERE PER LE COMUNALI – A MILANO, SALA RISCHIA DI ARRIVARE A MAGGIO SPOMPO E DEL DEBBIO POTREBBE RIPENSARCI E CANDIDARSI – A ROMA, DESERTO DI CANDIDATI - SONDAGGI A NAPOLI, BASSOLINO ALLA PARI CON DE MAGISTRIS - 2016 DI FUOCO

DAGOREPORT

 

BONO RENZI SALABONO RENZI SALA

Ma quanti pensieri brutti che ha Renzi in questi giorni, anche se si è concesso un viaggio-scampagnata in America Latina. A corrucciargli la spaziosa fronte ci sono l’evanescenza della Mogherini, il rebus delle prossime comunali e l’appuntamento con una serie di nomine importanti, dalla prossima primavera, ai vertici di polizie e servizi segreti.

 

Oggi il premier cazzaro ha diffuso il video della sua visita a Machu Picchu, che ci restituisce l’immagine di un premier attivo sulla scena internazionale e riconosciuto nel mondo. Ma ieri l’Italia ha conosciuto un’autentica debacle diplomatica, con quel vertice europeo sull’immigrazione al quale la Merkel non ha invitato Roma e neppure la Moscerini. Uno schiaffo che fa male, visto che l’Italia, storicamente, è sempre stata chiamata in causa ogni qual volta si discute di Balcani. E dire che Renzi, a suo tempo, fece carte false per imporre la sua ministra degli Esteri a Bruxelles. Anche se tra i renziani c'è chi getta la croce sul braccio destro della Mogherini, Stefano Manservisi, prodiano di ferro. 

 

RENZI SALARENZI SALA

Sul fronte della politica interna, con il pd romano totalmente allo sbando e Ignazio Marino che tiene tutti quanti in ostaggio, Renzi cerca di portarsi avanti con il lavoro sulle grandi città dove si vota nella prossima primavera.

 

A Milano c’è da mettersi le mani nei capelli, per il segretario del Pd. I sondaggi danno Giuseppe Sala in leggero vantaggio su Paolo Del Debbio, il che è comunque un bel problema. Se Del Debbio, che ha detto in tutte le salse di non voler concorrere per Palazzo Marino, resta comunque alto in tutte le rilevazioni, significa che ha molti più consensi di quanto oggi appaia. Non solo, visto che la sua indisponibilità è legata al fatto che da sindaco guadagnerebbe molto meno che in Mediaset, non è escluso che Berlusconi alla fine lo convinca anche con qualche argomento molto concreto.

 

DEL DEBBIODEL DEBBIO

Inoltre, il premier girellone sa che la popolarità di Sala potrebbe calare bruscamente. L’Expo ormai sta finendo e lui dovrebbe arrivare ad aprile nella speranza che la gente si ricordi ancora la buona gestione della manifestazione.

 

A Roma Renzi è alla ricerca disperata di un candidato della sinistra riformista e liberal e per questo sta chiedendo consigli a tutti gli esponenti romani del partito di cui si fida. Ma un nome non è stato ancora individuato. In ogni caso ha escluso categoricamente che possa essere scelta Madonnona Boschi, che gli serve troppo al governo. Per lui, regalarla alla Capitale, sarebbe uno spreco.

 

fassino agnelli juventusfassino agnelli juventus

Più tranquilla la situazione a Torino, dove Piero Fassino è giudicato un buon sindaco e le sue iniziali ritrosie (personali) a ricandidarsi stanno rientrando. Fassino oltre a tutto è presidente dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, e Renzi lo vuole confermato anche in quella casella strategica per i rapporti con il governo.

 

Se invece si scende a Napoli, ricominciano i mal di testa per l’inquilino di Palazzo Chigi. I sondaggi riservati danno più o meno allo stesso livello Antonio Bassolino, Luigi De Magistris e il solito Mario Lettieri. Buon per Renzi che anche Forza Italia abbia problemi, perché i sondaggi del Cavaliere su Mara Carfagna, che potrebbe sparigliare i giochi con il suo bel faccino, danno esiti assai molto ma molto deludenti.   

bassolino pollastrini speranzabassolino pollastrini speranza

 

Tornando a Roma, Pittibimbo sta amaramente toccando con mano quanto è stato arrogante nei confronti di Gaetano Quagliariello, che non ha voluto premiare con un ministero quando Maurizio Lupi si è dovuto dimettere. Ora il professore napoletano rischia di portarsi via mezzo Ncd e di lasciare non solo Alfano, ma anche Renzi, in mutande al Senato. O peggio, di lasciarlo nelle mani di Denis Verdini.

 

Del resto Alfano è troppo debole per allearsi con Verdini, che se lo mangerebbe in un boccone, e allora sta negoziando un’alleanza con Fitto. Con un piccolo problema: sarebbero due gruppi molto sbilanciati al Sud e quasi nulli sopra il Po. E per questo il ministro degli Interni (per mancanza di prove) corteggia anche Corrado Passera, che alcuni sondaggi accreditano addirittura di un 4% su base nazionale.

davide mengacci mara carfagna  4davide mengacci mara carfagna 4

 

Passera può mettere il turbo se ottiene la nomination per le comunali di Milano e allora l’ex ministro montiano ha deciso di baciare la pantofola di chi può spalancargli la strada e così ha chiesto un incontro a Matteo Salvini. Il leader della Lega non può sbagliare il colpo nel capoluogo lombardo e sa che il suo partito rischia anche in Regione, dove Roberto Maroni sta per andare a processo e nei prossimi mesi potrebbe sperimentare su di sé il micidiale effetto Severino.

CORRADO PASSERA IMBAVAGLIATOCORRADO PASSERA IMBAVAGLIATO

 

Ultimo fronte caldo per Renzi, alcune nomine in posizioni nevralgiche anche per la sua sicurezza personale. Tra aprile e luglio del 2016 scadono gli incarichi del generale Saverio Capolupo, comandante della Guardia di Finanza, del capo della Polizia Alessandro Pansa, di Giampiero Massolo, capo del Dis, e di Arturo Esposito, capo dell’Aisi. Quattro nomine da non sbagliare e sulle quali le pressioni esterne saranno fortissime. 

arturo esposito arturo esposito massolo giampieromassolo giampiero

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?