I DUE DELLA P4 A PROCESSO IL 26 OTTOBRE (WOODCOCK SPRINT) - LA MOSSA DETERMINA LO SLITTAMENTO DEI TERMINI DI CUSTODIA CAUTELARE CHE PER BISIGNANI SAREBBERO SCADUTI IL 14 SETTEMBRE - PER PAPA E BISI NON C’È L’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE (IN ATTESA DELLA CASSAZIONE), MA FAVOREGGIAMENTO PER IL LOBBISTA E CONCUSSIONE E RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO PER PAPA - STRANE COINCIDENZE: LA CASA ROMANA DEI TARANTINI È DI UN AMICO DI PAPA - LA DURA VITA DI NICLA TARANTINI: 2MILA € AL MESE D’AFFITTO, DUE COLF MA “NON SAPEVO CHE METTERE IN TAVOLA”…

1 - GIUDIZIO IMMEDIATO PER LA P4 DI BISIGNANI...
Dario di Porto e Concita Sannino per "la Repubblica"

Processo sprint per il caso P4. Il deputato del Pdl Alfonso Papa e il lobbista Luigi Bisignani saranno giudicati con rito immediato. Si comincia il 26 ottobre davanti alla prima sezione penale. Il giudice Luigi Giordano ha accolto l´istanza della Procura e ha fissato l´udienza. Il processo riguarderà solo i reati per i quali i due imputati sono tuttora detenuti, Papa in carcere dal 20 luglio, dopo il voto della Camera sull´autorizzazione a procedere, e Bisignani agli arresti domiciliari da metà giugno: tre episodi di favoreggiamento per l´influente uomo d´affari, anche concussione e rivelazione del segreto d´ufficio per il deputato.

Dunque i pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco, sono riusciti a portare a conclusione in tempi rapidissimi il capitolo centrale della delicata e complessa inchiesta nel corso della quale sono stati ascoltati oltre cento testimoni e sono state raccolte oltre sedicimila pagine di atti e documenti. La mossa determina lo slittamento dei termini di custodia cautelare che per Bisignani sarebbero scaduti il 14 settembre.

Stralciata la posizione di Enrico La Monica, il sottufficiale dei carabinieri latitante in Senegal. La difesa (gli avvocati Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo per Bisignani, Giuseppe D´Alise e Carlo Di Casola per Papa) dovranno decidere se chiedere il rito abbreviato o affrontare il dibattimento.

Le ordinanze cautelari firmate dal giudice Giordano sono state confermate dal Tribunale del Riesame che ha anche accolto l´appello presentato dalla Procura per ottenere il riconoscimento dell´accusa di associazione per delinquere esclusa dal gip. Su questo punto si attende adesso la discussione del ricorso in Cassazione presentato dalla difesa. Se la Suprema Corte dovesse confermare, la posizione di Papa e Bisignani si farebbe ancora più pesante. Il lobbista dovrebbe andare in carcere.

2 - LA CASA DI TARANTINI È DI UN AMICO DI PAPA...
D.d.P. e C.Sa. per "la Repubblica"


Un´ombra grava sulla residenza romana dei Parioli, abitata dai coniugi Giampaolo e Angela Tarantini, e pagata con parte del fiume di denaro ricevuto dal presidente Berlusconi. È l´inedito collegamento che incrocia l´ultima inchiesta napoletana sull´estorsione ai danni del Berlusconi-bancomat con l´indagine sul caso P4.

Il proprietario dell´appartamento della capitale, preso in fitto per 2mila euro al mese per ospitare i Tarantini e le loro bambine, infatti, secondo quanto emerge dall´interrogatorio di Gianpi e di sua moglie Nicla, sarebbe un amico del deputato Pdl Alfonso Papa, dal 20 luglio rinchiuso nel carcere di Poggioreale per concussione, rivelazione di atti coperti da segreto e favoreggiamento.

È solo una coincidenza; oppure Papa avrebbe fornito un nome e un indirizzo al mediatore Lavitola per poter accogliere i Tarantini a Roma? Papa era a conoscenza dei segreti che legavano Lavitola al premier e delle dazioni di denaro collegate destinate al procacciatore delle escort di Bari? Una circostanza su cui gli inquirenti intendono vedere chiaro.

Si ricorderà l´ira del premier subito dopo il voto della Camera che, il 20 luglio, diede l´ok all´arresto per Papa. «È una follia, solo per colpire me», sibilò il presidente del Consiglio sbattendo il pugno sul tavolo del governo. Proprio di quella casa romana, tra l´altro, parla diffusamente Nicla, nel suo interrogatorio, prima che il gip decida di inviarla agli arresti domiciliari.

«Sto vivendo un momento di smarrimento, in quella casa sono depressa, vivo male le nostre difficoltà economiche perché alcuni giorni non sapevo neanche cosa mettere a tavola, da mangiare», è la tesi di Nicla dinanzi al giudice per le indagini preliminari Amelia Primavera. Possibile, le viene replicato, che si abbia il denaro per un fitto elevato, per pagare due domestiche fisse e non quello per comprare il pane? Nicla abbassa gli occhi. «Non potevo occuparmi della casa e delle figlie, perché vivevo un momento terribile, lo ripeto».

Intanto ieri Papa ha incontrato brevemente il parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta, in visita ispettiva al carcere di Poggioreale. «Sono avvilito. Mi sto dedicando a uno studio sulla socializzazione nelle carceri, te lo invierò, mi fa piacere se lo leggerai», ha detto Papa, maglietta a maniche corte e rosario intorno al collo. Laboccetta commenta: «L´ho trovato molto giù rispetto all´ultima volta che l´avevo incontrato - ha commentato Laboccetta - aveva occhiaie profonde e il viso molto sofferente».

 

Alfonso Papa a PoggiorealeALFONSO PAPA ALFONSO PAPA NELLA CHIESA DI SAN CLAUDIO BISIGNANIBISIWOODCOCK E FRANCESCO CURCIOI pm Woodcock e Francesco CurcioANGELA DEVENUTO MOGLIE DI TARANTINITarantini

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