di maio berlusconi

CAV, NEMICO NUMERO UNO - I GRILLINI DIMENTICANO RENZI E PUNTANO A FAR GUERRA AL VERO RE DEI CAZZARI, BERLUSCONI - DI MAIO CAMBIA TARGET PER ACCHIAPPARE VOTI: PIÙ ATTENZIONE A PENSIONATI E AL MONDO DELLE IMPRESE - L'IPOTESI DI UN MINISTERO DELLE PMI

DI MAIO GRILLO RIMINI

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

Da un paio di giorni Silvio Berlusconi è l'ospite prediletto della tribuna web di Beppe Grillo. Berlusconi «bugiardo», Berlusconi «re delle fake news», Berlusconi «inaffidabile». In apertura del blog del comico, per tutta la giornata di ieri, c'è stata una fotografia di Giorgia Meloni e Berlusconi, sopra le loro teste la scritta: «Nel 2011 votarono a favore della riforma Fornero». Sotto: «Oggi dicono di volerla abolire. Ti fidi ancora di loro?».

 

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Proprio sulle pensioni, dopo l'accordo di coalizione raggiunto nel centrodestra, dove è prevista l'abolizione della riforma Fornero, i 5 Stelle sanno di aver avuto troppi inciampi nelle ultime settimane. L'ambiguità della proposta, che prevedrebbe di trattenere quote a tutti i pensionati per poter più avanti tagliare solo quelle sopra i 5 mila euro, ha dato una gran mano alla stampa vicina al centrodestra, facilitata nel dire che i grillini vogliono la tagliola su tutti gli anziani, una fetta importante di elettorato che Berlusconi da sempre è capace di sedurre.

 

gianni letta silvio berlusconi

E così ieri, dopo essere stati definiti da Berlusconi, sul Foglio, «il più grande pericolo dal dopoguerra», in una riunione organizzata per proporre una strategia di difesa e di contrattacco, presente il candidato premier Luigi Di Maio, il M5S ha definitivamente preso consapevolezza che la sfida sarà tutta contro l'ex Cav. Dimenticarsi di Renzi, per quanto possibile. Questo è il mandato. Ricalibrare la comunicazione su alcuni temi già cavalcati dai 5 Stelle: «L'abolizione della riforma Fornero - sostiene Di Maio - è da sempre un punto del nostro programma». Ma se chiedi in giro, qualsiasi italiano ti risponderebbe che è una specialità di Matteo Salvini.

 

BERLUSCONI SALVINI

Di Maio ha chiesto ai suoi parlamentari di insistere molto sui temi economici. La grande manovra di choc fiscale dovrà essere declinata un po' meglio, ma quella è la direzione da percorrere. Convincere il ceto medio, quello più spaventato dalla crisi, e la classe produttiva del Nord, che vuole più sicurezza e meno tasse. Il giovane leader sta percorrendo tappa a tappa tutto il Nord-Est nella speranza di strappare consensi a Berlusconi, in una terra dove vince chi insiste sulle piccole e medie imprese.

 

È di qualche settimana fa l'idea, da valutare meglio prima di ufficializzarla, di un ministero ad hoc, dedicato alle Pmi. Una sorta di spin off del ministero dello Sviluppo economico, magari allargabile al mondo delle start up innovative, che Di Maio potrebbe offrire come garanzia ai piccoli imprenditori. Speravano che Massimo Colomban, grande amico dei Casaleggio, inviato a Roma per un anno come assessore, fosse nella squadra parlamentare. Ma ha declinato l' invito.

berlusconi salvini meloni

 

Al suo posto, il casting grillino ha puntato sul giornalista tv Gianluigi Paragone e sul collega, ex direttore di SkyTg24, Emilio Carelli. Sono due nomi spendibili per contendere un po' dell'interesse di area, nel centrodestra. Carelli è da sempre legato a Gianni Letta e a Fedele Confalonieri, gli uomini più fidati di Berlusconi. Paragone, invece, impegnato a pubblicizzare il suo libro Gang Bank, può catalizzare la rabbia dei risparmiatori, soprattutto nel Veneto delle banche fallite, e raccontare la sua delusione da ex leghista (e, all'occorrenza, lavorare come pontiere per future, ipotetiche convergenze con il Carroccio).

gianluigi paragone

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”