I “PAGHERÒ” DI RIGOR MONTIS - AL G20 IL PREMIER HA FATTO CAPIRE AI COLLEGHI CHE SENZA UN “COLPACCIO” INTERNAZIONALE, IL PDL È PRONTO A STACCARE LA SPINA - DA QUI L’IDEA DI PLACARE I MERCATI (SOLO MOMENTANEAMENTE, IN ATTESA DI FUTURI MIRACOLI O GOVERNI) E COMPRARE “PACCATE” DI BTP CON IL FONDO SALVA-STATI - SIA HOLLANDE CHE LA MERKEL ASPETTANO IL MEETING DI ROMA (VENERDÌ) PER DIRE DI SÌ, COSÌ DA OTTENERE IL MASSIMO EFFETTO MEDIATICO PRO-MONTI…

1 - G20: RAJOY SMENTISCE PRESSIONI SU SALVATAGGIO ALLE BANCHE
(ANSA) - "Devo smentirlo, nessuno ha chiesto chiarezza né celerità" sul salvataggio del settore bancario spagnolo. Ô quanto ha detto il premier spagnolo, Mariano Rajoy, in una conferenza stampa al termine della riunione del G20, in risposta a quanto affermato dal premier tedesco, Angela Merkel poche ore prima alla stampa tedesca. "Siamo i primi interessanti a risolvere la situazione [della banca] il piú presto possibile", ha detto Rajoy.

"Dobbiamo aspettare le verifiche delle società di consulenza indipendenti", che giovedì presenteranno le necessità di ricapitalizzazione del settore bancario, per cui l' Eurogruppo ha messo sul tavolo 100 miliardi di euro. "Stiamo negoziando il memorandum, dobbiamo capire con quale strumento si fará, se con l' EFSF, il MEDE o uno distinto", ha aggiunto Rajoy.


2 - I DURI COMMENTI SUL DEBITO ITALIANO E LE MOSSE TAGLIA TASSI DEL PREMIER I COLLOQUI DI MONTI A LOS CABOS. LA STRATEGIA DELLE CESSIONI
Federico Fubini per il "Corriere della Sera"

C'è un argomento che Mario Monti ha ripetuto spesso in questi giorni con gli altri leader al G20 di Los Cabos, Messico. Ma per una volta la logica del premier non era «tecnica», non faceva appello a progetti europei né a dettagli dei sistemi di finanziamento. Era politica. Una logica da navigatore giunto al termine di un corso di sopravvivenza di sette mesi nei corridoi romani.

Ad alcuni dei leader che l'hanno visto, Monti ha spiegato che in nome della stabilità del suo governo a lui serve decisamente un risultato fuori dall'Italia. Dal vertice europeo del 28 e 29 giugno, l'esecutivo dei tecnici di Roma deve ottenere decisioni tangibili e non solo perché servono a calmare le tensioni di mercato: ci sono da sedare anche quelle dei partiti, in particolare quelle del Pdl.

Ad alcuni colleghi europei e del G20, Monti ha spiegato di aver ricevuto segnali neppure troppo velati dal principale partito di maggioranza. Un esito deludente dell'ultimo giro di negoziati in Europa metterebbe in dubbio la stabilità del governo a Roma, perché molti nel Pdl troverebbero seri argomenti per giustificare il loro malumore verso la linea dei tecnici.

Se l'Europa non serve a far calare gli interessi sul debito, a che serve un governo «ben visto» in Europa? Se niente funziona a Bruxelles, un Pdl che scende nei sondaggi ogni settimana di più può essere tentato di tagliare le perdite troncando la legislatura. Il messaggio a Monti è stato recapitato dagli esponenti del centrodestra prima della sua partenza per il Messico e lì il premier l'ha spiegato ai suoi interlocutori.

Uno di coloro ai quali l'ha detto lunedì a Los Cabos è Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse. Con lui l'incontro era delicato non tanto perché Gurria sia un uomo molto influente, non lo è, ma perché poco prima aveva parlato di qualcosa che sembrerebbe impensabile per un Paese del G7. In una conversazione di tre giorni fa con Ian Talley e Chris Emsden del gruppo «Dow Jones», Gurria ha discusso l'ipotesi che il governo decida di rinviare le scadenze di rimborso del debito pubblico.

«L'Italia può allungare unilateralmente le scadenze sui suoi titoli di Stato già emessi», ha detto Gurria secondo Talley e Emsden. «Perché qualcuno potrebbe voler iniziare a parlare di questo?», si sarebbe chiesto Gurria. «Perché questa soluzione non comporterebbe perdite sui prezzi di mercato dei bond per chi li detiene per un lungo periodo e potrebbe persino spingerne i prezzi al rialzo». Talley e Emsden del «Wall Street Journal» notano che è la prima volta che un dirigente internazionale di questo livello parla di una possibilità del genere riguardo all'Italia.

