1. MENTRE CASINI E SCHIFANI AFFONDAVANO I SOGNI GOVERNATIVI DI BERSANI COL PORCELLUM BIS, LA FINANZA LANCIAVA BOMBE SULLA CORSA ALLE PRIMARIE DI CULATELLO 2. PER TUTTO IL GIORNO I FINANZIERI DELLA PROCURA DI BOLOGNA HANNO SETACCIATO GLI UFFICI DEGLI UOMINI DEL SEGRETARIO ALLA SEDE ROMANA DEL PD 3. DOCUMENTI REQUISITI NEI CASSETTI, MEMORIE DEI COMPUTER COPIATE, DIPENDENTI INTERROGATI: ALTRO CHE INCHIESTA FINITA O DI SECONDO PIANO, I PM PIOMBANO AL NAZARENO PER VEDERCI CHIARO SULLA PRESUNTA TRUFFA DELLA SEGRETARIA DI BERSANI 4. I MAGISTRATI SONO CONVINTI CHE ZOIA VERONESI LAVORASSE SOLO PER IL SEGRETARIO 5. OGGI SECONDO SILURO: IL PM CHIEDE 10 MESI E 20 GIORNI DI RECLUSIONE PER VASCO ERRANI, UOMO CHIAVE DELL’ORGANIZZAZIONE BERSANIANA, PER L’APPALTO DATO AL FRATELLO

Caterina Perniconi e Emiliano Liuzzi per "Il Fatto Quotidiano"

Si sono presentati di buon mattino, tra le mani un mandato di perquisizione. Indirizzo, via Sant'Andrea delle Fratte, Roma, sede del Pd, ufficio della segreteria di Pier Luigi Bersani. Una visita per niente annunciata. Obiettivo: raccogliere informazioni nei computer in cui la Guardia di Finanza spera di trovare risposte per l'indagine che coinvolge la segretaria storica di Bersani, Zoia Veronesi, indagata per truffa aggravata, assunta dalla Regione Emilia Romagna e utilizzata dal segretario del Pd per tenere e aggiornare la sua agenda politica.

Un danno alle casse pubbliche - secondo l'accusa - che supera i 140 mila curo. "Sentivamo rumori, porte che sbattevano, c'erano estranei che entravano e uscivano", hanno raccontato ieri i dipendenti del Partito democratico. "Nell'affacciarmi ho visto delle persone che scaricavano file dai computer, cercavano documenti nei cassetti, ma allontanavano tutti", ha riferito uno dei testimoni della scena.

Il pensiero è corso al caso Lusi. Ma stavolta non si tratta dell'ex eredità della Margherita. La Finanza era nella sede del Pd per indagare sul caso di Veronesi, appunto. È stato anche sentito un impiegato del Pd presente nella sede, con l'obiettivo di chiarire meglio se quanto raccontato da Zoia Veronesi in queste settimane risponda a verità. Cioè che lei lavorasse per Bersani solo nelle ore extra rispetto al lavoro.

La conferma al Fatto Quotidiano della visita in casa Pd delle Fiamme gialle è arrivata in serata da fonti vicine agli inquirenti. I finanzieri hanno perquisito nei giorni scorsi la sede distaccata della Regione a Roma e ieri, dopo aver ascoltato una serie di persone informate sui fatti, hanno deciso di andare a cercare negli uffici del partito. Non è escluso neppure che il lavoro sia terminato: i finanzieri per ora hanno copiato i dati su dischetti, ma potrebbero non bastare.

Gli inquirenti sono convinti che Veronesi lavorasse solo ed esclusivamente per il segretario e che il suo incarico a Roma da parte della Regione in realtà non sia mai stato svolto. La donna, che è stata dipendente del palazzo di viale Aldo Moro a Bologna fino al 28 gennaio 2010, era stata distaccata con un provvedimento della stessa Regione a Roma, dove doveva intrattenere rapporti con le "istituzioni centrali e con il Parlamento".

Ma la GdF ha appurato che non esiste traccia della sua prestazione lavorativa a favore della Regione in quel periodo, tra il 2008 e il 2009. Nei giorni scorsi, a casa sua, le è stato recapitato un invito a rendere interrogatorio con l'accusa truffa aggravata contestato a lei e abuso d'ufficio a Bruno Solaroli, ex capo di gabinetto della Regione Emilia Romagna, uomo vicino a Errani e a Bersani, che le avrebbe confezionato l'incarico su misura.

La donna si è presentata molto tranquillamente dal pm e ha risposto a tutte le domande. Nella sostanza il legale di Veronesi, l'avvocato Paolo Trombetti, ha spiegato: "Noi", ha detto, "abbiamo interesse a chiarire che non c'è stata alcuna irregolarità da parte di chicchessia, tanto più dalla signora Veronesi. Respingiamo l'accusa di truffa, non c'è alcuna ombra. Abbiamo chiarito tutto. È una vicenda in cui nulla le può essere rimproverato".

Il verbale d'interrogatorio, al quale hanno assistito il pm Giuseppe Di Giorgio e il procuratore aggiunto, Valter Giovannini, è stato comunque secretato. Non per la delicatezza dell'indagine, ma per il particolare ruolo che Veronesi ricopriva e il contesto di oggi in cui il suo diretto superiore, il segretario del Pd, corre per le primarie con possibilità di diventare inquilino a Palazzo Chigi.

Una cautela, quella di mantenere il silenzio sull'inchiesta, che ha anche funzionato: nessuno tra i nemici (e non sono pochi) del segretario del Pd Bersani ha usato come arma l'inchiesta della magistratura. Situazione simile a quella che si presenterà questa mattina, quando - per un'altra indagine - comparirà davanti al giudice per l'udienza preliminare, Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, coordinatore della conferenza dei presidenti delle Regioni, commissario straordinario per l'emergenza terremoto e, soprattutto, uomo macchina nella corsa alle primarie di Bersani.

Se i giudici dovessero decidere il rinvio a giudizio non si metterebbe bene né per Errani, costretto a fare i conti con i suoi incarichi, né per Bersani che, negli ultimi mesi, a lui si è appoggiato per creare il partito del 2013, quello che deve affrontare le elezioni politiche e ambisce a governare.

2- EMILIA ROMAGNA: PM CHIEDE 10 MESI E 20 GIORNI DI RECLUSIONE PER ERRANI...
(Adnkronos) - Il pm della Procura di Bologna Antonella Scandellari ha chiesto 10 mesi e 20 giorni di reclusione per il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani accusato di falso ideologico nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta su 'Terremerse'. L'accusa ha formulato questa richiesta di pena nell'ambito del rito abbreviato che si sta svolgendo presso il Tribunale di Bologna. La Procura ha chiesto inoltre 1 anno di reclusione per i due funzionari della Regione Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti che rispondono, sempre nel rito abbreviato per l'accusa di falso e favoreggiamento.

 

 

PIER FERDINANDO CASINI RENATO SCHIFANI pier luigi bersani ZOIA VERONESI SEGRETARIA DI BERSANIPD - SEDE ROMAPIERLUIGI BERSANI E VASCO ERRANI

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