giorgia meloni fabio panetta

I FRATELLINI D’ITALIA NON IMPARANO MAI LA LEZIONE: OGNI VOLTA CHE PROVANO A INTESTARSI UN TECNICO COME “UNO DI FAMIGLIA”, VENGONO DELUSI DAI “DATI”. È SUCCESSO PRIMA CON DARIA PERROTTA, LA “RAGIONIERA” CHE TIENE A STECCHETTO I PARTITI, E ORA CON FABIO PANETTA – I MELONIANI SPERAVANO CHE IL GOVERNATORE DI BANKITALIA, CONSIDERATO NON OSTILE ALLA DESTRA, DIVENTASSE UN SOLDATINO AGLI ORDINI DI PALAZZO CHIGI. E INVECE SI SONO DOVUTI RICREDERE (“È UN INGRATO”): DA PALAZZO KOCH ARRIVANO SOLO BORDATE, COME QUELLA DI IERI SULLA MANOVRA CHE “FAVORISCE I RICCHI” – LA DUCETTA AI SUOI: “MENOMALE CHE DICEVANO CHE ERA UNO DEI NOSTRI”

 

 

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

FABIO PANETTA

Fabio Panetta non ha mai digerito di venire marchiato come «il governatore di destra» o «dei sovranisti». Un'etichetta che ne sminuisce la storia, il ruolo e la terzietà dell'istituto che guida e che rappresenta. In questi primi due anni al vertice di Banca d'Italia è convinto di aver incarnato al meglio «l'integrità» di questa «torre d'avorio» - termini usati ieri su La Stampa dall'ex direttore generale Salvatore Rossi - che vigila sui conti pubblici e le disgrazie dei risparmi privati.

 

Ed effettivamente, nessuno […]  potrebbe dire che ci siano mai stati ammiccamenti o siano stati fatti sconti alle politiche economiche del governo di Giorgia Meloni, quello che lo ha fatto sedere sulla poltrona più alta di Bankitalia.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

E i primi costretti a ricredersi sono stati la premier e i vertici di Fratelli d'Italia, i quali, illusi dalla mitologia creata nella brutalità della sintesi mediatica, avevano inquadrato Panetta come uno di famiglia, per presunte simpatie che risalgono ai tempi preistorici della gioventù.

 

Automatismi dello spoils system, che il governo punta ad applicare con una certa disinvoltura a tutte le istituzioni, dove la politica può mettere lo zampino. E che spiegano quel fastidio malcelato che scatta d'istinto a Palazzo Chigi quando gli organi di controllo non si allineano alla propaganda dei partiti, come è stato per la Corte di Conti, per la Consob, per la magistratura e altri.

 

sergio mattarella e fabio panetta

Meloni non ha mai pubblicato comunicati contro Banca d'Italia, come avvenuto contro le toghe, né ha dato mandato ai suoi uomini di scatenarsi, come successo contro l'Authority dei mercati. Le sue considerazioni su Panetta le ha condivise con i collaboratori e le persone più di fiducia, a cui una volta ha confessato una volta con una delle sue battute in romanesco: «E menomale che dicevano che era uno dei nostri».

 

Gli episodi, solo negli ultimi mesi, sono diversi. E in FdI li ricordano tutti. Nelle considerazioni finali del maggio 2024 e del maggio 2025, il governatore ha posto l'accento sulla necessità di aumentare in modo più deciso il flusso di migranti per dare uno stimolo alla crescita. Parole che non sono propriamente in linea con la maggioranza di destra […]

 

 

FABIO PANETTA

Meloni ha replicato solo in un caso, un anno e mezzo fa, sostenendo che i dati dell'immigrazione regolare, grazie anche al decreto flussi del governo, smentivano Panetta.

 

Nel suo discorso di quest'anno, il numero uno di Via Nazionale ci è tornato sopra e ha poi messo il dito nella piaga dei salari bassi degli italiani. Un argomento che ieri è stato ribadito nelle audizioni parlamentari con toni forse ancora più radicali.

 

Perché i rilievi di Palazzo Koch colpiscono le misure in manovra a sostegno del reddito delle famiglie che non comportano «variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito» tra le famiglie. Risultato: nessun commento ufficiale dei meloniani affidato alla batteria delle agenzie, strategia adottata ogni volta che la destra ha poco da celebrare.

 

BANKITALIA 77

[…] Contratti, salari, potere d'acquisto: sono temi politicamente problematici per Meloni nell'anno elettorale che partirà da gennaio.

 

La storia del rapporto tra lei e Panetta è la storia di un rapporto che non è mai sbocciato. Sin da quando provò a portarlo nel governo come ministro dell'Economia e si vide rispondere un netto "no, grazie".

 

Questione di aspettative tradite, dunque. O di canoni politici applicati a chi fa dell'autonomia e dell'indipendenza principi inderogabili. Lo dimostra un aneddoto sul ministro degli Affari europei Tommaso Foti, raccolto dentro FdI, che risale ai mesi in cui era capogruppo.

 

GIORGIA MELONI E TOMMASO FOTI

Si discuteva delle dichiarazioni di Panetta sui migranti, complicate da assorbire per i meloniani: in una riunione, davanti a più testimoni, Foti apostrofò il governatore in modi coloriti: «Un ingrato di cui non ci dovevamo fidare» è la traduzione edulcorata.

fabio panetta christian lindner giancarlo giorgetti g7 economia stresa FABRIZIO BALASSONE - BANKITALIAFABIO PANETTAfabio panetta christine lagarde giancarlo giorgetti g7 economia stresa GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE fabio panetta - congresso assion forex

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