Non è chiaro se Gurria lo abbia fatto anche nel suo incontro di persona con Monti, lunedì a Los Cabos. Alcune fonti dicono di sì, altre lo negano nettamente. Il portavoce dell'Ocse, Anthony Gooch, sottolinea che l'ipotesi di cui Gurria ha parlato al «Wall Street Journal» non è in discussione. «È solo uno scenario estremo, che non abbiamo mai proposto: Gurria l'ha menzionata solo reagendo a una richiesta di commenti in proposito».

Come che sia, Monti ha osservato nei suoi colloqui con Gurria e altri a margine del G20 che ci sono altre due strade che il suo governo ha davanti a sé per gestire il debito: cercare di andare avanti anche con tassi alti, o applicarsi nel programma già varato di cessione di beni pubblici. L'operazione è partita e, com'è noto, Mediobanca stima che nel medio periodo l'Italia possa mirare a cessioni per circa 90 miliardi su un patrimonio demaniale che ne vale in tutto 425.

Monti e i suoi più stretti collaboratori sanno perfettamente che i mercati stanno scrutando a ogni passo la dinamica del debito italiano. L'ultimo Documento di economia e finanza mette in conto un debito che si stabilizza al 123,4% del Pil quest'anno, con un'economia che decresce dell'1,2%, tassi d'interesse sui Bot a tre mesi all'1% e sui Btp a dieci anni al 5,4%. Invece la decrescita dei primi sei mesi fa temere una caduta del Pil su tutto il 2012 di ben oltre l'1,2% per quest'anno.

E gli interessi sui titoli di Stato per ora viaggiano più alti di quanto previsto dal Tesoro. In queste condizioni non è scontato che il livello di avanzo primario messo in cantiere, cioè il surplus di bilancio prima di pagare gli interessi, basti a stabilizzare la dinamica del debito.

Per riuscire in questo - non solo per placare la fronda anti governo nel Pdl - l'Italia ha bisogno anche di un accordo europeo entro giugno. A questo proposito il negoziato si è sviluppato freneticamente in questi giorni, fra Los Cabos e Bruxelles, su due fronti separati. Per il medio termine si sta parlando di una «roadmap», un tracciato verso la cosiddetta unione politica, di bilancio e anche bancaria in Europa: sullo sfondo di quest'ultima c'è anche l'ipotesi di garanzie sui depositi dei risparmiatori e di una vigilanza finanziaria comune. Ma su questi temi dal vertice di fine mese uscirà poco più dello scheletro sui piani di lavoro per il seguito.

Intanto però serve qualcosa di immediato, che blocchi la deriva dei tassi d'interesse e quella di parte della maggioranza a Roma. Che fermi l'emorragia di fiducia prima che sia tardi. In effetti anche di misure più immediate si è parlato fra le delegazioni dei principali Paesi in questi di giorni al G20 in Messico.

Così sembra funzionare una delle ipotesi discusse: per i Paesi che rispettano certi vincoli di politica economica ma sono sotto attacco sui mercati, potrebbe esserci la possibilità di contare su interventi dei fondi salvataggi europei (Efsf e Esm) sui propri bond, quando superano certi rendimenti. Secondo una delle proposte l'Esm, il meccanismo europeo di sostegno permanente, dovrebbe potersi finanziare presso la Banca centrale europea come fosse una banca commerciale e poi aiutare gli Stati in difficoltà. Saremmo così più vicini agli acquisti massicci di titoli di Stato come vengono fatti in Gran Bretagna o negli Stati Uniti.

Un'opzione del genere fu discussa appena nove mesi fa dagli stessi «sherpa» e da molti degli stessi leader di oggi. E fu bocciata. Allora il livello di stress nel mercato e nella politica italiana era altissimo. Oggi è tale che, se si sceglie il rinvio, la prossima volta i leader del G20 rischiano di parlarne con qualcuno di cui, per ora, non si sa niente.

3 - G20: HOLLANDE, IDEA MONTI SU USO EFSF VA CONSIDERATA
(ANSA) - "L'Italia ha lanciato un'idea che merita di essere considerata. Ne parleremo a Roma". Lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande, in risposta a una domanda sull'ipotesi, evocata dal premier italiano Mario Monti, di usare il fondo salva-Stati per acquistare titoli di Stato.

4 - HOLLANDE, MOBILITARE OGNI RISORSA, ANCHE BCE
(ANSA) - Per affrontare la situazione dell'Eurozona occorre mobilitare tutte le risorse disponibili, inclusa la Banca centrale europea. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande.

5 - STAMPA; MERKEL ALLENTA, FONDI UE PER ACQUISTO BOND
(ANSA) - "I leader dell'area euro si sarebbero accordati per consentire ai fondi di salvataggio europei di intervenire direttamente sul mercato dei capitali per allentare le tensioni su Italia e Spagna". Lo riporta l'Indipendent citando alcune fonti del G20, secondo le quali la cancelliera Angela Merkel si sta preparando a consentire l'avvio degli acquisti di bond emessi dagli stati membri. L'annuncio potrebbe arrivare al meeting che sarà ospitato venerdì dal premier Mario Monti, al quale parteciperanno anche Merkel , il presidente francese Francois Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy.

 

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