biotestamento ius soli

MEGLIO I MORTI DEGLI IMMIGRATI – IL PD MOLLA LO “IUS SOLI” E CERCA I VOTI GRILLINI PER IL BIOTESTAMENTO, MAGARI CON LA TECNICA DELL’EMENDAMENTO “CANGURO” - LA CITTADINANZA AGLI IMMIGRATI (CHE FA PERDE VOTI) PUO’ ATTENDERE…

 

Carlo Bertini per La Stampa

 

BIOTESTAMENTO

Tra "fine vita" e "ius soli" potrebbe essere sacrificata la legge sulla cittadinanza, a sentire il tam tam che giunge dagli uffici Pd del Senato. Dove una sola cosa pare certa: nella finestra di dicembre tra la seconda e la terza lettura della manovra, ci sarebbe tempo per varare forse solo una di queste norme. In queste ore, sotto traccia, gli esperti legislativi del Pd stanno infatti studiando attentamente la pratica del biotestamento: l' obiettivo è mettere a punto un escamotage per approvare la legge senza ricorrere alla fiducia.

 

E questo perché a differenza dello ius soli, sul biotestamento una maggioranza sulla carta c' è: insieme a quelli del Pd, ci sono i voti dei 5stelle, di Ala, della sinistra e di Mdp. «Se il "fine vita" andasse in aula, di sicuro ci sarà qualche "canguro", ci sono migliaia di emendamenti, poi sarà il presidente del Senato a decidere», ammette Luigi Zanda in camera caritatis. Il modulo di gioco è quello usato per le unioni civili, il cosiddetto «canguro»: un maxi-emendamento formulato apposta per saltare a piè pari migliaia di votazioni.

 

luigi zanda

Chi ha la memoria lunga teme che i grillini riservino al "canguro" sul "fine vita" lo stesso trattamento riservato a quello sulle unioni civili: quando dichiararono a sorpresa che non lo avrebbero votato, costringendo il governo a porre la fiducia. Ma ad ora pare non vi siano segnali negativi in tal senso. Individuata dunque la soluzione di metodo, si tratta di procedere alla decisione più delicata, quella politica: ovvero la scelta di mettere in calendario questa legge piuttosto che lo ius soli della discordia. Norma di civiltà, a detta di molti, che però nei sondaggi risulta sgradita alla maggioranza degli italiani e dunque sconsigliata in campagna elettorale.

 

IUS SOLI

Fanno notare al Nazareno che se nel Pd - a partire dal leader - si parla più di biotestamento che non della legge sulla cittadinanza, un motivo c' è: «Lo ius soli passa solo con la fiducia», fa notare uno dei big Pd, «ma i centristi non la voterebbero e non possiamo permetterci il lusso di andare sotto: se il governo si dimette, come facciamo ad approvare la legge di bilancio alla Camera?» Sarebbe un caos, il premier dovrebbe salire al Colle, magari resterebbe in carica con le dimissioni congelate fino al voto sulla manovra, «ma sarebbe tutto il contrario della fine ordinata della legislatura chiesta da Gentiloni».

 

Ergo, i Dem potrebbero a questo punto sacrificare la legge sulla cittadinanza per salvare quella sul "fine vita". Assai indigesta alla componente cattolica dei senatori di vari gruppi, dai centristi alla Lega, da Forza Italia fino ai cattodem del Pd: ma con un diverso atteggiamento rispetto a quello riservato allo ius soli: non ci sarebbero barricate, è la convinzione in casa Dem. «Almeno una delle due leggi dobbiamo portarla a casa», va ripetendo il segretario ai suoi.

 

IUS SOLI

Allo stato però Zanda non ha ancora deciso se martedì prossimo alla riunione dei capigruppo che fisserà l' agenda di dicembre, chiederà di calendarizzare o no entrambe le leggi: stando alle ultime dei renziani in Senato, lo ius soli non verrebbe neppure calendarizzato, per non dare l' idea del dietrofront una volta che fosse deciso di rinunciarvi a favore del "fine vita". La cui approvazione soddisferebbe comunque una delle richieste di Pisapia per addivenire ad un' alleanza col Pd.

 

«Lo ius soli passa se e solo se ci si mette la fiducia, non vedo alternative», ammette il presidente del partito, Matteo Orfini. Lasciando intendere che forse si può portare a casa senza rischi per il governo una delle norme che possono dare al Pd una connotazione più di sinistra. «Non escluderei la fiducia sul biotestamento, ma forse ci si può arrivare anche senza».

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…